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mercoledì 3 gennaio 2018

Ftse Mib un po' nervoso: ci sono avvisaglie di ulteriori discese

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
Nelle ultime sedute il Ftse Mib ha richiuso il gap in area 21.700/21.800 di cui aveva parlato nella precedente intervista. Prevede ora una ripresa dei corsi dai livelli attuali?
Analizzando la giornata di ieri, notiamo che la stessa, malgrado il recupero nel finale, ha visto ancora la presenza di venditori. Questa è sicuramente un'avvisaglia di una possibile prosecuzione al ribasso per il Ftse Mib e temo che assisteremo ancora ad una flessione verso la parte inferiore delle bande di Bollinger. 
Prevedo quindi uno sviluppo ribassista che riporti le quotazioni quantomeno verso i minimi di ieri: quello dei 21.600/21.500 è un livello chiave per il Ftse Mib, raggiunto il quale bisognerà vedere cosa intende fare. Non è da escludere che l'indice possa muoversi in laterale per cercare nuovi spunti direzionali. 
La divergenza che esiste tra Piazza Affari e gli altri indici europei è una problematica propria del nostro listino. I motivi alla base della discesa possono essere cercati su vari fronti: segnalo non solo l'incertezza legata alla politica italiana in vista delle elezioni, ma anche quella relativa al settore bancario. 
Il nostro indice è un po' nervoso in questo periodo e la divergenza con gli altri listini sicuramente non fa bene al nostro mercato. 
Al momento non mi aspetto un recupero del Ftse Mib e per capire quando la fase discendente in atto potrà interrompersi, si potrà valutare l'arrivo di una candela simile a quella di ieri ma con forti volumi in rialzo. Questo potrebbe essere il segnale che il momento della discesa si sta bloccando, con il Ftse Mib pronto a rimbalzare e ad invertire il trend attualmente ribassista. 
In sintesi mi aspetto un test di area 21.500/21.450, mentre ritengo al momento un azzardo scommettere su una discesa fino ai 21.000 punti. Credo poco probabile un approfondimenti ribassista fin verso questa soglia, ritenendo maggiormente probabile un riallineamento del Ftse Mib agli altri indici europei, piuttosto che un ulteriore sviluppo divergenziale. 
L'euro-dollaro si sta riportando verso area 1,20 dopo l'allungo registrato nelle ultime ore oltre tale soglia. Cosa si aspetta per questo cambio?
Il massimo raggiunto dall'euro-dollaro nella giornata di ieri corrisponde ad una sorta di triplo massimo, perchè una fase di ritracciamento mi sembra sana in un'ottica di breve periodo. 
Mi aspetto una settimana negativa per l'euro-dollaro che probabilmente supererà al ribasso l'apertura dell'ottava che dovrebbe rivelarsi un po' interlocutoria. Dopo un rialzo importante e interessante come quello delle ultime giornate, è possibile che l'euro-dollaro rifiati un po', fermo restando che l'area degli 1,20 rimane un po' difficile da superare stabilmente in questo momento. 
Siamo un po' lontani dal valore reale di questo cambio che a mio avviso si attesta intorno agli 1,17. Questa soglia sarà un po' un richiamo nelle prossime sedute, mantenendosi come valore medio tra 1,2 e 1,15. 
Il livello chiave al momento è quello di 1,17, e nel breve confermo l'attesa per un calo dell'euro-dollaro con primo target a 1,19, pivot centrale della settimana in corso. 
Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio che si sta spingendo oltre quota 61 dollari al barile?
La logica del rialzo che sta interessando il petrolio è di natura speculativa, legata anche a motivazioni di carattere geopolitico. Inutile negare che le quotazioni stanno salendo e per il momento graficamente non ci sono indicazioni che lasciano pensare ad una discesa delle stesse. 
Il mercato mostra chiaramente di voler continuare a salire e in quest'ottica possiamo individuare un prossimo target poco sopra i 62 dollari, sui livelli di aprile 2015, per poi spostare lo sguardo sui 63,8/64 dollari. Quest'ultimo livello potrebbe essere un limite operativo in corrispondenza del quale si potrebbe assistere ad una dinamica shortista sul petrolio. 

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