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venerdì 12 gennaio 2018

Le piattaforme cinesi di bitcoin puntano sul Canada

New York, 12 gen. (askanews) - Dopo l'annuncio di una possibile stretta sui bitcoin da parte del governo di Pechino, le piattaforme cinesi stanno iniziando a guardare altrove e pare che sia il Canada, ricco di energia a costi competitivi, il Paese che potrebbe ospitarle.
La Cina è diventato uno dei Paesi che fornisce il maggior numero di nuovi bitcoin, attraverso il mining, e proprio per questo motivo il governo centrale sta cercando di porre regole restrittive, soprattutto per fermare l'enorme uso di energia da parte delle piattaforme.
Bitmain Technologies, una delle principali piattaforme di bitcoin del Paese, sta cercando di espandersi all'estero. Tra i Paesi presi in considerazione c'è appunto il Canada, in Quebec, e allo stesso tempo la Svizzera. La storia è raccontata sul sito Coindesk, che descrive come le autorità del Quebec stiano da un paio di anni cercando di attirare aziende tecnologiche nella provincia: il governo è stabile, lo spazio è abbondante, il clima abbastanza freddo per i server e soprattutto l'energia idroelettrica e le fonti rinnovabili consentono di avere bollette ragionevoli.
Coindesk ha intervistato il David Vincent, direttore dello sviluppo di Hydro Quebec, l'azienda pubblica di energia idroelettrica della provincia canadese che dal 2016 ha aperto alle società tecnologiche. In questo momento 35 aziende di mining di bitcoin hanno chiesto a Hydro Quebec quanta energia potrebbero avere dalla rete del Quebec: solo queste aziende rappresentano il 70% della capacità totale di Hydro Quebec.

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