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venerdì 2 febbraio 2018

Da Bitcoin a Ethereum ormai è un massacro: Ripple quasi azzerato


Il passaggio del mese non ha interrotto la lunga fase di declino che investe ormai da settimane il Bitcoin e tutta la famiglia delle criptovalute, al centro da inizio anno di una pesantissima fase ribassista che ne ha ormai più che dimezzato la capitalizzazione nel mese di gennaio.

Nuove minacce per Bitcoin e altcoins

Una lunga fuga dagli investimenti che era stata innescata inizialmente dalle minacce di regolamentazione arrivate da alcuni dei Paesi più attivi nel trading del nuovo mercato valutario "digitale", dalla Cina alla Corea del Sud.
Ma che si sta trasformando adesso in vero e proprio panico dopo la valanga di cattive notizie su molteplici fronti arrivate questa settimana: le inchieste giudiziarie aperte negli Stati Uniti e in Giappone per sospetti casi di manipolazione del mercato e nuovi casi di hackeraggio; e persino un colpo basso di Facebook, che ha deciso di dire basta ai contenuti pubblicitari "ingannevoli" veicolati sulla sua piattaforma da società legate a criptovalute e ICO. 

Bitcoin: quotazione dimezzata

Termometro di un clima ormai quasi da "esplosione della bolla" è quanto sta accadendo al prezzo della moneta capostipite del gruppo, già precipitato durante le contrattazioni di ieri ai minimi degli ultimi due mesi sotto i 9.000 mila dollari.
Sul portale di monitoraggio Coinmarketcap, la quotazione del Bitcoin registra infatti alle 13 un ulteriore arretramento a quota 8.028 dollari, che implica una nuova correzione del 16% su base giornaliera.
Con il ribasso di oggi, la creatura di Satoshi Nakamoto ha dunque perso ormai oltre il 60% dalla quotazione record di 19.896 dollari raggiunta lo scorso 17 dicembre, prima che le ripetute minacce normative da parte di numerosi Paesi spegnessero la febbre speculativa che accompagnò il lancio dei primi derivati da parte delle due Borse di Chicago CME e CBOE. 
Il sito di settore Coindesk ha calcolato che le perdite di gennaio hanno provocato una contrazione di oltre 160 miliardi di dollari del valore di mercato della valuta, scesa dal record di 296 miliardi registrato a inizio anno agli attuali 135 miliardi.

A picco anche le altcoin, da Ethereum a Ripple

Tra le principali altcoins, non si salva oggi nemmeno Ethereum, che viaggia in ribasso del 23% calando in meno di 24 ore da 1.135 a 810 dollari: pur essendo ancora protagonista di una delle performance meno "cupe" del 2018 grazie ai guadagni dei primi giorni dell'anno, la seconda cripto-moneta per capitalizzazione di mercato è ormai seriamente ridimensionata rispetto al picco di oltre 1.400 dollari toccato a metà mese, soglia da cui ha ceduto il 40% del suo valore.
Ormai da catastrofe sono invece soprattutto i numeri di Ripple, la coin che si era guadagnata la fama di anti-bitcoin con il suo rialzo prodigioso messo a segno tra dicembre e gennaio: la quotazione attuale di 0,67 dollari di XRP - la sigla sotto cui viene scambiata la moneta  - implica un nuovo spaventoso calo del 34% nelle 24 ore, ma soprattutto un ripiegamento di oltre l'80% dal massimo storico di 3,84 dollari raggiunto appena tre settimane fa.

Capitalizzazione delle criptovalute dimezzata

Alla luce dei ribassi che stanno colpendo anche le altre principali altcoins (Bitcoin Cash -21%, Cardano -38,61%, Neo -26%, Litecoin -24%, Stellar -34,62%), il crollo delle ultime ore ha di conseguenza ulteriormente ridotto le dimensioni del mercato cripto: la capitalizzazione complessiva delle circa 1.400 cryptocurrencies monitorate da CoinmarketCap è scesa ora intorno ai 386 miliardi di dollari, contraendosi dunque del 53% dal record di 835 miliardi toccato l'8 gennaio scorso.
Rivelatrice della dinamica di prezzi "invertita" rispetto al 2017 che sta letteralmente facendo evaporare da un mese le quotazioni è una analisi di Bloomberg di qualche giorno fa a firma di Eric Lam, Mathieu Benhamoou e Adrian Leung, che mostra la somiglianza sconcertante tra il grafico del bitcoin e quelli di alcune celebri bolle finanziarie del passato. 
Un'ipotesi, quella di una prossima implosione, che sta prendendo sempre più corpo tra gli analisti alla luce dell'ondata di drivers negativi che si stanno abbattendo su molteplici fronti sul mercato nelle ultime ore.

Criptovalute tra minacce regolatorie e altri guai 

Pesa in primo luogo ancora lo stillicidio di annunci da parte di governi e autorità di regolazione su una nuova tornata di provvedimenti legislativi in arrivo contro il trading di criptovalute.
Dopo Cina, Corea del Sud e Stati Uniti, si è aggiunta adesso la notizia che anche l'India sta pensando a forme di limitazione alla diffusione incontrollata degli strumenti finanziari digitali.
In questa direzione vanno le parole del ministro Indiano delle Finanze, Arun Jaitley, che pur anticipando un interesse del governo di Nuova Delhi ad "esplorare in modo proattivo l’uso della tecnologia blockchain" ha anticipato che il governo assumerà “tutte le misure per eliminare l’uso di queste criptovalute nel finanziamento di attività illecite”.

Il caso di hackeraggio di Coincheck in Giappone

Ancor più di quella regolatoria, è però la minaccia giudiziaria quella che sembra aver determinato il peggioramento del sentiment degli investitori e l'accelerazione ribassista. 
E' di oggi la notizia che la polizia finanziaria del Giappone ha effettuato perquisizioni e seguestri negli uffici della piattaforma di scambio Coincheck, vittima la scorsa settimana di un caso di hackeraggio che ha fatto sparire dai suoi server tokens della valuta digitale Nem per un valore di oltre 500 milioni di dollari.
L'inchiesta, che per il ministro delle finanze di Tokyo, Taro Aso, è stata condotta per garantire la sicurezza degli utenti e mira a risalire agli autori del furto, ma prospetta anche l'ombra di ulteriori risvolti negativi in un Paese finora considerato uno dei "paradisi" del bitcoin.
Il capo di gabinetto del governo giapponese, Yoshihide Suga, ha infatti comunicato in reazione alla nuova inchiesta che verrà valutata anche l'imposizione di maggiori restrizioni per gli operatori online.

Gli USA indagano sul rialzo del bitcoin a dicembre

Altro caso che sta scuotendo l'universo cripto è quello che riguarda un presunto caso di manipolazione del mercato che sarebbe alla base del boom delle quotazioni del dicembre scorso, su cui stanno indaganto le autorità finanziarie degli Stati Uniti. 
Un report di mercoledì scorso del New York Times ha riferito del timore crescente tra gli investitori che i prezzi del bitcoin e delle altre criptovalute possano essere stati gonfiati artificialmente dalla piattaforma Bitfinex e dalla società cui fa capo la cryptocurrency Tether, che secondo indiscrezioni di questa settimana sarebbero adesso al centro di una indagine della Commodity Futures and Trading Commission americana.

Tutti contro Bitcoin: ora ci si mette pure Facebook 

E a peggiorare infine le cose ci si è messa infine pure Facebook: la società di Zuckerberg ha rivelato infatti che smetterà di garantire visibilità sulla sua piattaforma social alle pubblicità che promuovono criptovalute e le Ico, le raccolte "iniziali" di nuova moneta al centro nei mesi scorsi di numerosi casi di frode.
Con un post pubblicato dallo stesso Zuckerberg, FB ha anticipato che bloccherà a "prodotti e servizi finanziari associati frequentemente con pratiche promozionali ingannevoli".
Uno stop temporaneo ma "intenzionalmente" ad ampio raggio, di cui il colosso tech approfitterà per pensare come identificare le pubblicità ingannevoli dai contenuti leciti. 

Fonte: News Trend Online

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