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mercoledì 3 gennaio 2018

I magnifici di Piazza Affari per il 2018

Salvatore Gaziano Strategist SoldiExpert.com

venerdì 22 dicembre 2017

Per Piazza Affari si chiude un anno tutto sommato ricco con gli indici principali tutti in verde. Il Ftse Mib è salito al 20 dicembre del +15,8% mentre il Ftse Mid Cap del +32% e l’indice del settore bancario è salito del +18% (ma a 3 anni perde ancora il 16%).
 
Cosa succederà nel 2018? Il futuro è nel “grembo di Giove” dicevano gli antichi o statisticamente parlando “è un’ipotesi”, come cantava Enrico Ruggeri.
 
Perciò provando a ipotizzare che nel 2018 non accadano disastri politici o economici in Italia (e nemmeno un Cigno Nero di diversa latitudine) ecco quali potrebbero essere a Piazza Affari i 10 o 11 titoli (se siete amanti del calcio il secondo è un numero più magico) su cui puntare.
 
Con Francesco Pilotti (responsabile Ufficio Studi di SoldiExpert SCF), abbiamo provato a disegnare questa squadra selezionando fra small, medium e large cap i titoli che al momento presentano le combinazioni più interessanti dal punto di vista fondamentale ma anche del momentum.
 
E sottolineiamo del momentum poiché come società di consulenza finanziaria indipendente abbiamo da sempre sposato un approccio attivo e flessibile e non siamo per i titoli “forever”.
 
Il mondo cambia troppo velocemente e “l’attaccamento alle proprie opinioni è stato il motivo principale che ha portato alla rovina molti operatori di Wall Street”. Parole di Charles H. Dow (il giornalista cofondatore della società Dow Jones, del Wall Street Journal e fra i padri dell’analisi tecnica) che sottoscriviamo interamente.
 
E per questa ragione i nostri suggerimenti nei portafogli consigliati non sono basati sul "compra e tieni" ma monitoriamo continuamente le nostre scelte per tenere conto dell'andamento dei titoli in Borsa (meglio statisticamente seguire cosa dicono i mercati che il proprio ego) e dell'andamento delle trimestrali o delle notizie rilevanti nell'ambito del settore dove le società operano. Perché i prezzi in Borsa non possono essere ignorati.
 
Ecco quindi i nostri magnifici dieci o undici (in ordine rigorosamente alfabetico) se dobbiamo dare i numeri per il 2018 …
 
    

PERFORMANCE       1 ANNO
PERFORMANCE        3 ANNI
 
AEFFE
133.63%
6.68%
 
BENI STABILI
41.92%
36.94%
 
BIESSE
135.05%
390.46%
 
BUZZI UNICEM
0.81%
119.20%
 
FALCK RENEWABLES
100.46%
92.97%
 
FIAT CHRYSLER
81.20%
151.38%
 
FERROVIE NORD MILANO
62.17%
24.36%
 
FINCANTIERI
195.99%
62.88%
 
PIQUADRO
58.73%
23.29%
 
SERVIZI ITALIA
94.38%
68.20%
 
tabella aggiornata alle ore 15.00 del 19 dicembre 2017
 
AEFFE: Grazie allo stilista Jeremy Scott, in Aeffe brand come Moschino sono tornati allo splendore di un tempo e anche l’ultima trimestrale ha confermato in tutte le divisioni un andamento sopra le attese e margini crescenti in un settore come quello del lusso dove i multipli della società di Alberta Ferretti, nonostante la forte ascesa, restano sottovalutati dal punto di vista dei fondamentali.
 
BENI STABILI: la società opera in un settore, quello immobiliare, che potrebbe essere favorito qualora si consolidasse la ripresa. Il patrimonio di 4 miliardi di euro è ben posizionato risultando prevalentemente nelle città del centro nord e su immobili con contratti di primo livello.
 
BIESSE: specializzata nella produzione di macchinari per la lavorazione del legno, la società continua a progredire sotto tutti punti di vista. Le stime del fatturato per il 2017 sono leggermente inferiori a 700 milioni di euro con tutti margini in crescita del 10% circa.
 
BUZZI UNICEM: Nel settore cementiero Buzzi Unicem ha un profilo interessante per i multipli espressi nelle ultime operazioni di acquisizioni in Italia e nel mondo e per il forte posizionamento negli Stati Uniti dove già ricava due terzi della propria redditività. E la riforma fiscale di Trump potrebbe aiutare come il fervore edilizio rinnovato negli Stati Uniti con l’indice di fiducia dei costruttori edili (NAHB) ai massimi dal 1999.
 
FALCK RENEWABLES: attiva nel settore delle energie rinnovabili, la società ha una ottima diversificazione geografica producendo energia in Italia, Gran Bretagna, Spagna e Francia per oltre due miliardi di kWh all’anno. Ha obiettivi ambiziosi e raggiungibili.
 
FIAT CHRYSLER: la società prevede flussi di cassa attesi costanti e ciò appare sostenibile grazie alla forza di marchi come Jeep che mira a 2 milioni di autoveicoli venduti. I ricavi dovrebbero aumentare nel 2018 di oltre il 10% e lo scorporo di Magneti Marelli potrebbe portare un appeal speculativo unito allo scenario del risiko del settore dove Sergio Marchionne conta nel 2018 di portare a casa l’obiettivo più alto.
FERROVIE NORD MILANO: Il Gruppo FNM rappresenta la più importante compagnia ferroviaria del paese dopo Ferrovie dello Stato e opera prevalentemente in Lombardia e Piemonte. I conti sono in crescita e i progetti di valorizzazione interessanti (seppure sfumato il progetto di integrazione con ATM) con l’intenzione di trasformarsi da gruppo da operatore regionale del trasporto su ferro a player di riferimento per la mobilità nel Nord nel settore del trasporto pubblico su rotaia e gomma.
 
FINCANTIERI: il recente accordo con la Francia per il controllo di Stx potrebbe comportare un ulteriore miglioramento nei conti e il portafoglio commesse è al record storico e l’ambizione è diventare un punto di riferimento mondiale sempre più nelle navi militari per bilanciare meglio il business ciclico delle navi da crociera. Inoltre se si aggiudicherà la gara per le fregate per la Marina australiana, Fincantieri sarà pronta a sbarcare alla Borsa di Sydney con la sua divisione australiana aumentando l’appeal speculativo.
 
PIQUADRO: dopo l’acquisizione di The Bridge ha un potenziale forte sul mercato femminile e il brand grazie allo sviluppo dell’e-commerce e a un design unico può trainarne i conti sopra i 100 milioni di euro di fatturato già quest’anno e incrementare i margini oggi ancora bassi in confronto al settore e al passato
 
SERVIZI ITALIA: la società, attiva nell'outsourcing sanitario dei servizi ospedalieri, ha recentemente consolidato la propria presenza in Turchia e punta sempre più sull’estero per esportare il proprio know how nei servizi integrati di noleggio, lavaggio e sterilizzazione di materiali tessili e strumentario chirurgico per le strutture ospedaliere. Un settore quello sanitario che se da una parte si deve confrontare soprattutto con il settore della pubblica amministrazione dall’altra visto l’invecchiamento della popolazione appare un mercato a prova di recessione. E ragionamento simile si può fare anche per la trentina GPI, quotata sull’Aim (ma in predicato di passare nel listino principale) che opera nella fornitura di tecnologia (servizi informativi e in business process outsourcing) nel mercato della sanità con clienti Asl e ospedali.

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