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venerdì 5 gennaio 2018

I cannoni di Bannon!

 
Tutto procede a meraviglia in America tra un record e l’altro si ignorano le cattive notizie come il crollo delle immatricolazione delle auto nel mese di dicembre o altri dati negativi nascosti tra le pieghe dei dati macroeconomici usciti ieri e si continua a volare questa volta tirandosi dietro pure quello che resta dell’Europa.
Oggi sono in uscita di dati relativi al mercato del lavoro che vedranno importanti revisioni dei mesi precedenti determinati dalle conseguenze degli uragani estivi e la recente tempesta di neve che sta abbattendosi su parte dell’America con conseguenze non indifferenti sulla crescita dei prossimi mesi e sull’occupazione. In sintesi è molto probabile visti anche alcuni indicatori anticipatori che i numeri siano decisamente inferiori al consenso del mercato  che si attende intorno a 190/200.000 nuovi posti di lavoro.
Neppure la realtà raccontata da Bannon l’artefice della vittoria di Trump, scalfisce il minimo storico assoluto del VIX , una volta indice della paura, ora inutile indicatore facilmente manipolabile, oggi indice delle favole che si racconta ai bambini, dove tutti vivranno felici e contenti…
Nelle anticipazioni sul libro che sono da prendere alla lettera in quanto difficilmente uno come Bannon si è inventato qualcosa solo per vendicarsi dell’esclusione, visto che Trump è una sua creazione,  tra la vera storia dei capelli di Donald e le lecrime amare di Melania per la vittoria di Trump, ci sta la vera storia di questa vittoria.
Antipatriotico l’incontro con i russi, nessuna possibilità che Trump non sapesse nulla, una campagna elettorale dove tutti nello staff pensavano alla sconfitta. Rupert Murdoch che definisce il presidente degli Stati Uniti, “fottuto idiota” e il sostenitore miliardario Tom Barrack che lo definisce  ‘non solo pazzo, è anche stupido’.
Poi aggiunge Bannon, Trump non ha cultura, non legge, per tutto il resto è semialfabetizzato, ripete sempre tre volte le stesse storielle nello spazio di dieci minuti, definisce il cognato Kushner un “succhiasangue”  e Bannon un pazzo.
Nel pieno della campagna elettorale dello scorso, anche Donald Trump e non solo il suo staff potrebbe avere incontrato alla Trump Tower dei russi pronti a fornire informazioni compromettenti su Hillary Clinton, la sfidande democratica dell’allora candidato repubblicano nella corsa verso la Casa Bianca. E’ quanto sembra avere insinuato Steve Bannon, l’ex stratega di ultra destra di Trump dal tre gennaio 2018 ufficialmente scomunicato dal miliardario di New York diventato leader Usa.
La Casa Bianca ha subito smentito ma il contenuto esplosivo di un libro di Michael Wolff – i cui dettagli sono emersi per la prima volta grazie al Guardian, che ne ha ottenuto per primo una copia – è destinato ad alimentare ulteriormente lo scontro tra un Trump “disgustato” e “furioso” e Bannon.
A Michael Wolff, l’autore de “Fire and Fury: Inside the Trump White House” (presto nelle librerie con l’editore Henry Holt), Bannon avrebbe detto che Donald Trump Jr (il figlio dell’attuale presidente Usa), Paul J. Manafort (l’ex direttore della campagna elettorale di Trump) e il suo genero Jared Kushner sono stati “sovversivi” e “antipatriottici” per avere incontrato dei russi alla Trump Tower nel giugno 2016.
“I tre ragazzi senior nella campagna hanno pensato che fosse una buona idea incontrare un governo straniero nella Trump Tower nella conference room al 25esimo piano senza avvocati”, Bannon avrebbe detto nel libro, di cui anche Nbc News ha ottenuto una copia. “Anche se si pensava che quell’incontro non fosse sovversivo o antipatriottico…si doveva subito chiamare l’Fbi”, ha continuato Bannon nel libro insinuando che il gruppo di russi fu portato a incontrare lo stesso Trump (cosa da quest’ultimo sempre negata). “Le probabilità che Don Jr non abbia accompagnato questi jumos su all’ufficio del padre al 26esimo piano sono pari a zero”.
“Non ce la farà”, dichiara Bannon, nessuna possibilità che Trump completi il proprio mandato senza impeachment o sconfitte alle prossime elezioni di medio termine. Bannon definisce “traditori antipatriottici” la cerchia più intima del presidente Perfino la figlia Ivanka viene definita stupida, Cohn ex GoldmaSachs, eliminato recentemente per fortuna dalla cerchia dei possibili nuovi governatori della FED considera Donald ottuso idiota circondato da pagliacci.
Ma lasciamo perdere, la storia farà il suo corso, occupiamoci invece di Federal Reserve un nido di inutili economisti che crede ancora che ci sarà inflazione o che i salari saliranno…
C’è incertezza all’interno della Federal Reserve sugli effetti della riforma fiscale approvata prima di Natale in Usa. “I partecipanti hanno discusso diversi rischi che, se realizzati, potrebbero richiedere un rialzo dei tassi più rapido”. E’ quanto emerso dai verbali della riunione degli scorsi 12 e 13 dicembre del Federal Open Market Committee della banca centrale Usa. In quell’occasione il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa aveva annunciato il terzo rialzo dei tassi del 2017; la stretta era stata di 25 punti base all’1,25-1,5%, come ampiamente atteso.
Nel documento, da cui emerge anche incertezza sull’inflazione, si legge che i rischi sopra citati “includono la possibilità che le pressioni inflative aumentino…forse per via degli stimoli fiscali o delle condizioni accomodanti dei mercati finanziari”. Leggi qui un approfondimento su America24
Questi non ne hanno indovinata una negli ultimi dieci anni dal punto di vista macro, il problema è che il prossimo anno come vedremo insieme a Machiavelli, il FOMC è questa volta in maggioranza composto da falchi esaltati, che alzeranno come minimo aggiungo io i tassi tre volte, invertendo definitivamente la curva dei rendimenti e preparando la strada ad una nuova e profonda recessione.
Vi anticipo che con un’amministrazione come quella di Trump, credo poco o per nulla ai dati macroeconomici diffusi in questi mesi, la realtà che mi viene raccontata anche da amici che vivono in Amerivca è diversa.
Leggi qui un approfondimento su America24
Il mese scorso, i membri della Fed hanno discusso delle ricadute che potrebbero avere i tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari previsti in 10 anni. La banca centrale sembra tuttavia più cauta dell’amministrazione Trump, convinta che la riforma fiscale porterà il Pil Usa a crescere del 4% annuo. La Fed ha sì rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2018 e il 2019 ma non ai livelli sognati dall’inquilino della Casa Bianca,
Nel loro dibattito, i vari membri della Fed hanno fatto capire di aspettarsi un incremento modesto delle spese per capitale “anche se la portata di tali effetti è incerta”. Altrettanto incerte sono le ricadute sulla fiducia dei consumatori. Secondo alcuni “le aspettative per la riforma fiscale potrebbero già avere alzato le spese dei consumatori nel senso che quelle aspettative hanno alimentato incrementi nelle valutazioni degli asset e nei patrimoni delle famiglie”. Citando poi contatti con le aziende, la Fed sembra inoltre pensare che grazie a un taglio permanente dell’aliquota aziendale al 21% dal 35%, la liquidità che verrà a crearsi “sarà probabilmente usata per fusioni e acquisizioni o per la riduzione del debito o programmi di riacquisto di titoli propri”.
Sin qui siamo d’accordo, ma davvero c’è qualche ingenuo che dopo oltre tre trilioni di dollari di liquidità immessa dalla Banca centrale in questi anni e miliardi di dollari di stimoli fiscali, solo perché arriva un inutile idiota che abbassa le tasse ai ricchi, le aziende dovrebbero spendere in investimenti quando per anni hanno aumentato dividendi o usato la liquidità per riacquistare azioni proprie, ma davvero c’è qualcuno di così ingenuo in ciorcolazione?
Un esempio lo troviamo con AMEX colosso delle carte di credito che con il passaggio al nuovo regime fiscale, lamenta che i suoi utili in maggior parte accumulati all’estero saranno tassati e considerati come automaticamente rimpatriati. L’azienda ha dichiarato che prende seriamente in considerazione la sospensione o riduzione del suo programma di riacquisto azioni previsto per il 2018, mica ha dichiarato che ridurrà i suoi investimenti, l’unico scopo sono gli utili e i dividendi altro che investimenti, investire in cosa, visto che non c’è domanda!
La maggioranza dei membri dell’Fomc continua a credere che il dato si risolleverà nel medio termine verso il target prefissato con il venire meno di fattori considerati transitori. Su questo fronte la Fed resta divisa: c’è chi teme che l’inflazione resti debole portando eventualmente “a una traiettoria più piatta dei tassi” e c’è chi invece non esclude che uno “stimolo fiscale o condizioni accomodanti di mercato possano richiedere un rialzo dei tassi più rapido” se porteranno a un rafforzamento inatteso dell’inflazione.

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