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lunedì 26 marzo 2018

A Piazza Affari c'è potenziale ribassista ancora inespresso


Anche l'ultima seduta della scorsa settimana si è conclusa in ribasso per le Borse europee che hanno continuato a perdere terreno, sulla scia dei segnali negativi arrivati da Wall Street. A fine giornata il Ftse100 ha ceduto lo 0,44%, ma è andata peggio al Cac40 e al Dax30 che hanno accusato un ribasso rispettivamente dell'1,39% e dell'1,77%.
Segno meno anche a Piazza Affari che si è mossa in linea con quella londinese, con il Ftse Mib fermatosi a 22.289 punti, in calo dello 0,49%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 22.366 e un minimo a 21.964 punti.


Negativo anche il bilancio settimanale visto che l'indice delle blue chips ha ceduto il 2,48% nelle ultime cinque sedute, rispetto al close del venerdì precedente.
Nella prima parte della settimana il Ftse Mib ha continuato a mettere sotto pressione l'ostacolo dei 22.800/22.900 punti, con il quale si sta misurando da qualche tempo.
Dopo essere stato respinto per l'ennesima volta da questa resistenza, l'indice ha avviato una discesa che lo ha portato a testare la soglia psicologica dei 22.000 punti in chiusura di ottava, con successivo rimbalzo verso i 22.300 punti.

Ftse Mib più esposto a rischi al ribasso nel breve

L'incapacità del mercato di andare oltre il baluardo dei 22.800/22.900 punti getta un'ombra sulla possibilità di assistere a spunti rialzisti decisi nel breve, aprendo al contempo la porta ad ulteriori flessioni.
L'indebolimento registrato nelle ultime giornate potrebbe avere un seguito anche alla luce dell'andamento negativo che sta interessando gli altri mercati, ai quali Piazza affari dovrebbe accordarsi.
Al ribasso il primo sostegno da monitorare è quello dei 22.200 punti, ma ancor più rilevante sarà la tenuta della fascia supportiva di area 22.000.

L'eventuale rottura di questo livello infatti aprirà le porte ad ulteriore discese verso i 21.700 punti prima e in seguito in direzione dei minimi dell'anno segnati a inizio marzo in area 21.500/21.450. 
Un ulteriore deterioramento del quadro tecnico si avrebbe in caso di abbandono di questo bottom, con proiezioni successive verso area 21.000, senza escludere estensioni ribassiste fin verso i 20.800 punti nella peggiore delle ipotesi.
In caso di tenuta di area 22.200/22.000 il Ftse Mib potrebbe tentare un recupero che troverà un primo ostacolo sui 22.500 punti, ma il vero baluardo è in area 22.800/23.000.


Solo con la rottura decisa di questo ostacolo si avranno ulteriori spunti rialzisti verso i 23.500 punti, prima di pensare ad un allungo in direzione dei recenti massimi in area 24.000, il raggiungimento dei quali appare poco probabile nell'immediato.
Le nostre attese sono per una ulteriore evoluzione negativa nel breve, ma vista la volatilità dei mercati in questa fase non saranno da escludere rimbalzi anche veloci che fino a determinate soglie non andranno a modificare il quadro tecnico attuale.   

I market movers in America

Per la prima seduta della prossima settimana sul fronte macro Usa si segnala lo l'indice Cfnai di febbraio e in agenda troviamo un discorso di William Dudley, presidente della Fed di New York, oltre al quale parlerà anche Loretta Mester, a capo della Fed di Cleveland.

I dati macro e gli eventi in Europa

In Europa si segnala in Francia il dato finale del PIL del quarto trimestre del 2017 che dovrebbe evidenziare una variazione positiva dello 0,6%, in linea con l'indicazione preliminare.

I titoli e i temi da seguire a Piazza Affari 

A Piazza Affari si conosceranno i risultati dell'esercizio 2017 di Exor e alla prova dei conti saranno chiamati anche Credito Valtellinese, Cairo Communication, IT Way, Sabaf, Unieuro, EEMS, Il Sole 24 Ore, Management & Capitali.
Da segnalare un'assemblea degli azionisti di Industria e Innovazione per la nomina del Cda.
Lunedì prenderà il via l'aumento di capitale di Anima Holding tramite l'offerta di 71.898.869 azioni ordinarie nel rapporto di 7 nuove azioni ogni 30 titoli possedute, al prezzo unitario di 4,17 euro.

L'operazione si concluderà il 12 aprile, mentre i diritti relativi all'aumento di capitale saranno quotati fino al 6 aprile.
Sempre lunedì partirà l'aumento di capitale di IGD che sarà realizzato tramite l'offerta di un massimo di 29.037.340 azioni ordinarie, nel rapporto di 5 ogni 14 titoli posseduti, al prezzo di 5,165 euro.
L'operazione si concluderà il 13 aprile e i diritti relativi all'aumento di capitale saranno quotati fino al 9 aprile.
Da seguire l'asta dei titoli di Stato visto che saranno offerti i CTZ con scadenza nel 2020 per un ammontare compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro, oltre ai BTP indicizzati all'inflazione con scadenza nel 2023, per un importo tra 2 e 2,5 miliardi di euro. 
Fonte: News Trend Online

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