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giovedì 15 marzo 2018

Borse in lieve rialzo: bene Generali e Leonardo dopo i conti

 
Dopo la flessione di ieri la piazza azionaria giapponese è riuscita a strappare un piccolo segno più oggi, snobbando la negativa conclusione di Wall Street che ieri ha perso terreno per la terza sessione consecutiva. L'indice Nikkei 225, dopo un arretramento iniziale è riuscito a risalire la china, chiudendo gli scambi in rialzo dello 0,12%, malgrado l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio fotografato poco sotto quota 106.
In positivo le Borse europee che dopo una partenza in lieve rialzo hanno provato ad allungare il passo, salvo poi muoversi a passo di gambero, pur mantenendosi al momento al di sopra della parità. Il Ftse100 e il Dax30 salgono rispettivamente dello 0,16% e dello 0,24, preceduti dal Cac40 che avanza dello 0,28%.
Sul fronte macro l'unico dato di oggi è stato diffuso in Francia e si tratta della lettura finale dell'inflazione che a febbraio ha evidenziato una variazione positiva dell'1,2% su base annua, confermando l'indicazione preliminare.
Gli investitori si muovono in ogni caso con cautela, con lo sguardo sempre rivolto alle politiche protezionistiche del presidente Trump che alimentano i timori di una guerra commerciale.
In positivo anche Piazza Affari dove il Ftse Mib, dopo aver segnato un massimo in area 22.600, si trova ora circa 100 punti più in basso con un vantaggio dello 0,31%.
Tra le blue chips la peggiore performance è quella di Atlantia (Londra: 0I2R.L - notizie) che arretra del 2,33%, ma viaggiano in rosso anche diversi bancari come Bper Banca e Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) che scendono dello 0,91% e dello 0,45%, seguiti da Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che calano dello 0,23% e dello 0,1%, mentre Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) resta sulla parità, diversamente da Banco BPM che sale dello 0,33%.
Il settore bancario mostra un andamento incerto dopo che la BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) ha diffuso l'addendum che specifica le aspettative di vigilanza per i nuovi Npl, non per gli asset pignorati.
In calo dello 0,14% Fca dopo che a febbraio le vendite di auto in Europa sono salite del 4%, ma il gruppo guidato da Marchionne ha sottoperformato con una flessione del 4,3%.
Bene Leonardo che sale del 2,36% dopo i conti del 2017 diffusi ieri a mercati chiusi e si muove in positivo anche Generali (EUREX: 566030.EX - notizie) con un vantaggio dell'1,76% malgrado la debolezza dei risultati conseguiti lo scorso anno.
In ascesa di oltre il 2% Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) dopo che il fondo Elliott ha chiesto di integrare l'agenda dei valori dell'assemblea del gruppo telefonico convocata per il 24 aprile, con la revoca di 6 amministratori e la nomina di altrettanti in sostituzione dei primi. 
Sul fronte macro Usa oggi saranno rese note le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero calare da 231mila a 225mila unità, mentre l'indice New York Empire State Manufacturing di marzo è visto in rialzo da 13,1 a 15 punti. 
Per l'indice Philadelphia Fed di marzo le attese parlano di un calo da 25,8 a 22,5 punti, mentre i prezzi import a febbraio dovrebbero mostrare una variazione positiva dello 0,3% dopo il rialzo dell'1% precedente. In calendario anche l'indice Nahb di marzo che dovrebbe rimanere invariato a 72 punti.
Da segnalare prima dell'avvio degli scambi a Wall Street i risultati degli ultimi tre mesi di Dollar General, per i quali si prevede un utile per azione di 1,48 dollari, mentre a mercati chiusi si guarderà ai conti di Broadcom (Francoforte: 28425279.F - notizie) e di Adobe Systens con un eps atteso rispettivamente a 5,03 e a 1,44 dollari.

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