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lunedì 11 dicembre 2017

Uno dei peggiori rischi del 2018


Anno nuovo in arrivo e con lui, ovviamente, anche le previsioni degli esperti. Nel caso specifico, quelle di Deutsche Bank che individua nel Bitcoin e in un suo possibile crollo, uno dei rischi più significativi del prossimo anno. In realtà al primo posto della classifica c'è un rialzo dell'inflazione Usa seguito da un'uscita della Bce dal Quantitative Easing, entrambi visti come potenziali elementi di destabilizzazione.

Bitcoin o non Bitcoin

La differenza principale, però, secondo Torsten Slok, il principale economista internazionale della compagnia, è il fatto che, oltre alla mancanza di trasparenza alla base del Bitcoin e alla complessità che molti investitori hanno ammesso di non comprendere, i mercati non sembrano ancora aver scontato il pericolo in maniera adeguata, soprattutto in conseguenza dello scambio di future sulla criptovaluta cominciato al Chicago Board Options Exchange (Cboe), un evento che ha portato la moneta virtuale, prima a superare i 16mila dollari e poi, sui mercati asiatici, i 18mila.

A peggiorare le preoccupazioni che aleggiano sul Bitcoin sono le ampie oscillazioni che si registrano sulle quotazioni (anche di 1000 dollari o più in poche ore). Un esempio si è avuto proprio venerdì quando si è visto un crollo di 3 mila dollari, che l'ha portata ai minimi di 14.566 dollari, secondo i dati di Coindesk in calo di 3 mila dollari, appunto, rispetto alla precedente quotazione di 17.153 dollari, pari a un -14% in poche ore.
Tutto questo non prima di aver superato la soglia dei 19mila 19.340 dollari (dati Coinbase). Risultato: una capitalizzazione di mercato di 270 miliardi di dollari, superiore a Coca Cola e Johnson & Johnson. Partendo da questo presupposto, non sorprende come Slok sottolinei come i mercati non abbiano una visione corretta dell'impatto più ampio che il bitcoin potrebbe potenzialmente avere, anche perché le oscillazioni così ampie potrebbero diventare addirittura sistematiche l'anno prossimo se i trend attuali dovessero venire confermati e, quindi, consolidarsi.
Intanto, come detto, A New York, alle 6 del pomeriggio di ieri, equivalenti alla mezzanotte in Italia sono partiti gli scambi del nuovo future sul bitcoin, con la sigla XBT, che hanno portato la moneta virtuale a superare i 18mila dollari.

I timori delle grandi banche

Ma non è solo Deutsche Bank a lanciare l'allarme.

Nei giorni scorsi le grandi banche Usa riunite nella Futures Industry Association, hanno avvertito le autorità' di controllo del Cftc, la Commodity Futures Trading Commission, che l'introduzione repentina dei future sul bitcoin "non ha permesso di allestire un'adeguata trasparenza" del lancio in pubblico di questi strumenti.
Non solo ma lo spettro di un bolla sempre sul punto di esplodere è uno dei fantasmi che aleggiano su un mercato ancora in fase di assestamento.
Chi invece si dimostra ottimista è Garrick Hileman, l’esperto del Centre for Alternative Finance dell'Università di Cambridge secondo cui il primo, vero vincitorein questo gioco che potrebbe inaugurare una nuova era delle valute, è Satoshi Nakamoto, il creatore del Bitcoin che ha in mano l'equivalente di oltre 14 miliardi di dollari.

Per Hileman sarebbe innegabile la presenza di una forte dose di frenesia speculativa ma la persistenza, e i continui recuperi, starebbero a dimostrare che alla base resta un concetto concreto: la differenza principale con una bolla sarebbe proprio nel fatto che dopo il primo crollo (evento già manifestatosi per quanto riguarda il Bitcoin nel passato, nel 2011 e nel 2014) in genere le bolle si esauriscono mentre invece la moneta virtuale è tornata a toccare nuovi vertici.
Per il caso del Bitcoin, inoltre, resta la natura ancora ambigua: teoricamente è una moneta ma si comporta più coe un bene virtuale, in altre valore l'investimento in Bitcoin sembra più regolarsi secondo le dinamiche di quello in oro, ovvero per trovare valore.  
Fonte: News Trend Online

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