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lunedì 12 febbraio 2018

Report dei mercati




Borsa Usa: settimana all'insegna della volatilità, indici giù del 5%
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in deciso rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,38%, l'S&P 500 l'1,49% e il Nasdaq Composite l'1,44%. Il bilancio settimanale, segnato da una elevata volatilità, resta comunque pesantemente negativo: Dow Jones e S&P 500 -5,2%, Nasdaq Composite -5,1%. Dai record del 26 gennaio scorso Wall Street ha perso nove punti percentuali a causa dei timori di un incremento superiore alle attese dell'inflazione che potrebbe spingere le banche centrali ad adottare politiche monetarie più restrittive.
Il rendimento dei titoli di Stato Usa a 10 anni si è attestato al 2,85%, sostanzialmente stabile rispetto al giorno precedente e non lontano dal picco di lunedì al 2,885%.
Tra i titoli in evidenza Nvidia +6,69%. Il produttore di chip (specializzato in schede grafiche) ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre segnati da profitti netti quasi raddoppiati da 655 milioni, pari a 99 centesimi per azione, a 1,12 miliardi, e 1,78 dollari. Su base rettificata l'eps si è attestato a 1,72 dollari, a fronte di ricavi in crescita da 2,17 a 2,91 miliardi. Il consensus di FactSet era invece per 1,16 dollari di utile e 2,68 miliardi di giro d'affari.
Chevron +1,06%. RBC Capital ha alzato il rating sul titolo del gruppo petrolifero a sector perform da underperform.
Expedia -15,47%. L'agenzia di viaggi online ha annunciato un utile per azione adjusted trimestrale ampiamente inferiore alle attese a 0,84 dollari contro gli 1,15 dollari del consensus.
CBOE Global Markets -3,63%. L'operatore di Borsa ha comunicato una trimestrale inferiore alle attese.
FedEx (-1,68%) e UPS (-2,64%) sono state penalizzate dalle indiscrezioni del Wall Street Journal. Secondo il quotidiano economico, il colosso e-commerce Amazon potrebbe lanciare a breve il proprio servizio di consegne.
Sul fronte macroeconomico a dicembre le scorte all'ingrosso hanno fatto segnare un incremento pari allo 0,4%, superiori alle attese fissate su un indice dello 0,2%. Nel mese di novembre le scorte erano aumentate dello 0,2% su base mensile.
MERCATI ASIATICI
Asia in recupero dopo il sell-off. Tokyo chiusa per festività
Dopo la chiusura d'ottava in recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa venerdì l'S&P 500, apprezzatosi dell'1,49%), la nuova settimana inizia in deciso rialzo per l'Asia, mentre Tokyo rimane chiusa per la celebrazione del Kenkoku kinen no hi (festività che cade l'11 febbraio e che commemora la fondazione della nazione nipponica). L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, tocca un progresso di oltre l'1% arrivando dalla perdita del 7,30% della precedente ottava. Tra le maggiori piazze della regione, in controtendenza è solo Sydney.
L'S&P/ASX 200 perde infatti lo 0,30% appesantito soprattutto dei titoli legati all'energia, in scia al netto deprezzamento del petrolio: i corsi del greggio sono in deciso recupero ma il Wti aveva perso il 9,60% la scorsa settimana (e poco meglio aveva fatto il Brent). Di segno opposto la giornata di Seoul: è infatti dello 0,91% il guadagno del Kospi in chiusura.
Il prossimo giovedì 15 febbraio inizieranno le lunghe celebrazioni del Capodanno cinese (che quest'anno cade il 16 febbraio), con Shanghai e Shenzhen che non scambieranno fino a giovedì 22 febbraio. E le piazze della Cina continentale, le più colpite in Asia dal sell-off di settimana scorsa, segnano decisi rialzi. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 guadagnano infatti lo 0,78% e l'1,29% rispettivamente, contro il balzo del 2,65% dello Shenzhen Composite.
Bene anche Hong Kong (che invece resterà chiusa per il Capodanno solo venerdì e lunedì prossimi): a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è in progresso intorno allo 0,70% (fa anche meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in rialzo di quasi l'1%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee positive
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo in scia ai mercati asiatici a loro volta trainati dal recupero di Wall Street venerdì.
L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,7%, il Dax30 di Francoforte l'1%, il Cac40 di Parigi l'1% il Ftse100 di Londra lo 0,7% e l'Ibex35 di Madrid '1%.
Acquisti diffusi su tutti i settori. Bene in particolare il comparto legato alle risorse di base e quello bancario.
Tra i titoli in evidenza Heineken -3,5%. Il produttore di birra ha comunicato per l'esercizio 2017 il balzo del 25,4% dei profitti netti a 977 milioni di euro. L'utile operativo, attestatosi a 3,76 miliardi, si è rivelato migliore rispetto ai 3,65 miliardi stimati dagli analisti.
Nell'anno il secondo maggiore produttore di birra al mondo ha registrato ricavi in progresso da 20,8 a 21,8 miliardi di euro, per una crescita a perimetro costante del 5,0% contro il 5,7% del consensus di Bloomberg. Heineken per quest'anno prevede una profittabilità inferiore ai suo target di medio periodo (a causa dell'integrazione delle attività brasiliane della rivale nipponica Kirin Holdings acquisite lo scorso anno).
Clariant +1,5%. Il chief executive del gruppo elvetico delle specialità chimiche, Hariolf Kottmann, ha detto che l'acquisizione di un quarto del suo capitale da parte di Saudi Basic Industries è una soluzione migliore rispetto alla fallita fusione con la rivale Usa Huntsman Corporation.
Eutelsat -2%. Morgan Stanley ha tagliato il target price sul titolo dell'operatore satellitare a 20 euro.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana tonica in avvio con rimbalzo Wall Street: FTSE MIB +1,27%.
Il FTSE MIB segna +1,27%, il FTSE Italia All-Share +1,21%, il FTSE Italia Mid Cap +0,85%, il FTSE Italia STAR +0,91%.
Mercati azionari europei in netto progresso grazie al rimbalzo di venerdì a Wall Street: DAX +1,9%, FTSE 100 +1,1%, CAC 40 +1,4, IBEX 35 +1,5%.
Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,7%, NASDAQ 100 +0,5%, Dow Jones Industrial +0,7%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +1,49%, NASDAQ Composite +1,44%, Dow Jones Industrial +1,38%.
Mercato azionario giapponese oggi chiuso per festività. Borse cinesi complessivamente positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +1,29%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,16%.
Rimbalzano i titoli dei gruppi esposti sugli USA come FCA +2,5%, Buzzi Unicem +2,2%, Leonardo +1,4%, CNH Industrial +1,3%, STMicroelectronics +1,6%. Venerdì i mercati azionari americani hanno chiuso in positivo riemergendo dai minimi da ottobre (S&P 500) toccati a metà seduta.
Buon inizio di settimana per i bancari con l'indice FTSE Italia Banche a +1%. In evidenza Banco BPM (+2,3%), UniCredit (+1,2%), Intesa Sanpaolo (+1,2%).
Banca MPS (-2,4%) in netta controtendenza con il mercato e il settore dopo che il cda ha approvato i dati 2017. L'istituto senese ha accusato perdite per 3,5 miliardi di euro (da 3,24 nel 2016). Nell'ultimo trimestre la perdita è stata pari a 502 milioni.
Buona performance per Eni +0,9%, Saipem +0,9%, Tenaris +1,8%, in scia al recupero del petrolio dai minimi da dicembre toccati venerdì sera. Il future aprile sul Brent segna 63,50 $/barile (da 62,40 circa), il contratto marzo sul WTI segna 60,00 $/barile (da 58,80 circa).
Enertronica (+8,2%) balza in avanti grazie all'annuncio del contratto preliminare, vincolante esclusivamente per la cedente, per l’acquisizione del marchio e del knowhow della società Tecnobus. Enertronica entra in tal modo in un settore molto promettente, quello dei mini autobus elettrici e dei veicoli commerciali speciali, esclusivamente elettrici.
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TITOLI DEL GIORNO
Banca Generali guadagna terreno venerdì grazie ai dati preliminari 2017 e del quarto trimestre. Il titolo prova a limitare i danni provocati dal sell-off generale dell’ultima settimana tentando il rimbalzo da area 27,70 circa, linea che segue il rialzo dai minimi dell’autunno 2016. Fintanto che questo riferimento resterà intatto sarà possibile continuare a sperare in una evoluzione rialzista dei prezzi. Conferme in tal senso giungerebbero però nel caso di stabilizzazione al di sopra della media mobile a 100 giorni, un riferimento orizzontale in transito a 28,75 circa, circostanza che permetterebbe ai corsi di raccogliere le energie necessarie per scardinare la resistenza a 29,70/29,80 circa e rivedere la resistenza critica posta in un range compreso tra 30,50 e 30,90. Al contrario, l’eventuale cedimento della trend line citata modificherebbe lo scenario non so lo nel breve termine, prospettando cali verso 26,78 poi verso i supporti a 25,60 circa.
Mediobanca si è spinto fino a 9,884 euro stabilizzandosi poi in area 9,75/76, comunque al di sopra della chiusura di giovedì a 9,65 euro. Il titolo oscilla dallo scorso novembre seguendo un andamento orizzontale nella fascia tra i 9,30 e i 10 euro circa. Solo la rottura decisa del lato alto di questo intervallo (a 10,15 euro si collocano anche i massimi dell'agosto 2015) permetterebbe la ripresa dell'uptrend attivo dai minimi di metà 2016 a 4,60 euro. Obiettivi in quel caso a 10,60 almeno, con target successivo a 11 euro. Solo la violazione della base della fase laterale a 9,30 euro costringerebbe a considerarla un "doppio massimo", figura dalle implicazioni ribassiste con target, ottenuto proiettando l'ampiezza del pattern verso il basso dall'ipotetico punto di rottura, a 8,65 e 8,25 euro.
UnipolSai il 7 febbraio ha messo a segno una candela rialzista, un "hammer" con base a 1,945 euro. Fino a che questo supporto contiene il ribasso le possibilità di un rimbalzo restano elevate. Oltre 2,013, gap del 6 febbraio, possibile un tentativo di recupero dei massimi di fine gennaio a 2,126 euro. Sotto 1,945 invece probabile non solo il test di 1,93, minimo di gennaio, ma anche una discesa fino in area 1,87 almeno.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 12 Febbraio 2018
GIA Mercati chiusi per festività.
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HEADLINES
Brasile: vendite retail cresciute del 2,0% nell'intero 2017
Secondo quanto comunicato venerdì dall’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (Ibge, l’ente nazionale di statistica), le vendite retail sono cresciute in Brasile del 3,3% annuo in dicembre, in decisa frenata rispetto al progresso del 6,0% di novembre (rivisto al rialzo dal 5,9% comunicato a inizio 2018) e contro il 2,6% di ottobre. Il dato, peggiore rispetto al 4,7% del consensus, segna comunque il nono mese consecutivo in espansione. Su base mensile, però, le vendite al dettaglio sono calate dell'1,5% contro l'incremento dell'1,0% di novembre (rivisto al rialzo dallo 0,7%) e il declino dello 0,4% stimato dagli economisti. Nell'intero 2017 le vendite retail sono cresciute del 2,0% (performance migliore dal 2014).
Gran Bretagna: stima crescita Pil primo trimestre allo 0,5%
Secondo l'outlook diffuso venerdì dal National Institute of Economic and Social Research (Niesr), la crescita sequenziale del Pil della Gran Bretagna è stata dello 0,5% nel primo trimestre dell'anno, in linea con la stima relativa all'ultimo periodo del 2017. In precedenza, sempre settimana scorsa, il Niesr aveva alzato dall'1,7% all'1,9% la previsione di espansione dell'economia britannica nell'intero 2018.
Russia: Banca centrale taglia i tassi di altri 25 punti base
La Banca centrale di Russia ha tagliato venerdì i tassi d’interesse di 25 punti base al 7,50% dopo averli ridotti di 50 punti nel meeting di dicembre (sei i tagli realizzati nell'intero 2017). L'intervento era ampiamente atteso: 18 dei 20 economisti che componevano il consensus di Reuters avevano previsto infatti la riduzione di 25 punti base. L'istituto centrale ha lasciato intendere che nei prossimi mesi potrebbero arrivare nuovi tagli, in scia a una debolezza dell'inflazione che dovrebbe proseguire almeno per tutto il primo semestre.
Canada: tasso disoccupazione in crescita al 5,9% in gennaio
Secondo quanto comunicato venerdì da Statistics Canada (l’ente nazionale di statistica di Ottawa), in gennaio il tasso di disoccupazione si è attestato in Canada al 5,9% contro il 5,8% di dicembre (rivisto al rialzo dal 5,7% comunicato a inizio anno) e il 5,9% registrato anche in novembre (6,3% in ottobre). Il dato si confronta con il 5,8% del consensus e segna il primo incremento dopo 13 mesi consecutivi di contrazione.
Cina: al via il 26 marzo i future sul petrolio di Shanghai
La China Securities Regulatory Commission (Csrc, l’autorità di controllo dei mercati finanziari cinesi) ha comunicato venerdì la data d'esordio degli attesi future sul petrolio: il prossimo 26 marzo i contratti benchmark sul greggio, i primi per l'intera Asia, inizieranno a scambiare sul Shanghai International Energy Exchange (divisione dello Shanghai Futures Exchange). Come nota il Financial Times, la creazione di questi future era in programma da anni, ma il debutto è stato ritardato più volte a causa delle necessarie approvazioni da parte di diversi enti governativi e delle turbolenze dei mercati finanziari cinesi, che avevano sollevato timori sulla capacità di Pechino di gestire la volatilità.
Svizzera: inflazione calata allo 0,7% annuo in gennaio
Secondo quanto comunicato dal Bundesamt für Statistik (Bfs, l’ufficio nazionale di statistica elvetico), in gennaio l’inflazione in Svizzera è calata allo 0,7% annuo dallo 0,8% registrato in novembre e dicembre (0,7% erano state le letture anche per settembre e ottobre), che era il livello più elevato dall'1,0% del marzo 2011. Era dello 0,8% anche la stima degli economisti. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo è invece calato dello 0,1% dopo la lettura invariata di dicembre, in linea con il consensus. Nell'intero 2017 l'inflazione si era attestata in Svizzera allo 0,5% contro lo 0,7% stimato in dicembre per il 2018 dalla Schweizerische Nationalbank (Snb, l'istituto centrale svizzero).
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