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martedì 2 gennaio 2018

Piazza Affari, prima seduta del 2018. Come sta andando?

 
Dopo un 2017 all'insegna dell'ottimismo (+13,6%) Piazza Affari riparte con una certa debolezza di fondo in un'Europa che tende al segno meno nella seconda metà della mattinata.
La situazione
Alle 10 il Ftse Mib segnava un saldo parziale pari a -0,03% con 21.846 punti mentre il resto del Vecchio Continente si assestava sul -0,20% di Londra, -0,4% di Parigi e -0,75% del Dax di Francoforte. La prima seduta dell'anno nuovo, infatti, è all'insegna della debolezza e della negatività, con un occhio alla prossima pubblicazione dei dati Pmi manifatturieri di dicembre sul fronte europeo. Il dato, elaborato da Ihs Markit (Stoccarda: A1139A - notizie) , ha toccato per l'Europa il 60,6 punti, nuovo massimo storico confermando il consensus che vedeva appunto un risultato di 60,6 punti, a sua volta in aumento rispetto ai 60,1 di novembre. A sorpresa il dato italiano è in calo: mentre le previsioni parlavano di un rialzo a 58,5, i dati hanno invece registrato un calo con l'indice che si è fermato a 57,4 dal precedente dato di novembre di 58,3. Nello specifico Madrid registra un dato di 55,8 in calo rispetto al 56,1 di novembre e per di più al di sotto del consensus che parlava di 56,3 punti, Berlino vede un dato pari a 63,3 in rialzo sul precedente di novembre fermo a 62,5. Per quanto riguarda il Pmi del comparto manifatturiero francese è a 58,8, meno dei 59,3 della stima precedente ma comunque al meglio dal 2000, così come anche per la Spagna che, sebbene tentennante, vanta comunque una performance che non era a questi livelli da oltre 10 anni.  
Volumi ancora sottili per gli ultimi scampoli festivi è la spiegazione più immediata per eventuali sbalzi come quelli visti a fine anno per quanto riguarda spread (160 oggi ridottosi a a56) e rendimenti sui decennali (in leggero calo da 2,014% a 1,98% di questa mattina).
Il protagonista del giorno
Guardando ai protagonisti, il settore energetico sta offrendo una performance interessante aiutato dall'aumento delle quotazioni del petrolio : il Wti è in rialzo a +0,15% pari a 60,51 dollari per barile mentre ci si assesta sui 66,89 dollari per il Brent con un aumento frazionale dello 0,03%. L'aumento è stato dettato non solo dal rinnovato accordo tra produttori di petrolio per un taglio sull'output ma anche dalle prospettive di un aumento della domanda e, recentemente, anche dall'esplosione di un oleodotto in Libia che ha provocato un interruzione delle forniture e la perdita di circa 90mila barili di greggio. All'orizzonte, però, resta ancora il punto interrogativo rappresentato dallo shale Usa e dal ruolo che rivestirà nella sua innegabile azione di erosione di quote di mercato. Altro ago della bilancia sarà la prossima quotazione di Saudi Aramco , la società petrolifera statale di Ryad, quotazione che dovrebbe avvenire a cavallo tra la prima e la seconda metà di quest'anno. Ma guardando al futuro in molti si chiedono cosa succederà quando l'Arabia Saudita, prima promotrice dell'intesa, sarà intenzionata a chiudere con i tagli e, con lei, anche la Russia, altra grande attrice sulla scena sebbene esterna all'Opec.
I numeri del 2017
I numeri parlano bene per Piazza Affari anche guardando agli ultimi 12 mesi. 644 miliardi di capitalizzazione per l'anno appena concluso, (+22,7% sul 2016 quando arrivò al 525 miliardi) che hanno influito positivamente su specifici protagonisti come Fca (+74%), Moncler , Stm (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) (+69%), Fineco (61%) e Ferrari (Xetra: 30092157.DE - notizie) (+58%) mentre la moneta unica, che in mattinata vedeva un cambio sul dollaro a 1,2035, ha vinto, almeno per questi ultimi 12 mesi, la sua eterna lotta contro il biglietto verde con un risultato di +13,62%. Un ottimismo che, stando all'opinione diffusa, è stato favorito dall'onda di Wall Street che ha archiviato una serie di primati storici, in particolare sul Dow Jones che per oltre 70 volte ha ritoccato il record storico. 

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