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martedì 9 gennaio 2018

Morgan Stanley: gli scenari che sorprenderebbero il consensus


Il 2017 è stato l'anno perfetto per i mercati che hanno potuto approfittare di un equilibrio fra le condizioni migliori per riuscire a dar vita a un rally tuttora in corso, in particolare sui listini Usa.

La situazione attuale

Una prima vittima, però, è stato proprio il dollaro che invece ha accusato una delle performance più deboli dal 2003 nonostante uno scenario di tre rialzi dei tassi, una riforma fiscale che incoraggia il rimpatrio di montagne dollari detenuti all'estero e tagli alle aliquote, un generale rafforzamento dell'economia statunitense e un mercato azionario in forte rialzo.

Questo perché il trend cui ha dato vita la Fed è stato condiviso anche dalla Bank of England e persino, in un certo senso, dalla Banca Centrale Europea, sempre accomodante, che ha iniziato a ridimensionare i suoi stimoli.
Guardando al 2018 è impossibile non considerare il fattore politico; di fatto la Germania non ha ancora un governo e anche se si dovesse trovare un accordo oggi, il governo che ne nascerebbe non potrebbe, per ovvi motivi tecnici, giurare prima di marzo, se non addirittura di aprile.

Per quanto riguarda l'Italia, inoltre, le urne di marzo non prospettano alcuna certezza, il tutto mentre i negoziati per la Brexiti, nonostante siano riusciti a superare la fase uno, continuano a dimostrare palese incertezza, per non dire confusione, da parte del governo su quale possa essere la forma dell'accordo di negoziazione finale.
Anche per questo motivo sia la Banca d'Inghilterra che l'ufficio statistico del Regno Unito hanno rivisto le previsioni di crescita. Senza contare l'ultimo paradosso che arriva da Washington: adesso l'attenzione dei media Usa è concentrata tutta sulla salute mentale del presidente Trump.

Gli scenari oltre il consensus

Partendo da questa base, gli analisti di Morgan Stanley hanno elaborato alcuni scenari che potrebbero sorprendere gli investitori.

La panoramica degli ipotetici scenari parte dall'Europa con un'inflazione che, dopo anni di latitanza e aiutata da una ripresa economica parallela a quella del petrolio, si impenna a tal punto da costringere Mario Draghi e il suo entourage ad un cambio repentino di rotta e ad imbarcarsi in una politica restrittiva che sorprende tutti, mercati per primi.
Una prima conferma potrebbe essere vista nell'annuncio della BoJ, storicamente l'istituto più accomodante tra tutti quelli a livello mondiale, che ha confermato un taglio da 10 miliardi di yen nella scadenza 10-25 anni. A questo punto tutto si giocherebbe, eventualmente, sulla forza della ripresa: una crescita forte potrebbe permettere di assorbire l'urto inflazionistico senza particolari shock.Restando sempre in Europa, e guardando al consensus, il secondo scenario ipoteico potrebbe riguardare la ripresa del costo della vita che, come accennato, si avverte in Europa ma, al contrario di quanto previsto dalla comunità degli esperti, potrebbe on essere registrata negli Usa.

E' questo il secondo scenario contrarian di Morgan Stanley che ricorda come le tante attese sulla riforma fiscale Usa, in particolare proprio per quanto riguarda l'inflazione, potrebbero non essere soddisfatte in toto. Risultato? Un possibile aumento del costo della vita nel Vecchio Continente e non nel Nuovo.
Terzo scenario: la volatilità.
A causa del pesante intervento ormai quasi decennale delle banche centrali sul mercato di tassi e delle politiche di accomodamento, la volatilità è stata ormai data per dispersa. Venendo meno la longa mano degli istituti, gli analisti si attendono il ritorno anche della volatilità come normale conseguenza delle diverse misure di normalizzazione attese.

Con tutte le conseguenze del caso sui cambiamenti nella curva dei tassi e volatilità. A meno che gli istituti, nel mettere mano alle varie strategie, grazie ad anni di pratica nell'affinamento delle varie tecniche di forward guidance, non siano diventate tanto abili da rendere il mercato impermeabile alla volatilità, anche in questa occasione. 
Fonte: News Trend Online

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