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martedì 2 gennaio 2018

L'Asia inizia il 2017 in rialzo. Tokyo chiusa per festività


Parte bene il 2017 dell'Asia, in scia ai positivi dati macroeconomici in arrivo da Pechino. La lettura relativa a dicembre del Purchasing Managers' Index (Pmi) della Cina elaborato da Markit/Caixin si è attestata infatti a 51,5 punti contro i 50,8 punti di novembre e a fronte della frenata a 50,6 punti attesa dal consensus di Reuters.
E in una seduta complessivamente positiva per la regione, come confermato dal guadagno di quasi l'1% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, sono proprio le piazze cinesi a segnare le migliori performance. Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 hanno infatti guadagnato l'1,24% e l'1,40% rispettivamente, contro il progresso dell'1,05% dello Shenzhen Composite.

Fa anche meglio Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in rialzo dell'1,80% circa (vero e proprio rally per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna intorno al 3%).
Mentre Tokyo rimane chiusa (e lo sarà anche mercoledì 3 gennaio per il lungo ponte di fine anno), Seoul è in espansione per una combinazione di fattori positivi a partire dalla distensione con Pyongyang (il dittatore nordcoreano Kim Jong Un si è detto "aperto al dialogo" con la Corea del Sud) ed è dello 0,49% il guadagno del Kospi al termine degli scambi.

Il won si muove sui massimi dal 2014 (lo yuan cinese invece è sul livello più elevato dallo scorso settembre), a fronte di un dollaro ancora debole (il biglietto verde si è deprezzato del 9,8% lo scorso anno, nella performance peggiore dal 2013), e in scia ai positivi dati sulle esportazioni (attestatesi nell'intero 2017 sul livello più elevato da quanto nel 1956 si è iniziato a elaborare la statistica).
Sul fronte delle materie prime petrolio e oro sono in rialzo.
L'oro nero arriva da un 2017 di apprezzamento (17% il guadagno del Brent nell'anno contro il 12% del Wti) così come il metallo prezioso, che ha segnato la migliore performance in sette anni (13% l'incremento del prezzo nel 2017). Al traino del nichel sono invece deboli i metalli industriali, reduci comunque da un anno di netto rialzo (il rame si è apprezzato del 31% nel 2017 contro il guadagno del 34% dell'alluminio).

A Sydney petroliferi e minerari iniziano il nuovo anno in progresso ma, complice soprattutto il declino dei titoli finanziari, è dello 0,06% il calo dell'S&P/ASX 200 a fine sessione.
(RR - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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