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martedì 2 gennaio 2018

Bankitalia: il risveglio delle belle addormentate!

E’ stato piacevole bersi la solita camomilla di fine anno, ascoltare il presidente della Repubblica dichiarare che il lavoro è una priorità soprattutto per i giovani…
Bisognerebbe ricordare agli italiani come è andata davvero negli ultimi anni, non puoi svalutare la moneta, devi svalutare stipendi e il lavoro…
Ha aggiunto poi il presidente…
Sui “valori, principi e regole” contenuti nella Costituzione italiana “si fonda, e si svolge, la nostra vita democratica.

Al suo vertice, si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, nelle libere elezioni”.
E qui è meglio ridere per non piangere!
Ma quale sovranità popolare, che sono già pronti ad imporre l’edizione due del Governo Monti, con al suo posto Gentiloni, speriamo che questa volta gli italiani si ricordino cosa è davvero successo dal quel lontano e famigerato 2011, un paese di belle addormentate questo, paesi di ladri e mercenari.
Giusto per dire come vanno le cose, dopo che noi lo ribadiamo in ogni istante da otto lunghi anni, arrivano anche quelli di Bankitalia a ricordare che …
Valgono 6.800 miliardi di euro, oltre 12 volte l’ammontare dei crediti deteriorati, e si concentrano per tre quarti negli istituti francesi e tedeschi.

Sono opachi e difficilmente valutabili dal punto di vista del rischio. Eppure finora la vigilanza bancaria ha evitato di puntare i riflettori sui prodotti finanziari di livello 2 e 3, cioè titoli complessi e illiquidi che non sono quotati sul mercato, in pancia alle banche dell’Eurozona.
Finora perché il 28 dicembre un paper pubblicato dalla Banca d’Italia valuta l’impatto che potrebbe avere uno choc su questi prodotti sul sistema europeo nel suo complesso. E, allineandosi con il documento che il ministero delle Finanze italiano ha presentato a Bruxelles in occasione dell’ultimo Consiglio europeo, chiede espressamente alla vigilanza della Bce di creare una task force ad hoc per monitorarli.
UNO STRUMENTO DA PORTARE A BRUXELLES.

Il paper potrebbe essere uno strumento da utilizzare nella vera battaglia destinata a combattersi in Europa nei prossimi mesi. Non certo quella sulla riforma dell’Area euro annunciata da Emmanuel Macron e molto seguita dalla stampa, bensì quella sull’Unione bancaria, un dossier che l’Italia ha sempre fortemente sostenuto, ma che si è progressivamente snaturato, trasformandosi in un campo minato.
Bisognerebbe chiedersi per quale motivo solo ora e non prima, ora che hanno costretto le banche italiane a svendere e liquidare asset e NPL a valori a dir poco demenziali.
L’unica risposta che mi viene è che siamo in mano ad una classe politica manageriale, ad essere buoni incompetente, ma qui la buona fede è merce rara, lascio quindi a voi ogni ulteriore considerazione!
Autore: Andrea Mazzalai Fonte: News Trend Online

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