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venerdì 26 gennaio 2018

Si calma (poco) l'eurodollaro. Cause e conseguenze sui mercati


Immediatamente dopo la conferenza stampa di Mario Draghi, ieri, il cross eurodollaro è arrivato a superare quota 1,25 toccando i massimi da oltre 3 anni. Un rialzo dettato dalle parole rassicuranti del governatore europeo che ha parlato di un'economia che, nel Vecchio Continente, è in ripresa.

Previsioni difficili

Riuscire, però, a capire cosa sta accadendo sul fronte del forex è piuttosto complicato.
E per più di un motivo. Come detto, l'euro può vantare una forza insperata che Draghi non è riuscito a fermare, per quanto avrebbe voluto visto che la Bce sta tentando di mettere fine a quel poderoso QE già calmierato (gli acquisti di titoli sono stati dimezzati proprio da gennaio arrivando a 30 miliardi invece dei precedenti 60), un percorso più arduo del previsto qualora il dollaro continuasse a scendere sulla moneta unica.

Dall'altra parte, però, anche il dollaro ci sta mettendo del suo, nello specifico grazie alla politica di Donald Trump che, con la sua riforma fiscale e la sua politica protezionista, sta letteralmente affossando il biglietto verde. Come? Il taglio delle aliquote, fanno notare gli economisti, rischia di creare un buco nel gettito fiscale a tutto discapito del debito che, già a livelli record, le prossimo futuro rischia di ampliarsi ulteriormente, e come è noto, la moneta di un paese ad alto debito è sintomaticamente debole (come la Lira ha insegnato).

Guardando i numeri è impossibile non notare quel -15% del dollaro sull'euro e il -10% del biglietto verde su tutto il resto delle principali valute internazionali. A gioire in tutto questo è proprio Trump che si trova la comodità di una valuta debole sullo sfondo di un'economia forte proprio nel momento in cui la disoccupazione è ai minimi storici.
Un regalo che Trump forse non accetta dal momento che a Davos, durante un'intervista concessa in occasione del suo arrivo al Forum internazionale che si sta tenendo in queste ore nel tempio del libero commercio, non solo ha perorato la causa della politica protezionista ma ha anche ribadito la sua volontà di avere un dollaro forte.

Gli Usa e la felice situazione economica

Intento Wall Street è stata la prima ad accorgersi dei vantaggi dati dal mini dollaro e ha pensato bene di incrementare l'ormai inarrestabile serie di record storici arrivando ad inanellarne 15 in meno di un mese dall'inizio dell'anno nuovo.

Il cosiddetto periodo Goldilocks, cioè quel mix perfetto di buone notizie unite a prospettive di rassicuranti ma non invadenti presenze da parte delle banche centrali, a quanto pare continua. Soprattutto per i listini Usa: buoni gli utili, in aumento l'export grazie, appunto, ad un dollaro debole, entusiasmo per la riforma fiscale con il taglio delle aliquote, interesse per i capitali previsti in rientro da parte delle multinazionali attirate dallo sconto delle multe ridotte a tassazione una tantum.
Da parte sua, invece, il decennale a stelle e strisce, superata la soglia del 2,6% di rendimento, è proiettato, per alcuni, ad arrivare anche al 3% aiutato proprio dal pericolo inflazione che si potrebbe abbattere sul titolo di stato a stelle e strisce.

Quello che preoccupa, però, non è tanto il livello a 1,25 (ora sceso poco sopra 1,24) quanto la velocità con cui il cambio sta muovendosi, una velocità che non esclude un rafforzamento che potrebbe puntare, temono gli analisti, a 1,4, a tutto discapito dell'export europeo, perché proprio questa sarebbe la soglia non più psicologica ma concreta, che potrebbe portare a un calo delle esportazioni.
Intanto arrivano le prime conseguenze sulla decisione del presidente Usa di imporre dazi del 30% sulle merci importate da Cina e Corea del Sud, in particolare pannelli solari e lavatrici (in quest'ultimo caso gli aumenti vanno dal 20% al 50% a seconda delle dimensioni, per i modelli importati daCina, Corea del Sud, Messico e Vietnam): Lg pensa di alzare i prezzi delle lavatrici negli Usa in previsioni di rincari sulle vendite al dettaglio.

La guerra commerciale è servita.

Fonte: News Trend Online

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