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giovedì 11 gennaio 2018

Elezioni italiane: scenari e impatti su Piazza Affari e bond

 
Il 2018 è partito indubbiamente con il piede giusto a Piazza Affari dove il Ftse Mib sta vivendo una serie di giornate positive che nelle ultime ore lo hanno portato a superare i massimi segnati nel 2017.
Il contesto generale delle Borse appare positivo, ma molti si interrogano su quanto potrà durare il trend in atto a Piazza Affari che a breve dovrà fare i conti con un importante appuntamento politico.
Italia al voto tra meno di due mesi
Tra meno di due mesi, esattamente il prossimo 4 marzo, milioni di italiani saranno chiamati alle urne per scegliere chi guiderà il Paese nei prossimi cinque anni.
Diversi analisti si sono soffermati in queste giornate sull'analisi dei possibili scenari e delle conseguenze che si potrebbero avere sui mercati finanziari in vista di questo importante appuntamento elettorale.
Secondo gli economisti di Jefferies, si potrebbe andare incontro ad un elevato livello di volatilità, malgrado i populisti del Movimento 5 Stelle non abbiano la strada spianata verso il potere.
Gli scenari previsti da Jp Morgan
Per gli esperti di JP Morgan lo scenario più probabile che si andrà a materializzare dopo il voto del 4 marzo prossimo sarà quello di una grande coalizione al Governo e questo dovrebbe rassicurare i mercati finanziari.
La banca americana attribuisce a questo scenario una probabilità del 60%, spiegando che ciò favorirebbe una discesa dello spread BTP-Bund a 130 punti base, rispetto ai valori attuali che si collocano poco al di sotto di quota 150 basis points.
Molto bassa invece la probabilità di un Governo formato da partiti non tradizionali, al momento pari al 5%, ma in tal caso si avrebbe un allargamento del differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano fino a 300 punti base.
Jp Morgan poi assegna una probabilità del 15% a nuove elezioni, del 10% ad un Esecutivo di centro-destra e del 10% ad una coalizione formata dal centro-sinistra, FI e centro. In tal caso lo spread BTP-Bund è visto a 110 punti, e calerebbe a 100 basis points con un Governo di centro-sinistra, cui però gli analisti attribuiscono una probabilità pari a 0.
La view di UBS (Londra: 0QNR.L - notizie) : una grande coalizione farebbe bene al mercato
Anche gli analisti di UBS si sono soffermati in questi giorni sul tema delle prossime elezioni politiche in Italia, spiegando che l'esito delle stesse è molto incerto, visto che nessuno dei partiti politici potrebbe ottenere una maggioranza chiara in Parlamento.
Alla luce di ciò la banca elvetica individua tre possibili scenari che in ordine sono: una grande coalizione centrista, un Governo tecnico e un ritorno alle urne.
Una grande coalizione secondo UBS sarebbe ben accolta dai mercati perchè favorirebbe una stabilità politica, mentre in caso di ritorno alle urne si prolungherebbe l'incertezza e questo potrebbe avere ricadute negative sugli asset italiani.
Gli impatti attesi su Piazza Affari e sul mercato obbligazionario
Quanto al mercato obbligazionaro, gli analisti credono che i premi al rischio attuali dei titoli di Stato riflettono già l'incertezza politica e non dovrebbero salire in maniera rilevante da qui alle elezioni. La volatilità dovrebbe essere contenuta dalla fase positiva dell'economia in Europa e dagli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) .
Per l'azionario UBS prevede un impatto limitato dalle elezioni del 4 marzo, spiegando che nel caso di una coalizione centrista o di una grande coalizione Piazza Affari sarà sostenuta. Diverso il discorso qualora si dovesse assistere a scenari alternativi, quali un ritorno alle urne o una coalizione anti-euro: in tal caso il mercato azionario italiane potrebbe risentire negativamente, specie se ci sarà un allargamento dello spread BTP-Bund.
Gli analisti ragionano maggiormente sui possibili effetti per lo spread BTP-Bund e per i titoli di Stato. Secondo gli esperti di Abn Amro l'appuntamento elettorale dei primi di marzo potrebbe provocare un aumento dei premi al rischio sul mercato obbligazionario. Non è escluso che si possa assistere a qualcosa di simile a quanto accaduto in occasione delle elezioni francesi, quando gli spread si sono allargati prima del voto, per poi ridursi in seguito. 
Non sono preoccupati i colleghi di Hsbc che non si aspettano un rilevante ampliamento dello spread dei Paesi periferici dell'Eurozona. L'idea è che si potrebbe assistere ad una temporanea volatilità, ma difficilmente i differenziali di rendimento dovrebbero tornare sotto pressione fino alla seconda metà del 2018.

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