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lunedì 26 marzo 2018

Camera e Senato: fermeranno l'ira dei mercati?

 
Parlamento italiano: eletti i Presidenti di Camera e Senato in tempi di record.
Elisabetta Casellati presidente del Senato per il centro destra (in quota Forza Italia).
Roberto Fico invece presidente della Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle.
Tutto legittimo essendo il centro destra rappresentativo del 37% degli elettori italiani ed il Movimento 5 Stelle rappresentativo del 32%.
Il risultato rispecchia la volontà popolare delle elezioni del 4 marzo 2018.
Aldilà delle futili polemiche social alla ricerca di frasi contro l'inciucio o influenze di Berlusconi, il risultato penso sia stata la migliore risposta che l'Italia potesse ottenere dal Parlamento.
Dal punto di vista dei mercati e degli investitori non è che una prima tappa positiva. Si spazzano via dubbi circa la possibile instabilità che si temeva sin da dicembre, quando Mattarella manteneva in vita il Governo Gentiloni.
Contesto internazionale.
La notizia si innesta in uno scenario critico per l'economia mondiale. Solo pochi giorni fa Trump lanciava ulteriori dazi contro la Cina (graziando l'Europa a tempo determinato). Tali minacce hanno causato crolli dei mercati azionari particolarmente sentiti in Asia che ricordano il crollo di fine gennaio.
I dazi rappresentano una minaccia al percorso di crescita intrapreso dall'economia mondiale che ha consentito anche all'Italia di lasciare la crisi alle spalle. I progressi si sono visti sui dati macroeconomici (PIL +1,5%), grazie alle opportunità colte dal Governo di centrosinistra.
Tali tematiche non hanno toccato la campagna elettorale, caratterizzata da troppa propaganda populista. La mancanza di tali informazioni sui programmi, sarebbero decisive alla perdita di controllo del debito pubblico italiano, con il quale i vincitori delle elezioni dovranno iniziare a confrontarsi.
Contesto parlamentare.
Occorre osservare come il Parlamento abbia raggiunto questo accordo tra centro destra e Movimento 5 Stelle.
Il regista dell'operazione è indubbiamente Salvini, unico vero leader e stratega rimasto in gara. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) ruolo di capo della coalizione di centro destra, quindi vincitore delle elezioni, ha trattato con il Movimento 5 Stelle le presidenze dei rami del Parlamento. La strategia è stata molto attenta e generosa. Molte concessioni sia a Forza Italia, sia al Movimento 5 Stelle. L'attesa è di ottenere la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La generosità si è vista nel rinunciare ad un candidato leghista al Senato suggerendo la strada a Berlusconi. Inoltre ha spianato la strada al Movimento 5 Stelle che senza molte manovre ha eletto il suo candidato iniziale, candidato della corrente minoritaria.
Scenari.
Difficile capire le intese intercorse tra Salvini ed il Movimento 5 Stelle. Entrambi reclamano la Presidenza del Consiglio. Ma chi ha dato di più è stato proprio Salvini. Pertanto sarebbe legittimo un appoggio 5 Stelle al Governo. Ma il costo in termini elettorali per il Movimento sarebbe elevato.
Le dichiarazioni di una delle menti più brillanti della Lega, ovvero Giancarlo Giorgetti, lasciano intendere che la partita è tutta da giocare. Si punta ad accordi uno a uno con parlamentari del gruppo misto e responsabili del PD. Non esclude l'accordo con il Movimento su cui ci sono basi per lavorare.
La base sarà il programma che Salvini delinea anticipando il Movimento:
Via legge Fornero e spesometro, giù tasse e accise, taglio degli sprechi e spese inutili, riforma della scuola e della giustizia, legittima difesa, revisione dei trattati europei, rilancio dell'agricoltura e della pesca italiane, Ministero per i disabili, pace fiscale fra cittadini ed Equitalia, autonomia e federalismo, espulsione dei clandestini e controllo dei confini. Noi siamo pronti, voi ci siete?.
Magari lo aiuterà una costola del PD che nasce. Alla stregua di Alfano che qualche anno fa che si sganciò dal centro destra.
La strategia lato Movimento è più confusa. Ma guarda sempre al PD, sperando in un accordo derivante dalla concessione di incarichi ai parlamentari. Anche qui una costola del PD potrebbe essere la soluzione.
La velocità non consente di escludere l'accordo per elezioni anticipate. Questo scenario vedrebbe la Lega ancora più forte su Forza Italia ed un PD ancora a leccarsi le ferite. Ottima occasione per le forze populiste per allungare.
Scenario da decifrare.
Domani capiremo se i mercati continueranno ad aspettare o meno.

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