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martedì 2 gennaio 2018

Il mercato ballerà un pò fino a primavera: i titoli da preferire

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.
I principali mercati azionari, soprattutto americani, hanno chiuso il 2017 sui massimi, in alcuni casi storici. Ritiene che la tendenza rialzista sia destinata a proseguire nel breve?
Con riferimento ai mercati americani avevamo già individuato un'area plausibile di congestione fra 23.000 e 24.000 punti di Dow Jones, ed in effetti una certa stanchezza è affiorata nell' ultimo mese dello scorso anno.
Del resto il dollaro continua ad indebolirsi riportandosi anch'esso nella fascia alta del range 1,1550 1,2150, superando proprio in queste ore gli 1,20, contro euro.
Il tutto accade con movimenti amplificati dagli esigui volumi di questo periodo, fatto anche di brusche inversioni, come accaduto proprio a Natale, con scostamenti anche del 2%/3% in poche ore.
Questo livello sta favorendo l'export Usa e di conseguenza sopratutto le Big Cap quotate.
Pensiamo comunque che qualunque siano la dimensione e l'impatto della riforma fiscale voluta da Trump, si potrà assistere come minimo ad un effetto "sell on news", fino in area 22.500/23.000 di Dow Jones.
Piazza Affari è scivolata al di sotto dei 22.000 punti prima della fine del 2017. E' lecito attendersi una ripresa dei corsi all'inizio del nuovo anno?
Per il Future (Francoforte: 923414 - notizie) sul Ftse Mib con scadenza marzo e giugno, siamo giunti in queste ore, complice un euro nuovamente più forte, anche sotto, i 22.000 ed i 21.500 punti rispettivamente. Fino alla ripresa dei volumi a partire dall'8 gennaio prossimo, potremo assistere anche a forzature dei prezzi, verso 21.300 e 20.800 punti rispettivamente. 
In seguito qualche bel assist di fondi, gestori ed istituzionali, su titoli mirati e che fanno indice, faranno solo rimbalzare il mercato, ma nulla di più, visto che non crediamo molto nella ricostruzione del nuovo portafoglio, venduto a fine 2017.
Ricordiamoci che le elezioni del 4 marzo in Italia sono alle porte: avevamo da tempo allertato i nostri abbonati che non ci sarebbe stato alcun rally di Natale, e cosi si "ballerà" un po' fino alla primavera.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) settore del risparmio gestito ci sono dei titoli che suo avviso offrono interessanti opportunità?
Nel settore del risparmio gestito ci piace FinecoBank (MDD: FBK.MDD - notizie) che, pur essendo passato da inizio 2017 da 5,50 agli attuali 8,50 euro, continua a essere il nostro preferito e raccomandato ai nostri abbonati. 
Allargando lo sguardo al comparto finanziario, segnaliamo nuovamente Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) nella versione risparmio, Banca Ifis (Londra: 0NBX.L - notizie) e Credem.
Visti gli alti livelli raggiunti, abbiamo consigliato di prendere parzialmente profitto e/o vendere at the money o leggermente in the money opzioni call  con scadenza da marzo a giugno.
Quali sono i titoli che a Piazza Affari presentano configurazioni grafiche interessanti? A quali consiglia di guardare in questo primo scorcio del nuovo anno?
Partendo sempre dalla visione negativa che abbiamo in generale dei mercati, ed in particolare di Piazza Affari, per il settore bancario consigliamo di attendere il raggiungimento quantomeno di livelli supportivi per mirati intervent  sui titoli titoli sopra  menzionati. 
Lo stesso consigli vale per UnipolSai (Amsterdam: UQ8.AS - notizie) , Telecom Italia (Amsterdam: TI6.AS - notizie) nella versione risparmio, Brembo, Campari (Milano: CPR.MI - notizie) , Tamburi e YNap, solo per citarne alcuni dei nostri raccomandati, e per i quali è da coprire tassativamente il rischio oscillazioni con gli opportuni strumenti.
Il dollaro è tornato a perdere terreno nei confronti dell'euro e dell'euro. Cosa si aspetta nel breve per questi due cambi?
Confermiamo la versione "double face" da qui alla fine dell' inverno: l'euro-dollaro dovrebbe spingersi dapprima a lambire le resistenze già toccate poco sopra 1,20/2050, per poi scendere verso i supporti poco sotto 1,16/1,1550.
Al netto di eventi di natura geopolitica o peggio ancora di eventi catastrofici imprevedibili, i cosiddetti cigni neri, l'andamento del cambio euro-dollaro  dovrebbe restare confinato ai due livelli citati prima, dominato dalle notizie e dalle decisioni che arriveranno dalla Fed e dalla BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) . 

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