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venerdì 5 gennaio 2018

Borse sui massimi: il dollaro offrirà un'altra spinta al rialzo?

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, analista tecnico indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qu.
Nella fase a cavallo tra la fine del 2017 e gli inizi del nuovo anno, il dollaro ha dato vita ad un lieve recupero rispetto allo yen, mentre ha perso quota contro l'euro. Quali le attese per questi due cambi nel breve?
Il dollaro-yen durante il periodo festivo ha avuto un movimento abbastanza conservativo ed è stato interessato solo da una dinamica di trading range. Nel breve sta tentando un rimbalzo che è stato anticipato da una buona divergenza rialzista e ha un evidente target a quota 114.
Quest'ultima area mi sembra una resistenza ben costruita e strutturata, quindi la guarderei con particolare attenzione. Se è vero, e ritengo che così sia, che i mercati sono dollarocentrici, abbiamo un dollaro-yen che non offre in questo momento indicazioni particolari ai listini azionari, ma questi ultimi continuano a viaggiare sui massimi.
Mi chiedo quindi cosa succederebbe se ad una positività di fondo delle Borse, si aggiungesse anche un dollaro-yen sopra 114, che a quel punto dovrebbe strappare verso area 117. In questo caso potremmo assistere ad un ulteriore rafforzamento del risk-on, per cui a mio avviso la variabile chiave nei prossimi giorni rimane il dollaro-yen che deve tentare il superamento di area 114 e se ciò avvenisse i benefici per lo scenario del rischio sarebbero straordinari. 
Personalmente sono con una predisposizione risk-on notevole e questo vuol dire che mi aspetto un rafforzamento del biglietto verde che vedo contro lo yen e che invece tarda ad arrivare contro l'euro.
Nella quasi perfezione dello scenario complessivo il problema è proprio l'euro-dollaro, con la moneta unica troppo forte che tarpa le ali alle Borse del Vecchio Continente. La nostra valuta ha una resistenza più in alto rispetto ai valori attuali e la cosa che spaventa è che nonostante veniamo da una fase di apprezzamento potente dell'euro, sembra che quest'ultimo abbia spazio verso 1,225/1,23.
Questo è il tallone d'Achille dell'analisi attuale che è favorevole al rischio: se l'euro non innesca una correzione in tempi abbastanza stretti, considerato il forte ipercomprato sui mercati azionari, questo potrebbe avere ripercussioni negative sugli stessi.
L'augurio è che segua quanto nelle ultime ore sta facendo il dollaro-yen, iniziando a correggere, e per per parlare di una correzione sull'euro-dollaro dovremmo aspettare la violazione decisa di area 1,20, al di sotto della quale a mio avviso si inizia una fase correttiva almeno verso 1,185 e questo darebbe davvero una forte spinta ai mercati azionari.
Dal punto di vista tecnico mi sembra che ci siano degli elementi per assistere ad un rallentamento dell'euro-dollaro e subordino questa ipotesi ad una chiusura giornaliera sotto 1,2. Qualora ciò accadesse andremo a sancire il rafforzamento del dollaro e quindi del rischio.
Nelle ultime giornate abbiamo assistito ad un rialzo congiunto dell'oro e del petrolio. Cosa si aspetta per queste due commodities?
Per quanto riguarda l'oro mi sembra che il rialzo sia chiaramente riconducibile alla fase di debolezza del dollaro che non sta brillando più di tanto soprattutto contro euro. Essendo l'oro correlato negativamente al dollaro, ci sta tutto il rimbalzo e anche in questo caso mi sembra tutto regolare.
Come già detto nelle precedenti interviste, il gold ha perso ormai una chiave rialzista straordinaria, perchè allorquando ha rotto area 1.250e poi ha fatto un pull-back a 1.230/1.225 dollari, ha disegnato potenzialmente una figura tecnica di grande reattività rialzista. Probabilmente dovremo fare i conti a lungo con un oro forte che non asseconderà molto facilmente le fasi di accumulo e distribuzione del rischio, ma probabilmente farà un po' di strada a sè.
Per il petrolio avevamo segnalato una resistenza statica abbastanza evidente a 63 dollari e mi pare che le quotazioni l'abbiano sentita, per cui mi aspetto una piccola correzione nel breve. Anche in questo caso possiamo parlare però di uno strumento finanziario che ha invertito al rialzo il suo trend storico, quindi nei mesi a venire credo che la via di lettura più corretta sia sull'oro che sul petrolio sia quella di comprare la debolezza e non già la forza, perchè attualmente sono entrambi ipercomprato.
Per debolezza sul petrolio intendo un test di area 54/55 dollari, dove a mio avviso vale la pena di accumulare.
Alla luce di quanto detto fino ad ora, quale messaggio ci può dare per le Borse?
Per le Borse la mia indicazione è: "trend is your friend", perchè se è vero che a livello intermarket, complice anche il periodo festivo, non c'è una coerenza straordinaria, mi sembra però innegabile, guardando anche il Dax30, che i mercati azionari abbiano ripreso a spingere forte verso l'alto.
Immagino cosa possa succedere se, come ritengo, superata la fase festiva arriveranno le conferme dal dollaro, perchè comunque mi aspetto un riallineamento delle variabili intermarket abituali.
Semaforo molto verde per le Borse e personalmente continuo a rimanere al rialzo: credo che il Dax30 e il Ftse100 ci faranno rivedere velocemente i massimi dello scorso anno e poi valuteremo come tarare i nuovi livelli obiettivo.
Fino a quando il Dax30 si manterrà al di sopra dei 13.000 punti in chiusura giornaliera, andrà sempre comprato sulla debolezza.

 

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