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giovedì 1 febbraio 2018

Report giornaliero di analisi dei mercati


Analisi della distribuzione dei flussi

La DF sembra in questo momento non affidabile. E' leggermente rialzista, rating +1 per la curva USA, zero per la curva euro. La DF di brevissimo ha segnalato debolezza nelle ultime ore, ma la struttura intraday parrebbe rialzista, nonostante l'evidenza ribassista del MINISP e del Dax.
Il trend primario rimane rialzista per il MINISP; il trend di breve, soprattutto sugli indici europei, è ribassista.
Oggi fa eccezione il FIB che sta sovra- performando, spinto da buone trimestrali.
La discesa di questi giorni per il MINISP va catalogata come una correzione: essa potrebbe continuare ancora qualche giorno, ma non sembra avere i requisiti di un'inversione di medio termine. Per i listini europei è invece la certificazione di una sottoperformance attesa per il 2018 rispetto a quelli americani.
Le strutture di conferma non offrono oggi margini per una visione limpidamente direzionale della giornata.

La tendenza intraday è dunque incerta, con prevalenza per il lato ribassista per il Dax.

Resoconto dell'ultima seduta (analisi)

Corretta l'analisi di ieri sulla direzione basata sulla DF. Il sell-off sul segmento 4- 6 anni della curva euro ha confermato lo scenario ribassista. Corretta la previsione di un recupero del MINISP in serata.
Non corretto, perchè troppo anticipato, l'aggiornamento che segnalava alle 15,30 un leggero miglioramento della DF: si innescava in realtà sulla curva USA una fase di sell- off, cosa che non stupisce nel giorno di meeting di una Banca centrale. Ancora una volta è risultata abbastanza precisa l'efficienza dei livelli segnalati, che hanno quasi sempre intercettato pause, modificazioni del trend o punti di arrivo.

I livelli di supporto segnalati hanno svolto la loro funzione di argine temporaneo dei movimenti ribassisti: non precisa però l'identificazione del livello 2.819, che era stato segnalato come importantissimo e capace di arginare la discesa. E' stata comunque, effettivamente, un'area di ripartenza, con un errore di 6 punti, che non sono pochi (minimo a 2.813).
Corretta la previsione sulle scelte della Fed.
Corretta l'analisi sul petrolio. Corretta (controvoglia) anche la visione rialzista su EUR-USD: in realtà il movimento dovrebbe essere ribassista, ma prendiamo atto della realtà.

Analisi economica di medio termine

L'input di fondo dell'analisi economica rimane rialzista per i mercati azionari, soprattutto americani, dove vediamo:
  • un'espressione coordinata della crescita sistemica,
  • una crescita regolare e apparentemente sostenibile dei profitti, l'approvazione della riforma fiscale, che ha portato al 21% il livello del carico fiscale, cioè la corporate tax USA; tale riforma contiene anche misure che tendono a favorire il ritorno in patria dei 3.000 miliardi di dollari che le multinazionali americane attualmente detengono in piazze con tassazione più leggera;
  • l'inflazione è ancora storicamente bassa, e dunque non ci sono i presupposti per pensare ad una accelerazione nel ritmo di rialzo dei tassi di riferimento della Federal Reserve e ad una più rapida normalizzazione della sua politica monetaria.
Martedì 23 il FMI ha migliorato le sue stime di crescita globale per il 2018 e 2019.
Vediamo in pratica condizioni quasi ottimali per i mercati azionari USA.

Resta inteso che questa condizione non è eterna, ma avremo tutto il tempo per capire ogni futuro possibile segnale di pericolo, in tutte le possibili modificazioni dello scenario in grado di cambiare questa condizione virtuosa e invertire il trend rialzista primario dei mercati azionari.
Nei mercati europei la situazione è diversa, ma per effetto delle correlazioni economiche e di mercato anche i listini europei vengono spinti al rialzo, sebbene con pause e cadute più frequenti, e con un ritmo meno costante.

È chiaro che i mercati europei sono strutturalmente deboli, e ci attendiamo una sottoperformance per il 2018 rispetto a quelli americani.
Nella conferenza stampa di Mario Draghi conclusiva del meeting mensile della BCE non è stato detto niente di nuovo sulla strategia di normalizzazione della politica monetaria della BCE.
I tassi rimarranno a questi livelli ancora per un periodo molto lungo, ben oltre la conclusione degli acquisti di asset e almeno fino al secondo semestre 2019.

Il piano degli acquisti nell'ambito del QE, oggi attivo al ritmo di 30 miliardi di euro al mese, terminerà in settembre come programmato. Entrambe le scadenze, di primo rialzo dei tassi e di conclusione degli acquisti di bond potranno essere spostate anche oltre il termine dichiarato, se sarà necessario per ottenere gli obiettivi di inflazione fissati dalla BCE.

Rischio geopolitico

Il rischio geopolitico internazionale è misto.
Sul fronte coreano soffiano venti di distensione, almeno fra le due Coree, che hanno deciso di riaprire un dialogo in quella che in realtà è una guerra mai finita (non c'è mai stato un vero trattato di pace).
E' rientrato lo shutdown, per il poco che poteva valere. Tuttavia, Donald Trump, per caratteristiche e atteggiamenti, non sembra avviato ad una conclusione naturale del suo mandato.

Non è improbabile che entro i prossimi 12 mesi nascano a suo carico procedimenti di impeachment, ad esempio per il caso Russiagate. Il procedimento è in uno stadio molto più avanzato di quanto si possa pensare, anche perché Trump ha contro non solo il partito democratico, ma anche una parte dei repubblicani.
L'impeachment del presidente USA ha sempre e comunque un impatto negativo sui mercati: in particolar modo lo avrebbe per Trump, che con la sua riforma fiscale ha creato motivi forti e ulteriori di stabilizzazione del formidabile rialzo in essere sui listini azionari americani e, a trascinamento, globali.
Un pool di esperti ha segnalato il rischio più temuto nel 2018 sul lato dei cyber- attacchi.
Il rischio politico in Europa è percepito in aumento per l'avvicinarsi delle elezioni politiche in Italia, che riserveranno qualche sorpresa.
In Germania si è trovato l'accordo per formare una grande coalizione di larghe intese.

Analisi economica di brevissimo termine

La BCE continua a vedere una ripresa ormai stabilizzata dell'economia di Eurozona e anche delle singole aree componenti.
Sono oggi in uscita dati macro USA molto importanti, sui sussidi settimanali disoccupazione (oggi e non ieri come erroneamente segnalato: ieri era in uscita il dato sugli occupati non agricoli).

Per i sussidi è atteso un aumento a 237.000 da 233.000. Un dato migliore delle attese contribuirebbe a determinare una spinta rialzista (compatibilmente con quanto il dato è stato già scontato dai prezzi). Ovviamente viceversa nel caso contrario, e sempre considerando la nota in parentesi.

Mercati europei

Continua e si rafforza lo scenario di sotto-performance dei mercati europei rispetto a quelli americani.
Spesso il Dax è più debole persino dell'indice italiano. Si tratta in realtà di un andamento discontinuo, e in certi giorni vediamo notevoli performance dell'indice italiano o tedesco, ma nel lungo termine si sta delineando lo scenario da noi previsto già vari mesi fa, di sotto- performance.
Fonte: News Trend Online

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