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venerdì 2 febbraio 2018

Report giornaliero di analisi dei mercati


Analisi della distribuzione dei flussi

La DF è in questo momento ribassista, rating -1 per entrambe le curve. Tendenza in peggioramento. Nella curva euro si può osservare una fase di sell-off nelle scadenze 8-10y e anche in quelle successive, che normalmente non guardiamo. La curva euro mostra anche una fase di irripidimento.
Queste due circostanze rendono lo scenario prospettico ancora più negativo.
Visto il quadro tecnico e l'incontro con supporti importanti è possibile un rimbalzo di brevissimo, ma la tendenza per la giornata sembra ribassista.
Il trend primario rimane rialzista per il MINISP; il trend di breve, soprattutto sugli indici europei, ma ora anche sul MINISP è ribassista.
La discesa ormai formalizzata di questi giorni per il MINISP va catalogata come una correzione: essa potrebbe continuare ancora qualche giorno, ma non sembra avere i requisiti di un'inversione di medio termine.

Per i listini europei è invece la certificazione di una sottoperformance attesa per il 2018 rispetto a quelli americani, come avevamo detto fin da dicembre.
La tendenza per oggi è dunque ribassista. Qualcosa potrebbe cambiare con dati macro migliori delle attese.

Resoconto dell'ultima seduta (analisi)

Ieri il Report non ha assunto nessuna preferenza direzionale, poichè non ce n'erano le condizioni.
La cauta indicazione rialzista iniziale della curva USA non era confermata dagli altri elementi di conferma, elementi economici, tecnici, valutari, di trend, di rischio e altro. Infatti era stata considerata non attendibile: si trattava di un generico caso di sell-off.
Corretta l'analisi sul ribasso del Dax, e sulla sotto performance generica dei listini europei rispetto allo S&P500 e relativo future.
Relativamente precisa l'efficienza dei livelli segnalati, che hanno in genere intercettato pause, modificazioni del trend o punti di arrivo.

I livelli di supporto segnalati hanno svolto la loro funzione di argine temporaneo dei movimenti ribassisti.
Corretta l'analisi sul petrolio. Corretta (controvoglia) anche la visione rialzista su EUR-USD: in realtà il movimento dovrebbe essere ribassista, ma prendiamo atto della realtà.

Analisi economica di medio termine

L'input di fondo dell'analisi economica rimane rialzista per i mercati azionari, soprattutto americani, dove vediamo:
  • un'espressione coordinata della crescita sistemica,
  • una crescita regolare e apparentemente sostenibile dei profitti, l'approvazione della riforma fiscale, che ha portato al 21% il livello del carico fiscale, cioè la corporate tax USA; tale riforma contiene anche misure che tendono a favorire il ritorno in patria dei 3.000 miliardi di dollari che le multinazionali americane attualmente detengono in piazze con tassazione più leggera;
  • l'inflazione è ancora storicamente bassa, e dunque non ci sono i presupposti per pensare ad una accelerazione nel ritmo di rialzo dei tassi di riferimento della Federal Reserve e ad una più rapida normalizzazione della sua politica monetaria.
Martedì 23 il FMI ha migliorato le sue stime di crescita globale per il 2018 e 2019.
Vediamo in pratica condizioni quasi ottimali per i mercati azionari USA.

Resta inteso che questa condizione non è eterna, ma avremo tutto il tempo per capire ogni futuro possibile segnale di pericolo, in tutte le possibili modificazioni dello scenario in grado di cambiare questa condizione virtuosa e invertire il trend rialzista primario dei mercati azionari.
Nei mercati europei la situazione è diversa, ma per effetto delle correlazioni economiche e di mercato anche i listini europei vengono spinti al rialzo, sebbene con pause e cadute più frequenti, e con un ritmo meno costante.

È chiaro che i mercati europei sono strutturalmente deboli, e ci attendiamo una sottoperformance per il 2018 rispetto a quelli americani.
Nella conferenza stampa di Mario Draghi conclusiva dell'ultimo meeting mensile della BCE non è stato detto niente di nuovo sulla strategia di normalizzazione della politica monetaria della BCE.
I tassi rimarranno a questi livelli ancora per un periodo molto lungo, ben oltre la conclusione degli acquisti di asset e almeno fino al secondo semestre 2019.

Il piano degli acquisti nell'ambito del QE, oggi attivo al ritmo di 30 miliardi di euro al mese, terminerà in settembre come programmato. Entrambe le scadenze, di primo rialzo dei tassi e di conclusione degli acquisti di bond potranno essere spostate anche oltre il termine dichiarato, se sarà necessario per ottenere gli obiettivi di inflazione fissati dalla BCE.

Rischio geopolitico

Il rischio geopolitico internazionale è misto.
Sul fronte coreano soffiano venti di distensione, almeno fra le due Coree, che hanno deciso di riaprire un dialogo in quella che in realtà è una guerra mai finita (non c'è mai stato un vero trattato di pace).
E' rientrato lo shutdown, per il poco che poteva valere. Tuttavia, Donald Trump, per caratteristiche e atteggiamenti, non sembra avviato ad una conclusione naturale del suo mandato.

Non è improbabile che entro i prossimi 12 mesi nascano a suo carico procedimenti di impeachment, ad esempio per il caso Russiagate. Il procedimento è in uno stadio molto più avanzato di quanto si possa pensare, anche perché Trump ha contro non solo il partito democratico, ma anche una parte dei repubblicani.
L'impeachment del presidente USA ha sempre e comunque un impatto negativo sui mercati: in particolar modo lo avrebbe per Trump, che con la sua riforma fiscale ha creato motivi forti e ulteriori di stabilizzazione del formidabile rialzo in essere sui listini azionari americani e, a trascinamento, globali.
Un pool di esperti ha segnalato il rischio più temuto nel 2018 sul lato dei cyber- attacchi.
Il rischio politico in Europa è percepito in aumento per l'avvicinarsi delle elezioni politiche in Italia, che riserveranno qualche sorpresa.
In Germania si è trovato l'accordo per formare una grande coalizione di larghe intese.

Analisi economica di brevissimo termine

Sono oggi in uscita dati macro USA molto importanti, sugli occupati non agricoli (attese per +181.000) e soprattutto il tasso di disoccupazione (attese per 4,1%).

Dati migliori delle attese contribuirebbero a determinare una spinta rialzista (compatibilmente con quanto il dato è stato già scontato dai prezzi). Ovviamente viceversa nel caso contrario, e sempre considerando la nota in parentesi. Dati multipli possono creare spinte divergenti e dunque effetti non coerenti con le attese.

Mercati europei

Continua e si rafforza lo scenario di sotto-performance dei mercati europei rispetto a quelli americani.
Spesso il Dax è più debole persino dell'indice italiano. Si tratta in realtà di un andamento discontinuo, e in certi giorni vediamo notevoli performance dell'indice italiano o tedesco, ma nel lungo termine si sta delineando lo scenario da noi previsto già vari mesi fa, di sotto-performance.

Analisi operativa intraday Analisi operativa intraday

Il trend profondo del mercato azionario benchmark, quello americano, è fortemente rialzista, e ha motivi economici per continuare ad esserlo, influenzando positivamente anche gli altri listini (motivi non reali ma percepiti, e comunque produttori di effetti positivi sui mercati).
La DF è in questo momento ribassista, rating -1 per entrambe le curve.

Tendenza in peggioramento. Nella curva euro si può osservare una fase di sell-off nelle scadenze 8-10y e anche in quelle successive, che normalmente non guardiamo. La curva euro mostra anche una fase di irripidimento. Queste due circostanze rendono lo scenario prospettico ancora più negativo.
Visto il quadro tecnico e l'incontro con supporti importanti è possibile un rimbalzo di brevissimo, ma la tendenza per la giornata sembra ribassista.
Il trend primario rimane rialzista per il MINISP; il trend di breve, soprattutto sugli indici europei, ma ora anche sul MINISP è ribassista.
La discesa ormai formalizzata di questi giorni per il MINISP va catalogata come una correzione: essa potrebbe continuare ancora qualche giorno, ma non sembra avere i requisiti di un'inversione di medio termine.

Per i listini europei è invece la certificazione di una sottoperformance attesa per il 2018 rispetto a quelli americani, come avevamo detto fin da dicembre.
La tendenza per oggi è dunque ribassista. Qualcosa potrebbe cambiare con dati macro migliori delle attese.
Fonte: News Trend Online

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