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lunedì 8 gennaio 2018

Moneta unica tonica a inizio anno


Moneta unica in crescita nei confronti del biglietto verde, a contatto con i top della scorsa estate a 1,20/1,21. Nelle ultime sedute del 2017 i corsi sono riusciti a lasciarsi alle spalle la linea che scendeva dai massimi di agosto, riferimento a 1,19 circa. Tale circostanza non solo ha creato le premesse per la rivisitazione dei record estivi a 1,2092 ma potrebbe gettare le basi per una estensione del rally fino a 1,2150, lato superiore di un canale di origine recente, tracciato dai minimi di novembre.

Area 1,21 rappresenta tuttavia un ostacolo tenace da superare e potrebbero essere necessari molti tentativi da parte dei corsi per scardinare definitivamente questo baluardo e prolungare la corsa in direzione di 1,245 circa, livelli che non vengono toccati da oltre tre anni. Flessioni dai livelli attuali potrebbero invece interessare area 1,1960, picco di novembre, ed eventualmente quota 1,1832, punto di passaggio della media mobile a 20 giorni.
Sotto questo riferimento possibile assistere a un'accelerazione al ribasso verso i supporti orizzontali a quota 1,1730/1,1740. Solo discese sotto questo riferimento comporterebbero un deterioramento del quadro grafico di fondo in direzione di 1,1680, supporto statico che avrà il compito di scongiurare ripiegamenti più estesi verso 1,16 e 1,1550, minimi toccati tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre.
Oscillazioni ridotte per EUR/GBP. Nel corso della prima ottava del 2018 le quotazioni si sono mosse in un range piuttosto stretto compreso tra 0,883 minimi del secondo semestre, e un primo ostacolo a 0,883, media mobile a 20 giorni, e 0,89 circa. Il fatto che i prezzi abbiano tagliato lateralmente la linea che scendeva dai massimi di agosto, a 0,89 circa, non rappresenta un segnale di forza in grado di sostenere un allungo verso gli ostacoli a 0,90/0,9030.
Solo la rottura decisa di questi livelli, massimi dell'ultimo trimestre del 2017, permetterebbero di rivedere quota 0,91, poi 0,92. Prezzi che dovessero invece scivolare sotto 0,8830 e successivamente violare in via definitiva 0,875 metterebbero nel mirino target negativi a 0,8650 e 0,85, quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo da tali minimi, compromettendo l'intero rialzo partito nel novembre 2015.
EUR/JPY prova a riattivare l'uptrend.

Alla fine di dicembre la moneta unica ha rotto al rialzo la resistenza definita dai massimi di settembre, ottobre e novembre a 134,40, inviando un segnale di forza che potrebbe spingere i corsi verso obiettivi a 136/137, top di settembre/ottobre 2015, poi fino a quota 141, massimi di giugno 2015.
La portata del movimento potrebbe tuttavia essere superiore: il superamento a 134,40 del 61,8% di ritracciamento di tutta la discesa partita nel dicembe 2014 ha infatti creato le premesse per il ritorno nel punto di origine, a 149 circa. Nella direzione opposta solo la violazione della media mobile a 50 periodi, attualmente passante da area 133, potrebbe insinuare dei dubbi sulle capacità di crescita prospettando un nuovo test dei supporti orizzontali a 131,40 circa.
(CC )
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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