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giovedì 8 marzo 2018

Bce, oggi Consiglio con nuove stime su Pil e inflazione



Roma, 8 mar. (askanews) - Nuove previsioni sulla crescita economica e sull'inflazione oggi dalla Bce, al termine del Consiglio direttivo i cui lavori di fatto sono iniziati ieri sera con la tradizionale cena informale dei governatori. I riflettori, ancora una volta, sono puntati sulle prospettive della politica monetaria e sulla possibilità che variazioni nella retorica delle comunicazioni, attentamente studiate dall'istituzione, suggerisca una normalizzazione rispetto alla linea ultra espansiva seguita da anni.
Dall'annuncio formale che arriverà alle 13 e 45, variazioni vere e proprie delle misure di stimolo invece - tassi di interesse a zero e piano di acquisti di titoli previsto proseguire al ritmo di 30 miliardi di euro al mese fino a settembre - non sono previste. Ma come ben sanno tutti gli operatori di mercato, le parole e le intenzioni dell'istituzione monetaria, specialmente quando espresse in maniera netta dal suo presidente Mario Draghi, sono più che sufficienti a innescare immediate reazioni di aggiustamento da parte degli operatori.
La questione di fondo su cui ci si interroga è su quanto a lungo sarà ancora necessario mantenere la linea attuale per esser certi di una stabile normalizzazione dell'inflazione verso i livelli obiettivo: inferiore ma vicina al 2 per cento. Gli ultimi segnali macroeconomici non sono propriamente entusiasmanti: a febbraio il caro vista ha mostrato un ulteriore rallentamento all'1,2 per cento. Dopo i recuperi dei mesi precedenti, tuttavia, la Bce ritiene comunque scongiurato il pericolo deflazionistico.
Oltre alla politica monetaria è più che prevedibile che nella conferenza stampa esplicativa delle 14 e 30 Draghi si veda rivolgere quesiti sia in merito alle recenti elezioni in Italia, e ai forti risultati ottenuti da diverse formazioni politiche con posizioni apertamente critiche verso l'euro e l'Unione europea. Sia in merito ai dazi sul settore dell'acciaio recentemente annunciati dal presidente Usa Donald Trump. Da sempre sostenitore dell'apertura agli scambi, Draghi aveva tenuto proprio negli Usa la scorsa estate un intervento per mettere in guardia dai rischi del protezionismo, in occasione del simposio di Jackson Hole.
Infine ma non ultimo il presidente potrebbe esser nuovamente chiamato a commentare la recente decisione dell'Eurogruppo di scegliere lo spagnolo Luis de Guindos, da anni ministro dell'economia, quale successore del vicepresidente Vitor Constancio, che lascerà a maggio. Il tutto mentre secondo indiscrezioni di stampa la Germania non sarebbe nemmeno certa se tentare di puntare o meno sul falco Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, per la successione dello stesso Draghi il cui mandato scadrà a fine 2019.

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