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venerdì 5 gennaio 2018

Borse a passo di record. A Milano un Toro figlio di un Dio minore

Roma, 4 gen. (askanews) - Borse azionarie a passo di record. Massimi storici per i tre indici a stelle e strisce (S&P-500, Dow Jones e Nasdaq Composite). Bene anche il Vecchio continente. Il Toro, almeno in questo primo scorcio di gennaio, domina la scena.
Flirta con la storia Francoforte, l'indice Dax ha chiuso a quota 13.167 punti (+1,46%), non lontano dal picco storico di 13.473 punti toccato lo scorso novembre.
Più distante Parigi, il Cac-40 a 5.413 punti (+1,55%) resta il 21% lontano dal top di 6.900 punti raggiunto nel settembre del 2000.
"A long way home" per Spagna e Italia. A Madrid l'indice Ibex-35 si è portato a 10.314 punti (+1,96%) ma resta il 35% sotto il massimo storico di 15.945 punti del novembre 2007.
A Milano indice Ftse Mib a 22.512 (+2,77%), distante il 55% dal picco storico di 50.108 punti del marzo 2000. Qui un Toro figlio di un Dio minore.
La distribuzione asimmetrica dei rialzi riflette la frammentazione dei mercati dei capitali che, da dopo la crisi del 2008-09, non hanno più un movimento corale. Segno che gli investitori prezzano il rischio con più attenzione che in passato. Tempi, in cui, le Borse toccavano i massimi storici sostanzialmente all'unisono o con pochi mesi di differenza.
L'euforia è accentuata dai resoconti dell'ultima riunione della Federal reserve. La Banca centrale Usa è apparsa poco propensa a una politica monetaria più aggressiva. Tanto che la volatilità dei mercati azionari statunitensi viaggia, almeno per ora, verso l'eutanasia.
Il Vix S&P-500, il cosiddetto indice della paura, legato all'andamento delle opzioni, dunque della volatilità, orbita a ridosso dei 9 punti, non lontano dal minimo storico di 8,84 toccato nel luglio di quest'anno, quando la volatilità è scesa persino sotto la soglia di 8,89 toccata nel lontano 27 dicembre del 1993.
Altro elemento di supporto alle Borse resta l'andamento dell'attività economica nell'Eurozona, sia nel settore dei servizi e sia in quello della manifattura. A dicembre l'indice Pmi è salito a 58,1 segnalando una espansione economica che non si vedeva dal febbraio 2011. Il Pil del IV trimestre potrebbe essere superiore alle attuali stime di consenso poste a +0,6%, probabile verso +0,8%.
Infine l'abbondante liquidità presente sui mercati frutto della politica espansiva delle banche centrali.
Nell'Eurozona la liquidità bancaria in eccesso viaggia a 1.800 miliardi di euro e negli Usa intorno a 2.100 miliardi di dollari. Se combinata con tassi a breve termine su livelli molto bassi, rappresenta una sorta di assicurazione sulla vita e sulla liquidità degli asset finanziari.

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