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lunedì 19 marzo 2018

Annuncio a sorpresa: trovato l'accordo per la Brexit


Quando ormai la notizia era usicta dall'interesse delle cronache finanziarie, l'Unione Europea e Gran Bretagna annunciano di aver trovato un accordo di massima sia per il "periodo di transizione" che per la gestione delle questioni giuridiche riguardanti i 3 milioni di europei che vivono su suolo inglese.

L'accordo

L'accordo, sottolineato in gran parte in verde per evidenziare i punti in cui entrambe le parti hanno trovato un'intesa pressocchè unanime,  permetterebbe di allungare la fase di transazione al 2020 invece che all'attuale termine del 29 marzo 2019, una boccata di ossigeno per chi, come i negoziatori, si trovano a dover gestire esigenze diverse ma anche per chi, come i politici e in particolare la May, è costretta a dover combattere con un partito che si è letteralmente diviso a metà tra chi come gli oltranzisti chiede più rigore verso le richieste Ue e chi, invece, preferisce allentare la pressione in vista di un iter che già da adesso appare lungo ed incerto, a tutto discapito dell'economia inglese.

Un annuncio che arriva poco prima del consiglio europeo dei 27 membri Ue prevista per giovedì a Bruxelles.

La questione irlandese

Il punto più delicato, però, resta quello rappresentato dalla zona di confine tra le due Irlanda, confine che non è solo economico ma anche politico (sarebbe il punto di incontro tra Ue e GB) e religioso (cattolici e protestanti) sede di scontri storici che hanno insanguinato per decenni il territorio anglosassone.
Il punto che si vorrebbe salvaguardare, in questo frangente, sarebbe quello di mantenere Londra all'interno dell'unione doganale europea senza creare un pericoloso precedente e soprattutto in modo da garantire sicurezza e velocità anche nel passaggio di merci e persone. Da parte sua, intanto, Londra avrebbe accettato libertà di movimento per chi abbia intenzione di venire a lavorare o studiare su suolo britannico mantenendo gli stessi diritti attuali, compresa la residenza permanente.

Una notizia che piace alla sterlina, in aumento, un po' meno ala politica conservatrice del partito del primo ministro Theresa May, favorevole, invece, ad un approccio più austero e che conceda meno all'Unione.
Fonte: News Trend Online

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