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lunedì 19 marzo 2018

ENI: il nuovo piano piace agli analisti. Buy corale dei broker


A Piazza Affari si guarda ancora con interesse ad ENI che oggi riesce a difendersi meglio rispetto agli altri due protagonisti del settore oil. Il titolo, dopo due sedute consecutive in salita e dopo aver archiviato la giornata di venerdì scorso con un rialzo del 2%, quest'oggi cede il passo ad alcune prese di profitto.
Negli ultimi minuti ENI viene scambiato a 14,084 euro, con un ribasso dello 0,11% e oltre 46 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 13 milioni di pezzi.

Aumenta il dividendo per il 2018

ENI resta sotto i riflettori dopo che sul finire della scora settimana la società ha diffuso i dati completi del 2017 e presentato il nuovo piano industriale.


Il gruppo ha confermato i dati preliminari presentati il 16 febbraio scorso, annunciando un aumento del dividendo, visto che il Cda proporrà per quest'anno una cedola pari a 0,83 euro per azione, in rialzo del 3,75% rispetto al 2017. L'incremento del dividendo, come spiegato dall'AD venerdì scorso, rientra nell'impegno per una politica di remunerazione progressiva, è il risultato dei miglioramenti finanziari e di business ottenuti e rispecchia la fiducia del management in una ulteriore crescita di valore.

I principali driver del piano industriale

Per quanto riguarda il piano industriale 2018-2021, i principali driver sono lo sviluppo degli avvii 2017, in particolare in Egitto, Angola e Indonesia, e degli avvii di fasi satelliti di grandi giacimenti in produzione.


Prevista una crescita del 3% della produzione di idrocarburi e nel settore ga& power si stima un utile operativo adjusted a 0,3 miliardi di euro. Nel mid-downstream ENI ha segnalato di aver dimezzato a partire dal 2013 il breakeven nel business della raffinazione e marketing, portandolo a meno di 4 dollari al barile nel 2017, con la prospettiva di arrivare a 3 dollari alla fine dell'anno in corso.
Il piano di investimenti quadriennale prevede una spesa inferiore a 32 miliardi di euro, sostanzialmente invariata rispetto al precedente.

Prevedendo un prezzo del Brent costante a 60 dollari al barile, la generazione di cassa crescerà nei prossimi 4 anni, aumentando ulteriormente in caso di incremento del prezzo dell'oro nero. 
Per quest'anno ENI punta a registrare un flusso di cassa operativo di oltre 11 miliardi di euro, con un aumento di oltre 2 miliardi nel 2021 a parità di scenario.
Nel piano è contemplata inoltre una neutralità di cassa organica del dividendo di 55 dollari al barile nel 2018, in ulteriore riduzione a 50 dollari entro la fine del piano, grazie alla crescita di valore di tutte le aree di business.


Il business plan di ENI è stato accolto con favore dal mercato, come evidenziato dalla reazione positiva mostrata venerdì scorso dal titolo.

Le reazioni delle banche d'affari e i giudizi sul titolo 

Gli analisti di Equita SIM affermano che alcune indicazioni come la generazione di cassa netta e il dividendo sono risultate migliori delle loro aspettative.
Gli esperti stimano che il ritorno per gli azionisti sostenibile, dividendi più buy-back, sia pari pari a circa l'8,5% ai prezzi del close di venerdì scorso e ipotizzando un prezzo del Brent di 60 dollari al barile.
La raccomandazione su ENI viene confermata a "buy", con un prezzo obiettivo alzato da 17 a 17,5 euro, per tenere conto del miglioramento della generazione di cassa e per il maggior valore, rispetto alle stime degli analisti, realizzato sulla vendita del 10% di Zohr effettuato la settimana scorsa.


Secondo la SIM milanese i miglioramenti di redditività organici e uno scenario inflattivo sui prezzi degli idrocarburi non siano scontati dal titolo.
Un invito all'acquisto arriva anche da Kepler Cheuvreux che oggi ha reiterato il rating "buy", con un target price alzato da 16 a 16,5 euro.
Sulla scia del piano industriale presentato dal gruppo venerdì scorso, il broker ha deciso di rivedere al rialzo le stime sull'utile per azione di ENI del 5,3% per quest'anno e dell'8,4% per il prossimo.   
Anche Citigroup suggerisce di comprare il titolo con un fair value a 15,7 euro, dopo aver apprezzato in particolare l'annuncio relativo all'aumento del dividendo che secondo la banca americana è precursore di maggiori ritorni per gli azionisti nei prossimi anni.
A rivedere la valutazione sono stati i colleghi di Jefferies che da una parte hanno ribadito la raccomandazione "buy" su ENI e dall'altra hanno migliorato leggermente il prezzo obiettivo d 17,2 a 17,5 euro.

Il broker ha apprezzato l'aumento del dividendo e punta l'accento sulla robusta crescita della produzione upstream. 
Indicazioni bullish da Goldman Sachs che invita ad acquistare ENI con un target price a 20 euro, spiegando che il gruppo sta emergendo più forte dopo la ristrutturazione e ora torna alla crescita del dividendo.

Mediobanca e Bernstein hanno una raccomandazione "outperform"

Alla schiera degli analisti bullish si aggiungono anche quelli di Bernstein secondo cui il titolo può sovraperformare il mercato, con un fair value a 17 euro.

Il broker ha rivisto al rialzo le stime sull'utile per azione, alzandole dell'1% per quest'anno e del 5% per il prossimo.
Infine, anche Mediobanca Securities, al pari di Bernstein, ha un rating "outperform" su ENI, con un prezzo obiettivo migliorato da 20 a 21 euro. Secondo gli analisti il piano strategico rappresenta un momento fondamentale per ENi, per il quale hanno rivisto al rialzo del 5%-12% le stime dell'Ebit riferite al periodo 2018-2020 per via di una performance dell'upstream migliore delle attese grazie a maggiori volumi e ad un aumento della redditività.


Fonte: News Trend Online

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