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martedì 20 marzo 2018

Esito immaginabile della cascata di catalyst negativi emersi

 
Una Wall Street che già venerdi, a contatto coi supporti, ispirava poca fiducia, è andata incontro ad una cascata di catalyst negativi emersi nel week end e nella giornata di oggi, con l'esito immaginabile.
Procediamo con ordine.
Tra le news delle ultime ore, a catturare l'attenzione sono state le seguenti:
  • Cambridge Analytica, un azienda che ha collaborato con la campagna elettorale di Trump, avrebbe carpito illegalmente i dati di 50 milioni di utenti Facebook (NasdaqGS: FB - notizie) , utilizzando un software le cui finalità dichiarate erano esclusivamente accademiche. Indiscrezioni sull'inchiesta rivelano che il social network sarebbe stato a conoscenza degli usi illeciti. Il titolo oggi affonda (-7), contagiando le FANG e il settore.
  • Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) starebbe pianificando, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, di costruirsi in casa componentistica finora acquistata dai fornitori tra cui i display. Le news hanno avuto un impatto significativo sull'indotto, in particolare a Tokyo, e Seul.
  • La popolarità di Abe continua a crollare sotto i colpi dello scandalo sui finanziamenti alla scuola. Dopo le rivelazioni sulla modifica dei documenti da parte del Ministero delle Finanze, gli ultimi 2 sondaggi attribuiscono al Premier (BSE: 500540.BO - notizie) un approval rating ai minimi da quando si è insediato, nel 2012.
  • Venerdi sera Trump aveva licenziato il vicedirettore dell'FBI McCabe, alimentando ulteriormente le indiscrezioni secondo cui sarebbe sul punto di licenziare Mueller, il Procuratore che indaga sul Russiagate.
Considerata la carne al fuoco, la seduta asiatica non ha avuto toni particolarmente negativi, anzi Shanghai ha pure recuperato l'iniziale passivo per chiudere con un marginale guadagno, lasciando a Tokyo, Seul e Mumbai il compito di esprimere il tono negativo. Apparentemente, l'azionario cinese si è giovato della nomina di Yi Gang a Governatore della PBOC. Yi, un veterano con oltre 10 anni di esperienza come vice  del Governatore uscente Zhou, ha studiato negli USA e vanta ottime relazioni internazionali. Lui He, il primo consulente economico del regime, reduce da un viaggio diplomatico in US, è stato nominato vice premier. I 2 dovrebbero conferire solidità all'agenda economico-finanziaria di Pechino.
Ci ha provato anche l'azionario europeo a mantenere compostezza in mattinata, approfittando del supporto riveniente da un € debole, e della vena discreta del settore bancario europeo, dopo la buona performance di venerdi.
A metà mattina è anche emerso che Barnier e Davis hanno raggiunto un intesa di massima su un accordo per il periodo di transizione verso la brexit. Non è ancora chiaro come verrà risolto il problema più spinoso, ovvero il confine tra le 2 Irlande, ma le parti si dicono certe che un compromesso è alla portata. Ironicamente, il supporto che le notizie hanno offerto alla sterlina ha depresso ulteriormente la borsa di Londra, con il risultato de aumentare marginalmente la risk aversion.
A metà giornata, le solite fonti anonime hanno rivelato a Reuters che anche i membri più prudenti del Governing Council ECB concorderebbero che il QE dovrebbe terminare quest'anno. Il dibattito è ormai passato stabilmente al ritmo da tenere nella normalizzazione dei tassi, con i membri in generale a loro agio con quanto prezzato attualmente dal mercato, ovvero il primo rialzo nel secondo trimestre dell'anno prossimo.
Il tono delle indiscrezioni ha esercitato pressioni al rialzo sui rendimenti europei e sulla divisa unica, rimuovendo uno degli elementi a supporto dell'azionario continentale.
Ma è stata l'apertura di Wall Street a causare il definitivo deterioramento del tono sull'azionario. Fin dalle prime battute si è capito che le FANG e in generale il Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) avrebbero preso peggio delle attese le news su Facebook, e che in generale la piazza US era assai più vulnerabile delle controparti europee/asiatiche.
Tra l'altro, come osservato sopra, I principali indici US si trovavano esattamente sopra importanti supporti, ampiamente riconosciuti dagli operatori (la Media mobile a 50 giorni per l'S&P 500 e il livello di 7.000 per il Nasdaq), ed il loro cedimento quasi simultaneo ha sicuramente alimentato un buon numero di stop loss.. Poco aiuto dal newsflow, col circolare sui media di reports secondo cui Trump vorrebbe elevare dazi su "centinaia di prodotti cinesi" entro fine marzo e la notizia che gli USA avrebbero fatto reclamo contro l'India proprio al quel WTO che vorrebbero delegittimare come arbitro parziale del commercio (*U.S. INITIATES WTO COMPLAINT VS INDIA OVER EXPORT SUBSIDIES:WTO).
E mercoledi abbiamo il FOMC, il primo di Powell, con diffusi timori che il Committee segnali 4 rialzi per il 2018, vs i 3 indicati a dicembre. Personalmente, dubito che Powel, che già si trova ad alzare i tassi al primo FOMC che presiede, vorrà spingersi a tanto. E' più probabile che segali eventualmente la possibilità di un terminal rate più elevato. Vedremo, ma sicuramente l'incombere del FOMC contribuisce al nervosismo sui mercati.
Cosi (NasdaqCM: COSI - notizie) la chiusura europea è stata marcatamente negativa e i bonds hanno recuperato interamente il calo post indiscrezioni ECB. Indiscrezioni che pero continuano a supportare l'€ contro un dollaro tornato generalmente debole.
E Wall Street, a -2% mentre scrivo, non promette nulla di buono.
Sul fronte tecnico è tutto da rifare, con la considerazione negativa di breve che i quadri tecnici costruttivi su S&P 500 e Nasdaq sono per il momento rovinosamente falliti.

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