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mercoledì 7 marzo 2018

Asia in contrazione. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,77%


Dopo il positivo martedì di Wall Street (ma il Dow Jones Industrial Average ha limitato allo 0,04% il suo guadagno), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è invece di decisa contrazione. A spingere le vendite ancora i timori sulla possibile guerra commerciale innescata da Washington, in scia alla notizia lanciata dal New York Times, secondo cui Gary Cohn, consulente economico della Casa Bianca e direttore del National Economic Council, sarebbe prossimo alle dimissioni.
Cohn era stato tra quanti avevano espresso contrarietà per il piano del presidente Donald Trump di imporre nuovi dazi sull'import in Usa di acciaio e alluminio. Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è sostanzialmente piatto sui minimi delle ultime due settimane mentre lo yen giapponese si è apprezzato di circa lo 0,50% sul biglietto verde.

E a Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso in declino dello 0,77% (performance simile per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,72%). Sul fronte macroeconomico, il dato preliminare relativo a gennaio dell'indice anticipatore del Giappone registra un ulteriore declino a 104,8 punti dai 106,6 punti di dicembre (lettura rivista al ribasso da 107,4 punti) e dai 107,9 punti di novembre.
La lettura è peggiore rispetto ai 106,1 punti del consensus.
L'andamento negativo della sessione è confermato dalla perdita di quasi lo 0,70% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Male anche le Borse cinesi. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno infatti perso lo 0,55% e 0,74% rispettivamente, contro la flessione dello 0,77% registrata dallo Shenzhen Composite.

A Hong Kong a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è in declino di quasi l'1% (e la performance è sostanzialmente uguale per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China). Secondo quanto riportato dall'Australian Bureau of Statistics, il Pil dell'Australia ha registrato nel quarto trimestre 2017 un progresso del 2,4% annuo contro il 2,8% del terzo trimestre (1,8% nel secondo) e sotto al 2,5% atteso degli economisti.

E a Sydney è dell'1,01% la contrazione dell'S&P/ASX 200, contro la flessione dello 0,40% segnata dal Kospi di Seoul.
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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