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martedì 12 dicembre 2017

Unicredit sale dopo aggiornamento piano. I broker restano buy


In una giornata segnata dalle vendite per buona parte dei titoli del settore bancario a Piazza Affari, spicca l'intonazione positiva di Unicredit che mette a segno la migliore performance tra i bancari, occupando una delle prime posizioni nel paniere del Ftse Mib. Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un calo di poco superiore ai due punti percentuali, quest'oggi ha avviato gli scambi in salita e dopo una breve fase di incertezza che lo ha visto scendere poco sotto la parità, ha ripreso la via dei guadagni.

Negli ultimi minuti Unicredit viene scambiato a 17,61 euro, con un progresso dello 0,68% e quasi 12milioni di azioni trattate, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 14,5 milioni di pezzi. 

Unicredit riduce la sua posizione in Fino al di sotto del 20%

Unicredit è sotto i riflettori in occasione del Capital Market Day che vede impegnato il gruppo a Londra in un aggiornamento del piano industriale al 2019. 
Questa mattina l'istituto guidato da Mustier ha annunciato la riduzione della sua posizione in Fino al di sotto del 20%.

Il portafoglio Fino originariamente ammontava a 17,7 miliardi di euro di crediti lordi in sofferenza al 30 giugno 2016, calati a circa 16,2 miliardi di euro al 30 giugno scorso. 
Sempre oggi l'Ad Mustier ha presentato un aggiornamento del piano Transform, spiegando che lo stesso è pienamente in linea con le attese e sta generando i primi risultati positivi, supportati da dinamiche commerciali rinnovate in tutto il gruppo. 

Confermati i target chiave del piano industriale

Unicredit ha confermato gli obiettivi chiave iniziali e in particolare il target di un Rote maggiore del 9%, con un ulteriore miglioramento del profilo di rischio e la riduzione del target dei crediti deteriorati lordi di gruppo di ulteriori 4 miliardi di euro. 
Nel complesso gli obiettivi del piano sono stati confermati e in alcuni casi migliorati.

La banca prevede un incremento dei ricavi dai 20,4 miliardi del 2015 ai 20,6 miliardi nel 2019, mentre l'utile netto è visto in aumento da 1,5 a 4,7 miliardi e il rapporto costi/ricavi in discesa dal 60% ad un valore inferiore al 52%. 
Il RoTe passerà dal 4% del 2015 ad oltre il 9% nel 2019, il Cet1 Ratio aumenterà dal 10,4% ad oltre il 12,5% mentre il costo del rischio verrà quasi dimezzato da 103 pb a 55 punti base. 

Migliorati gli obiettivi relativi agli Npl: dividendo in rialzo al 30%

I target che vengono migliorati sono quelli che riguardano i non performing loans: il piano include infatti la riduzione degli stessi di ulteriori 4 miliardi a 40,3 miliardi di euro.

Anche il target dei crediti deteriorati netti è migliorato a 17,7 mld al 2019 e il tasso d'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti calerà al 7,8%, rispetto al 10,6% dei primi nove mesi del 2017. 
Il dividendo per l'esercizio 2019 salirà dal 20% al 30% per poi crescere fino al 50% e sempre oggi viene annunciati anche il rundown completo e autofinanziato del portafoglio di crediti deteriorati della Non Core entro la fine del 2025.

Ridotto il requisito di Pillar 2

Quanto alle novità delle ultime ore si segnala che già ieri in serata Unicredit ha fatto sapere che la Bce ha migliorato la valutazione del rischio sula banca rispetto al 2016. 
E' stato abbassato il requisito di capitale di Pillar 2 di 50 punti base a 200 basis points e secondo quanto si legge nella nota diffusa ieri, UniCreditdovrà rispettare i seguenti requisiti patrimoniali transitori su base consolidata a partire dal 2018: 9,20% di Cet1 ratio, 10,70% di Tier 1 ratio e 12,70% di Total Capital ratio. 

Equita SIM apprezza l'aggiornamento del piano

Ad apprezzare l'aggiornamento del piano di Unicredit sono gli analisti di Equita SIM che richiamano l'attenzione sullo stock di esposizioni non performanti, in ulteriore calo di 4 miliardi di euro e sul payout del dividendo alzato dal 20% al 30% per poi arrivare fino al 50% dopo il 2019, una volta ottenuta la conferma degli impatti regolamentari. 
La conferma dell'utile netto 2019 a 4,5 miliardi di euro è superiore alla stima della SIM milanese pari a 4,2 miliardi. 
Gli analisti parlano di indicazioni positive, aggiungendo che la riduzione del requisito di Pillar 2 evidenzia l’efficacia del processo di derisking messo in atto dalla banca, visto che per Banca Popolare di Sondrio e Bper Banca il requisito è aumentato di 50 e 25 punti base rispettivamente e per Credito Emiliano è rimasto invariato.
Non cambia così la strategia della SIM milanese che continua a puntare su Unicredit, caldeggiandone l'acquisto con un prezzo obiettivo a 20,4 euro. 

La view di Bca IMI e di Jefferies

Indicazioni bullish anche da Banca IMI che invita ad aggiungere il titolo in portafoglio con un target price a 20 euro.

Gli analisti apprezzano la guidance maggiormente positiva sulla politica del dividendo fornita da Unicredit. 
Un invito all'acquisto arriva anche da Jefferies che fissa un fair value a 21 euro, definendo solido l'aggiornamento del piano strategico. Il broker ritiene che i target di quest'ultimo giustifichino un re-rating del titolo, anche alla luce del miglioramento degli obiettivi di qualità dell'attivo. 

Fonte: News Trend Online

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