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mercoledì 28 febbraio 2018

L’ottimismo di Powell alimenta il rally del dollaro

L’ottimismo di Powell alimenta il rally del dollaro
Dove andrà il dollaro?
By Arnaud Masset
Ieri pomeriggio il dollaro USA si è apprezzato in modo diffuso, dopo che, durante la sua audizione al Congresso, il nuovo presidente della Federal Reserve ha fatto dei commenti da falco. Jerome Powell ha rivisto al rialzo la sua valutazione dell’economia USA, suggerendo che la Fed potrebbe aumentare gli oneri di finanziamento quattro volte nell’anno in corso, rispetto ai 3 rialzi previsti dai partecipanti al mercato e segnalati finora dalla banca centrale.
L’indice del dollaro ha sfondato il livello di resistenza a 90,0, stabilizzandosi intorno a 90,45 dopo il marcato calo dell’EUR/USD e il continuo rally dell’USD/CHF. La moneta unica ha ceduto l’1%, scendendo a $1,2220, mentre il dollaro è salito a 0,9415 contro il franco svizzero. Sul fronte azionario, le azioni sono scese in modo generalizzato, con l’S&P 500 in calo dell’1,27%, a 2.744 punti, e il Dow Jones a 25.410 punti, in flessione dell’1,16% su base giornaliera. Sul mercato dei bond, i rendimenti dei titoli del Tesoro USA si sono impennati sull’onda dei commenti di Powell; il rendimento dei decennali ha toccato il 2,92%, mentre, per quanto riguarda i titoli a scadenza breve, il rendimento dei titoli a 2 anni ha fatto registrare un nuovo massimo da 9 anni pari al 2,28%.
Ci sembra che gli investitori non sappiano come muoversi, poiché gli effetti di tassi di finanziamento più elevati avranno varie implicazioni sull’economia USA .Potrebbero, infatti, innescare un rallentamento della crescita dovuto all’aumento del costo dell’indebitamento per cui per aziende private e consumatori sarebbe più difficile prendere denaro in prestito, facendo aumentare anche il debito del governo. D’altro canto, renderebbe il dollaro più attraente per gli investitori. Per ora sembra che il mercato sia ancora indeciso: il biglietto verde si muove ancora all’interno di fasce contro le altre valute principali.
Mercati europei disomogenei dopo l’audizione di Powell e i deboli dati economici di febbraio
By Vincent Mivelaz
Martedì i mercati europei hanno chiuso in territorio negativo dopo il calo d’inizio seduta, muovendosi in direzioni diverse dopo l’audizione di Powell nel pomeriggio, andamento rafforzato dal calo della fiducia dei consumatori e dagli indici dei prezzi al consumo diffusi ieri. L’indice europeo Euro Stoxx 50 ha chiuso a 3.458 punti (-0,15%), frenato da Immobiliare (-1,55%), Materiali (-1,35%), Beni di consumo (-1,25%) e Telecomunicazioni (-0,97%), trainato invece da IT (+0,61%) e Finanziari (+0,56%). Le borse europee hanno seguito lo stesso trend; il FTSE 100 ha chiuso a 7.282 punti (-0,10%), il DAX a 12.491 (-0,29%), il CAC 40 a 5.344 (-0,01%), il FTSE MIB a 22.724 (+0,08%) e l’IBEX 35 a 9.900 (-0,02%). L’EUR/USD ha chiuso in leggero calo, muovendosi a 1,2234 (-0,67%) sulla scia del discorso di Powell, che ha dato una netta spinta al biglietto verde contro tutte le altre valute principali, con GBP/EUR, EUR/CHF ed EUR/JPY rispettivamente a 1,1363, 1,1508 e 131,05. I rendimenti dei titoli europei hanno guadagnato terreno, il titolo trentennale, decennale e a 2 anni sono stimati rispettivamente all’1,319 (+1,53%), allo 0,680 (+4,23%) e al -0,521 (+3,08%).
Nell’Eurozona, a febbraio l’indice sulla fiducia dei consumatori è sceso allo 0,10, in calo dal massimo del 17 gennaio pari all’1,40; la stima preliminare sull’indice dei prezzi al consumo a/a di Germania e Spagna si è attestata rispettivamente all’1,40% (previsione: 1,50%) e all’1,10% (previsione: 0,90%), dimostrando segnali di continua crescita, con l’attenuarsi delle incertezze riguardanti le riforme nell’Eurozona, le elezioni italiane e la Grande Coalizione (GroKo) tedesca.

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