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martedì 9 gennaio 2018

Ancora via libera per le Borse: dollaro e oro i due asset chiave

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, analista tecnico indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui.
Il dollaro nelle ultime giornate ha indietreggiato un po' rispetto allo yen, mentre ha recuperato terreno nei confronti dell'euro. Cosa prevede per questi due cambi nel breve?
Mi sembra che il mercato stia prezzando un po' meglio il dollaro e nell'ultima intervista avevamo espresso qualche perplessità relativamente alla forza relativa un po' eccessiva contro euro nei giorni precedenti ed era questa un po' la variabile che non tornava, ma ora la stessa si sta riallineando.
Vedevo già abbastanza sincero il movimento del dollaro-yen e mi sembrava coerente con l'ipotesi che il biglietto verde dovesse riapprezzarsi, mentre mi sembrava troppo forte l'euro contro il dollaro.
In questo momento le due variabili si stanno allineando e ancora una volta mi tocca evidenziare che non si tratta di una causalità. Molte volte troviamo delle anomalie nell'andamento dei cambi o delle correlazioni in prossimità di grandi eventi macro come possono essere i non farm pay-rolls o i meeting della Fed.
Invito sempre tutti ad aspettare prima di affermare che le correlazioni non funzionano: a parte un periodo di leggera decorrelazione ora i conti stanno tornando e ci troviamo in presenza di un dollaro che si apprezza in maniera generalizzata.
Nel fare valutazioni non bisogna mai farsi guidare dal rumore che questi grandi eventi macro portano sui mercati, aspettando piuttosto le stabilizzazioni.
Dal punto di vista pratico mi sembra che il mercato rimanesse dollaro-dipendente e che il dollaro-yen stesse prezzando bene ciò. Al contempo non avevo lo stesso sentiment sul fronte dell'euro-dollaro, la cui discesa attuale, che peraltro arriva con una bella divergenza in H4, mi sembra testimoniare che i giochi stiano rientrando nella normalità e questo per qualunque trader è una manna dal cielo.
Andando a guardare i livelli tecnici, sul dollaro-yen abbiamo un enorme ostacolo in area 114 che è a mio avviso il livello chiave. Se riuscissimo a fare una chiusura sopra quota 114 il dollaro-yen avrà spazio di apprezzamento di almeno 3 figure e visto che continuo a pensare che il mercato sia dollarocentrico, uno scenario di questo tipo porterebbe ancora acquisti sull'azionario e sul rischio in generale.
Ribadisco l'importanza di questo test in area 114, oltre la quale ci sarà ancora da divertirsi sul rischio. In caso di eventuale valutazione sbagliata, consiglio di prestare attenzione alla zona di minimi statici creatasi negli ultimi giorni in area 112. Sotto tale livello probabilmente assisteremmo ad una fase di debolezza generalizzata sul rischio e di conseguenza sull'azionario.
Per l'euro-dollaro la situazione è chiaramente diametralmente opposta e mi aspetto una prosecuzione del ribasso. Segnalo un grande supporto dinamico in zona 1,185 e qualora dovesse vedere il cambio sfondare tale soglia, darei quasi per scontata un'accelerazione del dollaro-yen sopra quota 114.
La mossa a mio avviso è in preparazione e se l'euro-dollaro inizierà ad accusare una correzione seria, considerando che ha realizzato un doppio massimo quasi perfetto in area 1,21, lo storno potrebbe essere molto profondo e condurre addirittura fino a quota 1,15/1,145.
Un movimento del genere consacrerebbe un forte rafforzamento del dollaro ed è il motivo per cui continuo a pensare che a Piazza Affari il Ftse Mib possa arrivare a quota 24.000: per il momento l'analisi intermarket mi lascia aperto questo scenario.
Per l'euro-dollaro vediamo cosa accadrà in area 1,185, sotto cui avremo ancora vendite e ciò andrà tutto in favore del rischio e dell'azionario in particolare.
L'oro è tornato a perdere terreno scendendo in direzione dei 1.310 dollari. La flessione in atto proseguirà nel breve?
Mi sembra che la modalità di movimento dell'oro sia coerente con questa fase di attesa di una mossa decisiva da parte del dollaro. La correzione in atto testimonia che anche il gold sta iniziando a vedere un dollaro in apprezzamento, quindi a mio avviso l'oro dovrebbe calare per assecondare lo scenario di cui parlavamo poc'anzi.
L'oro ha un'importantissimo supporto in area 1.300 dollari e in caso di sfondamento di questa la correzione si andrebbe ad accentuare e si avrebbe un ulteriore segnale favorevole per le Borse.
Sotto i 1.300 dollari vedremo il gold abbastanza velocemente in area 1.285 dollari, con un'ulteriore via libera per le azioni.
Il petrolio si sta spingendo nuovamente in direzione dei 62 dollari al barile. Si aspetta ulteriori spunti rialzisti nel breve?
Ancora una volta ribadisco che sono rimasto sorpreso dal fatto che il petrolio non abbia completato il suo test rialzista in area 63 dollari. Sembra che questa idea non sia tanto sbagliata, infatti a quanto pare l'oro nero ci sta riprovando.
Resto sempre convinto del fatto che il petrolio abbia un trend rialzista di lungo periodo conclamato, per cui la debolezza è sempre da comprare, ma ovviamente quella di qualità, senza procedere ad acquisti alla minima discesa.

Oggi il petrolio sta allungando verso i 62 dollari, vicino quindi al target ipotizzato, ma direi di fare attenzione perchè il riferimento dei 63 dollari era un target di lungo termine che si può considerare sostanzialmente quasi colpito.
Nel frattempo il petrolio su dinamica giornaliera disegna una evidente divergenza ribassista, per cui in questo momento se fossi compratore di oro nero mollerei la presa e monetizzerei perchè il rapporto rischio-rendimento non paga più.
A chi invece vuole continuare a mantenere la posizione long eventualmente in essere segnalo un ultimo baluardo in zona 61 dollari. Sotto tale soglia rivedremo velocemente il petrolio in area 57,5/58 dollari.
Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?
Semaforo verde per le Borse, con una view positiva confermata anche dall'andamento del Dax30 che ha rivisto i massimi di gennaio e lo ha fatto senza che ciò innescasse particolari strutture di vendita. Non vedo nessuno pronto a pigiare sul pulsante sell e credo che si sia creata una zona statica interessante, che è un po' la soglia di alert per il listino tedesco.
Fino a quando il Dax30 si manterrà sopra i 13.300 punti non vedo grandi pericoli, mentre una volta che si sarà scaricato un po' l'ipercomprato, vedo la possibilità di una fase di riaccumulazione.
La palla passa all'oro e al dollaro che sono le variabili chiave: se l'oro scende e il biglietto verde sale, credo che vedremo salire ancora i mercati azionari e in particolare mi aspetto una sovraperformance di Piazza Affari se l'intermarket ci darà una mano.
Ci serve una flessione più accentuata del gold o se si preferisce una salita più marcata del dollaro: siamo solo agli inizi. 

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