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lunedì 26 marzo 2018

Come si comporteranno i mercati nel corso della settimana?

 
S’era scritto:
La data del 26 febbraio non sarà mai importante quant’era stato lo scorso 29 gennaio (in particolare sul mercato americano), ma è comunque una data che conta, e non poco, perché ci spalancherà i cancelli di quel che, sulla scia di un poeta come Borges, si potrebbe anche indicare come “il giardino dei sentieri che si biforcano”: un’avventura dei mercati che, se non abbiamo sbagliato i calcoli, non dovrebbe chiudersi prima del prossimo 23 marzo. Alcuni mercati, molto probabilmente, non troveranno per tempo l’’uscita e così continueranno a “girar a vuoto” all’interno del giardino anche in futuro (seppur non in eterno), ma i più, e soprattutto quelli che invero contano, paiono ormai pronti a lasciarsi finalmente alle spalle i suoi cancelli. E quando noi accenniamo ai “mercati che invero contano” è del tutto evidente che stiamo facendo riferimento, in particolare, a quelli del cosiddetto “Vecchio Mondo” (USA, Giappone, Inghilterra, Germania…):
  • proprio questi ultimi, infatti, aggrappati alla loro Inerzia (la linea verde che sull’Argoritmo della Gru sale sempre con la giusta regolarità), confidano di poter uscire, ovviamente al rialzo, dall’evidente imbarazzo che di fatto n’ha bloccato l’Impulso (linea gialla) dopo i massimi di gennaio.
Ed infatti...
Non stupitevi del grafico qui sopra: il nostro Argoritmo, infatti, mette sotto misura il rapporto tra il Vecchio ed il Nuovo Mondo e non quel che essi fanno in valore assoluto. Sopra (Parigi: FR0013101532 - notizie) avete il punto di vista “dal” Vecchio Mondo, sotto invece quello “dal” Nuovo (con tutta evidenza ben diverso)…
Come si può vedere, tanto il Vecchio quanto il Nuovo Mondo, al suonar della campanella, si sono affannati verso l’uscita del giardino, ma mentre il Vecchio, nel suo insieme, è riuscito comunque a lasciarsi alle spalle il cancello (il suo Impulso, infatti, s’è portato oltre l’Inerzia), contro il cancello, il Nuovo ha finito invece per sbatterci il muso (l’Impulso non ha mai superato al rialzo l’Inerzia).
In realtà, noi non ne siamo affatto stupiti: altrimenti perché scrivere giusto l’ultima volta…
  • sarà soprattutto tra i “potenziali” mercati del Nuovo Mondo che il rischio di restare a “girar a vuoto nel giardino dei sentieri che si biforcano” (una volta chiusi i suoi cancelli) si rivelerà particolarmente alto.
Cui, tuttavia, prontamente aggiungevamo:
Dire quali saranno i potenziali mercati del Nuovo Mondo che troveranno l’uscita per tempo non è ancor possibile: nell’ormai prossimo Nuovo Mondo, infatti, troveranno posto solo i mercati cui riuscirà tal impresa, mentre tutti gli altri dovranno accontentarsi, ancor una volta, di far parte del cosiddetto “mondo a parte”, nell’ovvia attesa di tempi migliori che forse, però, non arriveranno mai. Tra i mercati che ad ogni buon conto dovrebbero farcela, a nostro parere, c’è di sicuro quello italiano, la cui Inerzia (linea rossa), rispetto a quella del ben più generico “Nuovo Mondo”, mostra già una conclamata inversione al rialzo. Senza mancar poi di sottolineare che il suo Impulso, a differenza di quello del Nuovo Mondo, non ha mai violato al ribasso i propri minimi del 2016 (come si può facilmente evincere dal grafico qui sotto):
È vero, come già per l’Argoritmo del Nuovo Mondo, anche sul nostro l’Impulso non riesce a violare l’Inerzia al rialzo, ma sul nostro Argoritmo, a differenza di quel che avviene sul Nuovo, l’Impulso non mostra più alcuna tendenza al ribasso ed ha di certo, dalla sua, tempo e modo per superar l’Inerzia più avanti. Senza dimenticar, poi, quel che si diceva giusto l’ultima volta a tal proposito:
Guai a credere che (solo perché “destinato” a far parte del Nuovo Mondo) il nostro mercato n’uscirà, in ogni caso, “alla grande”: anzitutto, non sappiamo ancora quando il Nuovo Mondo riuscirà davvero ad imporsi sul Vecchio (e soprattutto se vi riuscirà mai… a dispetto delle più rosee speranze di chi scrive), ma non sappiamo neppure se il contributo che potrà fornire il nostro mercato, nel corso de “la dura battaglia”, sarà valido od imbarazzante (come accaduto talvolta in passato). Quel che accadrà dopo il 23 marzo, infatti, è ancor avvolto nel più fitto dei misteri: la sola cosa che sappiamo, o che crediamo comunque di sapere, è che “l’enigma si scioglierà di certo entro il 26 aprile” e che molto probabilmente il tutto dovrebbe avvenire in modo quasi improvviso, sostanzialmente “inatteso dai più!”…
I prossimi tre grafici ci mostrano “il diverso star dell’essere di fronte all’inatteso”: attenti ai minimi!
Alla luce di quant’appena visto (confrontandone gli attuali minimi) la conclusione è presto tratta:
  • se vogliamo davvero capire quel che potrà accadere sin al 26 aprile, sarà meglio che la nostra attenzione si focalizzi esclusivamente sullo “S&P500-Vecchio Mondo” e il “FTSE MIB-Profeta del Nuovo(?)”, all’apparenza uscito per primo dal giardino dei sentieri che si biforcano. [non stiamo escludendo nuovi minimi per entrambi: attenti, però, alla loro sequenza!]
Lo sappiamo che la cosa farà sorridere “i più”,  ma forse sta per finir il tempo in cui un raffreddore a New York è destinato a diventare, sempre e comunque, una polmonite in quel di Milano!

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