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venerdì 5 gennaio 2018

EUR/USD: previsioni di breve e di lungo. Quale valuta cavalcare?

 
Tra la fine del 2017 e gli inizi del nuovo anno abbiamo assistito ad un progressivo rafforzamento dell'euro-dollaro che ha visto il cambio spingersi al di sopra di quota 1,2. La moneta unica ha tentato anche un allungo verso la soglia degli 1,21, salvo poi rifiatare un po' e presentarsi questa mattina in lieve calo appena sotto l'area degli 1,025.
Atteso un incremento dei flussi di denaro verso l'Europa
Ieri l'euro-dollaro si è spinto in avanti sulla scia dei buoni dati macro diffusi in Europa che hanno rafforzato l'attesa di un'ulteriore crescita nel Vecchio Continente. A tal proposito gli esperti di OppenheimerFunds segnalano che l'area euro continua a registrare l'accelerazione di crescita più importante da oltre un decennio. In un contesto simile, secondo gli analisti, si dovrebbe assistere ad un incremento dei flussi di denaro verso il Vecchio Continente, soprattutto sull'azionario, e di conseguenza sull'euro.
Oggi i dati sul lavoro Usa: improbabili scossoni per l'eur/usd
Oggi l'attenzione sarà rivolta ai numerosi dati macro in agenda negli Stati Uniti, dove il focus sarà rivolto in particolare al report sul mercato del lavoro.
Gli analisti di ING non si aspettano particolari scossoni per l'euro-dollaro, affermando che anche qualora i numeri sull'occupazione Usa fossero superiori alle attese, eventuali rally del dollaro dovrebbero essere solo momentanei.
La casa olandese per quest'anno scommette più su un apprezzamento dell'euro che del biglietto verde, convinta che la politica monetaria della Federal Reserve offrirà poco aiuto alla divisa statunitense. Secondo gli esperti di ING infatti il mercato sta già prezzando un aumento di 60 punti base del costo del denaro in America nel 2018, ossia più di due rialzi dei tassi di interesse a fronte dei tre attualmente previsti dalla Fed.
ING prevede un ulteriore apprezzamento dell'euro contro il dollaro
A detta di ING il trend rialzista dell'euro nei confronti del dollaro dovrebbe proseguire, visto il contesto di fiorente attività economica e di crescita oltre il potenziale dell'Eurozona. Secondo gli analisti il cambio euro-dollaro dovrebbe mantenersi per un po' intorno a quota 1,2, sia per il bagno di realismo sui dati dell'inflazione UE, ma anche per via della possibile cautela degli investitori in vista delle elezioni in Italia il 4 marzo. In seguito però il cross è destinato ad apprezzarsi, fino a a raggiungere area 1,25 nel secondo semestre dell'anno da poco iniziato.
L'indebolimento del dollaro nei confronti dell'euro sarà da ricondurre inoltre alle ambigue ripercussioni della riforma fiscale Usa, ma anche all'instabilità dello scenario politico in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno negli Stati Uniti a novembre prossimo.
La forza dell'euro dipenderà dai dati macro
A puntare sulla moneta unica sono anche i colleghi di Rabobank secondo cui il cambio euro-dollaro potrà raggiungere quota 1,22 euro nei prossimi mesi, qualora gli aggiornamenti macro nell'area euro continuassero ad essere positivi. Questi ultimi infatti determineranno la velocità con cui la BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) realizzerà il suo tapering, mentre il dollaro non trarrà benefici dai rialzi dei tassi di interesse della Fed, visto che quest'ultima non è l'unica Banca Centrale a ritirare lo stimolo monetario.
Deutsche Bank (IOB: 0H7D.IL - notizie) : eur/usd a 1,30 quest'anno
Ancora più aggressiva la previsione degli analisti di Deutsche Bank i quali stimano che l'euro-dollaro possa raggiungere area 1,3 nel corso di quest'anno. Alla base di questa view troviamo la dinamica degli afflussi di capitale in Europa che è molto positiva e dovrebbe proseguire sulla scia di una forte crescita economica.
Fuori dal coro la previsione di BoA-Merrill Lynch
Esce un po' la coro la voce degli analisti di Bank of America (Swiss: BAC-USD.SWnotizie) -Merrill Lynch, che scommettono su un indebolimento nel breve del cross euro/usd, tanto da scendere nel primo trimestre del 2018 fino a quota 1,10.
La banca Usa crede che il mercato stia sottovalutando l'impatto del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed e della riforma fiscale Usa.
Gli analisti però si aspettano che dopo un arretramento in questa prima parte dell'anno, l'euro-dollaro torni a guadagnare terreno, riportandosi verso 1,19 per fine anno, per poi allungare il passo fino a 1,25 alla fine del 2019.

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