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giovedì 22 febbraio 2018

Mercato frenetico e nervoso: più rischi al ribasso che al rialzo

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
Nell'ultima intervista aveva definito poco credibile un superamento di area 23.000 da parte del Ftse Mib, prospettando una fase di lateralità. Cosa si aspetta per le prossime giornate?
Secondo me bisogna capire ora se l'espansione di volatilità che ha portato il Ftse Mib fino ai 24.000 punti sia stata una falsa rottura o meno dei 23.000 punti. Al momento l'indice continua a vivere una fase di lateralità che non permette di valutare possibili rialzi o ribassi.
Viviamo quindi una congestione già vissuta nei mesi scorsi e non sembra che il Ftse Mib abbia voglia di dare vita a chissà quali movimenti. I due livelli chiave da monitorare sono quelli dei 23.000 e dei 22.500 punti per valutare eventuali sviluppi rialzisti e ribassisti.
Al momento siamo flat sul mercato con un occhio ad un eventuale ritorno della volatilità che possa tradursi in una direzionalità del movimento, al momento mancante. Devo ammettere che c'è un po' di rilassamento anche su altri fronti, basti pensare all'andamento dell'S&P500 che sta lateralizzando dopo la grande volatilità che c'è stata nelle prime giornate di febbraio.
Per il Ftse Mib al superamento dei 23.000 punti ricordiamo che ci sarà un po' di spazio di manovra verso i 23.200 punti, mentre con conferme al di sotto dei 22.500 l'indice andrà a testare nuovamente area 22.000. In caso di violazione al ribasso di quest'ultima soglia andremo a vedere un film diverso da quello visto fino ad ora.
Il mercato è molto frenetico e nervoso, ma se dovessi fare una previsione su Piazza Affari nel breve, mi sbilancerei più per una fase ribassista che rialzista, quindi vedrei un indice più vicino ai 22.000 punti che ad area 23.000.
L'euro-dollaro è tornato a perdere terreno dopo il netto recupero messo a segno intorno alla metà del mese. Quali le sue previsioni per questo cambio?
Per l'euro-dollaro possiamo segnalare un doppio massimo in area 1,255 e non a caso in queste giornate stiamo assistendo ad una discesa. Non mi aspetto una flessione particolarmente marcata, con il cambio che al momento si trova sotto la media mobile a 21 periodi per ora.
Se la discesa dovesse proseguire nel breve, mi aspetto l'euro-dollaro prima a 1,226 e successivamente a 1,2235. Entrambi i livelli potrebbero favorire un rimbalzo del cross perchè il trend rimane ancora sufficientemente long, per cui al momento non mi sbilancio nel segnalare target più bassi di quelli evidenziati per l'euro-dollaro.
Come valuta il recente andamento del petrolio e cosa prevede nel breve? Si aspetta ulteriori rialzi?
Credo che il petrolio possa tornare a scendere dai livelli attuali almeno fino all'area dei 60 dollari e probabilmente anche un po' più in basso. Il trend si conferma solidamente rialzista, ma sono ancora convinto che l'economia non sia ancora pronta a supportare un prezzo dell'oro nero così alto.
Per questo motivo leggo il recente recupero come un pull-back destinato a lasciare spazio a nuovi ribassi verso i 60 dollari al barile in primis e in seguito fino ai 58/57 dollari, ossia ai ridosso dei minimi del 10 e del 15 febbraio scorsi.

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