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lunedì 26 marzo 2018

Analisi Fondamentale Settimanale sul prezzo dell’oro

La scorsa settimana il prezzo dell’oro è aumentato, essenzialmente è stato spinto in alto da una svendita del dollaro USA, che a sua volta ha subito un calo in conseguenza ad una dichiarazione della Federal Reserve statunitense riguardante una politica monetaria meno aggressiva e ai timori di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Inoltre, una forte contrazione del mercato azionario ha spinto gli investitori verso i beni rifugio come i Titoli di Stato del governo federale degli Stati Uniti (Treasury). I rendimenti in calo hanno contribuito a indebolire il dollaro USA rendendo l’oro una risorsa più interessante. Questa circostanza ha sostenuto l’aumento dell’oro fino a raggiungere il suo massimo mensile.
June Comex Gold ha chiuso la settimana a quota 1.355,70$, con un guadagno di 37,70$ ottenendo il + 2,86%.


Grafico settimanale di June Comex Gold

Ricapitoliamo gli eventi chiave che hanno spinto in alto l’oro della settimana appena trascorsa:
Il 21 marzo, la Federal Reserve statunitense ha alzato i tassi per la sesta volta dal dicembre 2015 quando la Federal Open Market Committee (FOMC) aumentò il costo del denaro riportandolo al di sopra dello zero. Questa mossa ampiamente prevista ha portato il tasso dei benchmark sui fondi a un obiettivo che va dall’1,5 percento all’1,75 percento.
La Fed ha anche aggiornato le sue previsioni economiche, lasciando intendere che la politica dei rialzi sui tassi potrebbe essere ancora più aggressiva. Il mercato prevede attualmente tre rialzi per il 2018, che rimane la previsione di base, ma si presume anche un ulteriore aumento entro i prossimi due anni. Il fatto che i trader abbiano stimato, con una probabilità del 38%, quattro rialzi dei tassi, probabilmente ha portato a una debolezza del dollaro.
I funzionari della Fed hanno alzato le loro previsioni per la crescita del PIL del 2018, dal 2,5% di dicembre al 2,7%, e hanno aumentato le aspettative per il 2019 dal 2,1% al 2,4%.
Le aspettative sull’inflazione sono variate di poco, le previsioni per il 2018 rimangono solo dell’1,9% per l’inflazione core e quella primaria.
Inoltre, il 22 marzo il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che imporrà dei dazi doganali fino a 60 miliardi di dollari per le importazioni dalla Cina.
Le nuove misure sono state pensate per penalizzare la Cina per le pratiche commerciali che, l’amministrazione Trump, sostiene siano dei furti di proprietà intellettuali delle aziende americane.
Il dollaro si è indebolito mentre l’oro si è rafforzato per il timore che la Cina possa reagire alle tassazioni agendo nei confronti dei prodotti agricoli statunitensi che dipendono dall’esportazione nel mercato cinese.
Previsioni
Il sentiment di avversione al rischio ha riportato l’oro ad essere un bene rifugio popolare.
L’andamento del mercato dell’oro questa settimana sarà probabilmente determinato dai trend del dollaro USA e del mercato azionario.
Lo scenario che spingerebbe ad un maggiore rialzo dell’oro si potrebbe configurare con un dollaro debole e un’altra brusca frenata del mercato azionario.
Le condizioni di ipercomprato possono portare a prese di profitto da parte degli investitori dopo l’impennata dei prezzi della scorsa settimana, comunque questo non dovrebbe essere sufficiente ad invertite il trend al ribasso, e probabilmente anche le ritorsioni della Cina compenseranno qualsiasi debolezza.
Per quanto riguarda i dati economici, gli investitori avranno l’opportunità di leggere il dato finale sul PIL e la Conference Board Consumer Confidence. Probabilmente entrambe le relazioni non avranno un’importante influenza sull’azione dei prezzi.

This article was originally posted on FX Empire

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