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venerdì 30 marzo 2018

Cruciale la dinamica del dollaro: cosa aspettarsi per le Borse?

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui .
Il dollaro nelle ultime sedute ha avviato un bel recupero nei confronti dello yen, ma meno evidente rispetto all'euro. La risalita del biglietto vere proseguirà nel breve?
Considerato che il mercato rimane dollaro-dipendente, se mi rifaccio ai movimenti che ho visto in Borsa e più in generale sul rischio dopo questo evidente recupero del dollaro, noto che non si tratta di grandi spostamenti. Mi sembra che il mercato stia ancora valutando se questo possa essere un rimbalzo con una buona struttura o meno.
Non dimentichiamo che il dollaro ha perso tantissime figure, in particolare contro lo yen, e quindi quello attuale è un recupero che non si avvicina neanche ad un terzo della perdita accusata precedentemente.
I miei toni rimangono abbastanza cauti e fino a quando non vedo assecondare questi recuperi del dollaro da movimenti più decisi, consiglio di stare ancora alla finestra.
Ritengo che gli asset rischiosi non siano ancora entrati nel mirino degli operatori per strategie di lungo termine. Questo tutto sommato è logico, perchè il recupero di queste ore del dollaro è partito da soli due giorni ed è ancora nella fase iniziale.
Se il rimbalzo in atto dovesse rafforzarsi sensibile, intendendo con ciò un ritorno del dollaro-yen sopra area 110, scarsamente ipotizzabile al momento, allora potremmo parlare di debolezza abbandonata e di mercati che riciclano al rialzo.
Il dollaro a mio parere è ancora sotto scacco, vuoi perchè manipolato dall'amministrazione Usa, vuoi perchè graficamente il dollaro-yen ha rotto in area 108,5 un supporto straordinario e ciò non può passare inosservato.
Nel breve il dollaro potrà anche portare avanti il suo rimbalzo, ma sarà necessario un ritorno al di sopra di area 110 per poter parlare di un pieno recupero. Per il momento non mi fido più di tanto, assecondo il movimento di breve, ma non credo che ci siano gli elementi strutturali di lungo per parlare di un biglietto verde che abbandonato la dinamica discendente.
Un primo ostacolo per il dollaro-yen lo troviamo in area 109, dove i corsi incontrerebbero un potenziale pull-back ribassista molto violento. In questo momento però faccio fatica che il livello appena segnalato, peraltro lontano dai prezzi correnti, possa essere superato.
L'euro-dollaro invece al momento si trova su un supporto giornaliero in area 1,23, fermo restando che il movimento strutturale del mercato mi sembra più legato al dollaro-yen che all'euro-dollaro, visto che quest'ultimo continua a muoversi andando a specchiarsi in correlazione negativa al precedente cross.
Il movimento dell'euro si completerà in area 1,22, ma si tratta di movimenti di trading e non strutturati di lungo termine.
L'oro ha ripreso la via delle vendite dopo aver provato ad avvicinare area 1.360 dollari. Si aspetta ulteriori flessioni nel breve?
E' molto coerente con il quadro intermarket il movimento che sta facendo il gold, un asset che tra quelli analizzati è quello che probabilmente ha una struttura tecnica di medio-lungo periodo più coerente.
L'oro, essendo correlato inversamente al dollaro, sta assecondando il ritorno di forza di quest'ultimo, quindi giustamente perde terreno. Il dollaro in recupero riporta interesse verso il rischio e non già in direzione dei beni rifugio come l'oro.
Il gold dovrebbe trovare un forte supporto in area 1.315 dollari, dove probabilmente la dinamica discendente si dovrebbe un po' affievolire. L'oro in questo momento interpreta in maniera molto efficace le fasi di accumulo e distribuzione sul dollaro, nulla di più.
Le quotazioni del metallo giallo metterebbero in pericolo il meccanismo dell'azionario in caso di rialzi al di sopra dei 1.365 dollari, resistenza statica di lungo che per il momento comprime ogni velleità rialzista.
Cosa può dirci invece in merito al recente andamento del petrolio?
Molto tecnico anche il movimento del petrolio e non credo sia sfuggito che ieri ha realizzato un perfetto doppio massimo a 67 dollari. L'oro nero è in divergenza ribassista, anche se è orientato al rialzo nel lungo termine, ma probabilmente nel breve il doppio massimo citato prima porterà ad una correzione.
In questo momento, per quanto mi aspetti l'oro nero su livelli molto più alti di quelli attuali, smetterei di comprare il petrolio che invece è più da vendere. Siamo nella fascia alta di un canale rialzista molto evidente, partito addirittura in area 30 dollari al barile. Il petrolio è entrato in una dinamica squisitamente tecnica e asseconda le fasi di accumulo e distribuzione, ma ora, stante il doppio massimo di cui parlavamo prima, partirà una fase distributiva.
Il posizionamento ideale quindi è short ora, con un target potenziale almeno in area 60 dollari, dove si rivedrà l'intera analisi.
Eventuali ribassi poi potranno essere interessanti per un posizionamento long successivo, vista l'impostazione rialzista del petrolio nel lungo termine.
Alla luce di quanto detto fino ad ora, qual è il messaggio per le Borse?
Mi sembra che un po' tutti ormai abbiamo fatto nostra la situazione di un mercato dollaro-dipendente. Il biglietto verde, nonostante il buon rimbalzo di ieri, non ha dato ancora un segnale di lungo termine, perchè la discesa precedente è stata molto violenta ed è stata recuperata solo in minima parte.
Il grafico del Dax mi sembra rappresenti in maniera esemplare questa situazione, visto che l'indice ha disegnato un doppio minimo perfetto in area 11.700. Ora il Dax ha una resistenza in zona 12.150 e per il momento guarda al dollaro per capire se è il caso di accelerare o meno.
Se il biglietto verde continuerà ad apprezzarsi, probabilmente l'indice tedesco sfonderà i 12.150 punti e darà il via ad un allungo più strutturato delle Borse. Diversamente, rimarremo in un grande trading range, per cui per ora i mercati vanno comprati sulla debolezza e venduti sulla forza, perchè strutture di investimento di lungo termine non ne vedo.
La settimana scorsa avevamo lanciato l'allarme relativamente al rischio di un ulteriore deprezzamento del dollaro che è riuscito a fermare la sua discesa. Il rimbalzo in atto si sta riflettendo sui mercati azionari, ma resta da capire se quella del biglietto verde è una reazione da ipervenduto o se invece andrà a consolidarsi in maniera più ampia.
In quest'ultimo caso avremo segnali di forza molto interessanti anche dalle Borse e un'indicazione in tal senso arriverà dal superamento dei 12.150 punti da parte del Dax30.
Il mercato rimane dollarocentrico e non è un caso che quando il dollaro ha terminato la sua discesa, l'indice tedesco ha disegnato un doppio minimo, quindi tecnicamente la correlazione è molto forte e sembra che gli operatori stiano guardando al dollaro con una particolare attenzione.

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