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venerdì 9 marzo 2018

Bond oggi: mega emissioni e buoni yield in $

 
Non c’è niente da fare! Chi cerchi rendimenti deve operare nella fase attuale (e forse ancora per alcuni anni) sul dollaro, mercato obbligazionario molto più reattivo e remunerativo rispetto a quello in euro. Quest’ultimo sembra essersi ormai assopito e non offre spunti rilevanti nemmeno sul primario, così che – complice la politica monetaria della Bce – volendo restare sui bond del nostro Continente conviene quasi quasi puntare su trading riferiti ai governativi piuttosto che su posizionamenti di medio/lungo termine in corporate, poco liquidi e finora poco volatili.
Precauzioni fondamentali
Due consigli decisivi per ottenere buone performance in $ riguardano comunque la protezione dalle oscillazioni della valuta, possibile con l’utilizzo di un conto specifico, che ormai tutti gli intermediari rendono disponibile, e con progressive entrate in rapporto all’andamento della divisa, così da mediare i rapporti di cambio. Adottata questa semplicissima strategia, si aprono occasioni interessanti sui bond in dollari, perché molto più liquidi e molto più diversificati in termini di emittenti, scadenze e rating. Un mondo tutto da scoprire e che in media garantisce rendimenti anche doppi rispetto a quelli in euro. E’ pur vero che la maggior parte delle mega emissioni è trattata sull’“Otc”, sebbene in non pochi casi venga poi proposta pure dal regolamentato di casa nostra. 
Storie degli ultimi giorni
Un altro motivo significativo del collocarsi sul dollaro – con le contromisure di cui si è appena detto – sta nel fatto che molte nuove emissioni si sono già “adattate” ai maggiori rendimenti espressi dai governativi d’oltre Oceano, con importanti movimenti sul secondario, in funzione delle tensioni derivanti dalle notizie sulla politica futura dei tassi da parte della Fed. Proprio nelle ultime settimane si sono registrate novità interessanti, che raccontiamo velocemente, poiché ciascuna storia richiederebbe troppo spazio.
  • Con un rating di Standard & Poor’s tripla B, Cvs Health è una società che gestisce un’enorme catena di farmacie negli Usa. E’ la seconda per importanza con quasi 10.000 punti vendita. Nei giorni scorsi si è proposta con una pluriemissione in nove “tranche” suddivise logicamente per scadenza e quindi per cedola. In totale ha raccolto 40 miliardi di $, ma il mercato si è proposto di metterne in portafoglio tre volte tanto. L’operazione è rivolta all’acquisizione di un importante gruppo assicurativo specializzato in ambito sanitario. Fra le emissioni segnaliamo quelle – nuove o vecchie - con rendimenti più interessanti. Per esempio la 3,125% scadenza 2020 (Isin US126650DA50), che si compra ancora sui 100, sebbene sul mercato solo da due giorni, quota in varie Borse europee. Una precedente emissione – proposta nel 2011 – e caratterizzata da elevata volatilità è invece la 4,125% scadenza 2021 (Isin US126650BW98): si tratta sui 101,8, ma nel 2016 si muoveva sui 110. In fase di forte correzione anche la 6,25% scadenza 2027 (Isin US126650BJ87), che da 130 $ è scesa a 112, con rendimento a scadenza del 4,6%. Tutte hanno taglio base di 2.000 $ e, nel caso delle esordienti, prevedono una clausola in base alla quale – nel caso l’acquisizione in campo assicurativo non andasse in porto – scatterebbe un rimborso a 101 $.
  • Un emittente internazionale assai attivo sui bond in dollari è Teva Pharmaceutical Industries Limited (Xetra: 883035 - notizie) , società israeliana leader mondiale in campo farmaceutico con una grande gamma di medicinali generici. Lo stato di salute del gruppo non è buono, a causa di molteplici fattori, con enormi perdite dovute a svalutazioni di attivi e a difficoltà nel business di base. E’ in atto tuttavia una totale ristrutturazione e in tal senso va una pluriemissione obbligazionaria in varie valute (rating Ba2 di Moody’s), riferita però a tagli elevati (100.000 euro o 200.000 dollari). Per chi volesse puntare su rimbalzi di un’obbligazione già presente sul mercato da tempo, particolarmente “maltrattata” e a basso lotto (2.000 $) l’occasione si riferisce alla 3,15% scadenza 2026 (Isin US88167AAE10), che quota sugli 82 $ in varie Borse europee: ne deriva il rendimento a scadenza del 5,9%, con una volatilità interessante. Alcuni analisti prevedono però ancora tensioni per almeno due anni, in attesa di un forte taglio dell’esposizione debitoria della società.
La vastità dei settori di attività è smisurata oltre Oceano. In movimento anche quello tecnologico. Nelle ultime sedute si è per esempio registrato l’esordio di una nuova emissione di Motorola Solutions (NYSE: MSI - notizie) , azienda derivante da una scissione di Motorola e specializzata nel campo degli equipaggiamenti radio. Si tratta di un tasso fisso 4,6% scadenza 2028 a rating BBB- (Isin US620076BL24) con taglio 2.000 $. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) secondario da pochi giorni, quota poco sotto 100 su varie Borse europee.
Questa è solo una prima rassegna di un quadro in continua evoluzione. Torneremo sul tema nei prossimi giorni, analizzando pure emissioni presenti sul regolamentato italiano. 

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