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martedì 2 gennaio 2018

Perché servono le tasse


Di tanto in tanto – anzi, di frequente - spunta qualcuno a chiedere: “se uno stato sovrano può stampare moneta, a che cosa gli servono le tasse?”.
La risposta non è complicata.
Stampare moneta e immettere domanda nel sistema economico non produce inflazione indesiderata, fino al momento in cui non si raggiunge il cosiddetto “pieno impiego”.
Che cosa significa “pieno impiego” ? Chi cerca lavoro lo trova, a condizioni stabili e decorose, in tempi ragionevoli.

E le aziende, quantomeno in larga maggioranza, sfruttano al meglio la loro capacità produttiva, fatte salve le normali necessità di soste per manutenzione, stagionalità di alcune produzioni e simili.
Ne deriva che non ci sono problemi a monetizzare il deficit pubblico, purché in misura coerente con la crescita del PIL potenziale, misurato in termini nominali.
Il che significa anche, tra parentesi, che il debito pubblico non ha necessità di esistere (se ne era parlato qui).
Ho scritto “PIL potenziale misurato in termini nominali”. E’ infatti naturale il verificarsi di un incremento reale della produzione – in funzione della crescita demografica e dei miglioramenti di produttività consentiti dalla tecnologia e dall’accumulazione di capitale fisico.

Ma è anche desiderabile un minimo di inflazione – per evitare che si cada in deflazione in periodi di congiuntura negativa.
Un 2% di crescita reale potenziale e un 2% di obiettivo d’inflazione (il target BCE) portano a stimare che un deficit / PIL medio di qualche punto percentuale sia un obbiettivo corretto.
Il 3% di Maastricht avrebbe quindi avuto un senso (forse meglio sarebbe stato 4% o 5%, ma se ne può discutere): se non fosse che era inteso come livello massimo, non medio. E se il Fiscal Compact non pretendesse oggi di imporre non il 3%, ma il pareggio di bilancio…
“Obiettivo di deficit medio” significa che in anni di congiuntura molto positiva può essere opportuno portare il bilancio pubblico in pareggio, per evitare surriscaldamenti della domanda ed eccessi d’inflazione; ma se bisogna ripartire da una profonda depressione, può essere appropriato arrivare temporaneamente al 6%, all’8%, al 10%.
Prendiamo quindi il 3% come deficit medio (non massimo !) di riferimento.

Se la spesa pubblica fosse pari al 3% del PIL, si potrebbe finanziarla tutta con emissione monetaria, senza tasse.
Ma la spesa pubblica non è il 3% del PIL. E’ oltre il 40%. Quindi la situazione a cui puntare è, ad esempio, spesa pubblica al 43% del PIL, tasse (più esattamente, entrate pubbliche totali) al 40%.
Immettendo nel sistema economico, in un anno, moneta per il 43% del PIL (tramite spesa pubblica effettuata senza tassare), si produrrebbe un pauroso eccesso di domanda, nonché un altissimo livello di inflazione.
Per cui le tasse devono esistere, già per questo solo motivo.
Poi ci sono altre due finalità: la redistribuzione del reddito in senso (si spera) progressivo e a tutela dell’equità sociale.
E l’esigenza di dare valore alla moneta fiat, rendendola accettata per assolvere obbligazioni d’imposta.
Qui ci si riallaccia al tema Moneta Fiscale / CCF, ovviamente…
Autore: Marco Cattaneo Fonte: News Trend Online

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