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giovedì 28 dicembre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: indici chiudono in leggero rialzo
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in leggero rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,11%, l'S&P 500 lo 0,08% e il Nasdaq Composite lo 0,04%.
Tra i titoli in evidenza Energous +168,1%. La start-up con sede a San José ha ricevuto dalla Federal Communications Commission (FCC) la certificazione per il sistema di ricarica a distanza.
General Electric -0,23%. La conglomerata ha annunciato l'intenzione di incrementare la partecipazione nel produttore svedese di stampanti 3D Arcam a circa il 95% contro il 77% attuale.
Dollar General +0,14%. La catena discount ha annunciato l'apertura di un centro distribuzione a Longview in Texas. I lavori di costruzione inizieranno nel 2018. Il centro servirà circa mille negozi e dovrebbe dare lavoro a circa 400 persone.
Boeing +0,06%. Il colosso aerospaziale ha comunicato di aver ricevuto da Royal Air Maroc un ordine per quattro 787-9 Dreamliner dal valore complessivo di listino di 1,1 miliardi di dollari.
Tesla -1,78%. KeyBanc ha abbassato la stima di consegne della Model 3 per il quarto trimestre a 5 mila unità da 15 mila unità.
Celgene -2,35%. Bernstein ha tagliato il rating sul titolo del gruppo biofarmaceutico a market perform.
Apple praticamente invariata (+0,02%) dopo il -2,54% di martedì. Il gruppo di Cupertino ha ammesso di aver utilizzato software per rallentare le prestazioni di alcuni vecchi modelli di iPhone con l'obiettivo di allungare la durata della batteria e ora rischia dure battaglie legali.
Sul fronte macroeconomico il Conference Board ha annunciato che l'Indice di fiducia dei consumatori e' sceso a 122,1 punti nel mese di dicembre dai 128,6 punti del mese precedente. Il dato e' risultato nettamente inferiore alle previsioni degli addetti ai lavori pari a 128 punti.
La National Association of Realtors ha reso noto che l'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato una crescita dello 0,2% nel mese di novembre dopo l'incremento del 3,5% rilevato a ottobre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione negativa pari allo 0,4% mese su mese. L'indice è salito a 109,5 punti.
MERCATI ASIATICI
Asia in netto rialzo ma a Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,56%
Dopo il mercoledì di marginale progresso per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa era stato il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,11%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece di un netto rialzo, trainato dal recupero del settore tecnologico sulle piazze di Seoul e Taiwan. Samsung Electronics ha chiuso in rally del 3,24% (il produttore di memorie Sk Hynix ha invece guadagnato l'1,86%) contribuendo al balzo dell'1,26% segnato dal Kospi. Alla Borsa di Taipei Hon Hai Precision Industry (l’azienda di Taiwan fornitrice tra gli altri di Apple e nota come Foxconn) ha invece guadagnato il 2,28% contro il rally del 6,18% di Largan Precision. E l'andamento positivo è confermato dal guadagno intorno allo 0,80% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, tornato a muoversi sui massimi di dieci anni.
In controtendenza, invece, la piazza di Tokyo che chiude in negativo (tra i principali indici della regione l'unico altro in ribasso è quello di Bangkok) a fronte dell'apprezzamento dello 0,50% dello yen sul dollaro: il Nikkei 225 segna infatti una perdita dello 0,56% (performance sostanzialmente identica per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,59%). Sul fronte macroeconomico, in novembre la produzione industriale è cresciuta in Giappone del 3,7% annuo, in rallentamento rispetto al progresso del 5,9% di ottobre ma sopra al 3,6% del consensus di Bloomberg. Le vendite retail sono invece cresciute lo scorso mese del 2,2% annuo, dopo il declino dello 0,2% di ottobre e contro il progresso dell'1,0% del consensus di Bloomberg.
Tra le materie prime, continua la corsa del rame a Londra, dopo che mercoledì aveva già toccato i massimi dal gennaio 2014 nella nona seduta consecutiva di rialzo (striscia più lunga dal 2004), su nuove limitazioni alla produzione in Cina a causa dell'inquinamento. E a Sydney la giornata è positiva per i titoli minerari (come pure per i petroliferi) e alla fine è dello 0,30% l'apprezzamento dell'S&P/ASX 200. Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 hanno invece guadagnato lo 0,63% e lo 0,69% rispettivamente, contro il progresso dello 0,45% dello Shenzhen Composite. Performance simile anche per Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,70% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, che guadagna comunque intorno allo 0,30%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee piatte
Avvio di seduta piatto per le principali Borse europee. L'indice Stoxx 600, il Dax30 di Francoforte, il Cac40 di Parigi e il Ftse100 di Londra sono sulla parità. Previsti scambi moderati a causa del periodo festivo.
Il petrolio si mantiene sui massimi degli ultimi due anni mentre l'Euro vale 1,192 dollari.
Il comparto legato alle risorse di base registra la miglior performance settoriale. Deboli banche, automobilistici e telecom.
Tra i titoli in evidenza AccorHotels +0,1%. Il gruppo immobiliare ha annunciato trattative con un gruppo di investitori francesi e internazionali per la cessione di parte del capitale della divisione immobiliare AccorInvest.
Sul fronte macroeconomico secondo quanto comunicato dall Confederation of British Industry (Cbi), la ripresa del settore privato ha accelerato in Gran Bretagna nel quarto trimestre. Nei tre mesi in chiusura, infatti, il numero delle imprese che hanno registrato una crescita della produzione è aumentato del 19% contro l'incremento del 6% del periodo settembre-novembre.
Il progresso del Cbi Growth Indicator (basato sulle risposte di 642 aziende britanniche di manifatturiero, distribuzione e servizi) è però atteso a un rallentamento al 4% nei tre mesi in chiusura a fine gennaio.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in lieve ribasso: FTSE MIB -0,09%.
Il FTSE MIB segna -0,09%, il FTSE Italia All-Share -0,05%, il FTSE Italia Mid Cap +0,23%, il FTSE Italia STAR +0,30%.
Mercati azionari europei in lieve calo: DAX -0,2%, FTSE 100 invariato, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 -0,1%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,08%, Nasdaq Composite +0,04%, Dow Jones Industrial +0,11%.
Mercato azionario giapponese in flessione, l'indice Nikkei 225 chiude a -0,56%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,69%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,90%.
Inizio di seduta debole per gli automobilistici con FCA (-0,7%), Brembo (-0,7%), Pirelli&C (-0,5%) e Ferrari (-0,3%). L'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna -0,3%.
In flessione anche gli industriali con Prysmian (-0,5%), CNH Industrial (-0,9%), IMA (-0,5%), Fincantieri (-0,6%). L'indice EURO STOXX Industrials segna -0,4%.
In ordine sparso i bancari. Debole MPS (-0,9%): MF scrive che il 20 dicembre è partita la super cartorizzazione di crediti deteriorati da 26 miliardi di euro lordi.
Banco BPM (+3,9%) si conferma tonico dopo il +2,44% messo a segno ieri in scia alle parole dell'a.d. Giuseppe Castagna. Oggi il titolo approfitta della notifica da parte della BCE dei requisiti patrimoniali SREP per il 2018: 8,875% per il Common Equity Tier 1 ratio e 12,375% per il Total Capital ratio. Al 30 settembre 2017 Banco BPM poteva vantare un Common Equity Tier 1 ratio all'11,01% e un Total Capital ratio al 13,86%.
Le operazioni straordinarie derivanti dalla riorganizzazione degli ambiti bancassurance e asset management realizzate successivamente hanno ulteriormente ampliato il margine sui requisiti SREP: i valori pro-forma salirebbero rispettivamente a 12,58% per il Common Equity Tier 1 ratio (12,23% in ottica fully phased) e 15,59% per il Total Capital ratio (14,89% in ottica fully phased).
Banco BPM precisa inoltre che i ratio al momento non beneficiano ancora dell’impatto positivo atteso dall’estensione dell’adozione dei modelli AIRB al portafoglio della ex BPM.
Poco mossa Ansaldo STS (-0,1%) nonostante l'aggiudicazione di nuove commesse per circa 376 milioni di euro: il portafoglio ordini al 30 settembre scorso ammontava a 6,38 miliardi circa. Gran parte del valore delle nuove acquisizioni (336 milioni circa) deriva dalla partecipazione al progetto della tratta ad alta velocità ferroviaria Verona-bivio Vicenza (primo lotto funzionale della tratta AV/AC Verona-Padova), tramite il consorzio IRICAV DUE (partecipato da Astaldi al 37,49%, Salini Impregilo 34,10%, Ansaldo STS 17,05%, Società Italiana per Condotte d'Acqua 11,35%, Fintecna 0,01%).
Ansaldo STS si è anche aggiudicata un contratto del valore di 40 milioni di euro da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, per la fornitura di apparati di segnalamento ACC e ACC-M.
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TITOLI DEL GIORNO
Seduta difficile per STMicroelectronics in sintonia con il settore: perdono terreno anche Infineon, Dialog Semiconductor, ASML. Il comparto dei produttori di microchip è in sofferenza a causa delle indiscrezioni secondo cui Apple ha abbassato sensibilmente le previsioni di vendita del nuovo iPhone X. STM e il settore semiconduttori sono sotto pressione da oltre un mese dopo un report di Morgan Stanley in cui gli analisti della prestigiosa investment bank americana hanno peggiorato da overweight a equalweight la raccomandazione sul colosso Samsung Electronics e ipotizzato l'approssimarsi dei massimi del cosiddetto "superciclo" del settore microchip. Equita ha invece confermato la raccomandazione hold e il target a 20,60 euro. Il titolo è sceso nuovamente verso i supporti in area 17,90/18 euro, livello critico nel medio breve termine pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo dell'ultimo semes tre e punto di passaggio della linea che sale dai minimi di fine giugno. La violazione di questi riferimenti tecnici comporterebbe un'accelerazione al ribasso verso 17,10 e fino a 16,31 euro, minimo di ottobre. Segnali di miglioramento giungerebbero invece alla rottura del picco del 13 dicembre a 19,04 euro per obiettivi a 19,70 circa, linea di tendenza che scende dal top di novembre.
Il 2017 si avvia a concludersi in modo positivo per Ansaldo STS. Il gruppo leader nel mercato ferroviario si è infatti aggiudicato nuove commesse per circa 376 milioni di euro: il portafoglio ordini al 30 settembre scorso ammontava a 6,38 miliardi circa. Gran parte del valore delle nuove acquisizioni (336 milioni circa) deriva dalla partecipazione al progetto della tratta ad alta velocità ferroviaria Verona-bivio Vicenza (primo lotto funzionale della tratta AV/AC Verona-Padova), tramite il consorzio IRICAV DUE (partecipato da Astaldi al 37,49%, Salini Impregilo 34,10%, Ansaldo STS 17,05%, Società Italiana per Condotte d'Acqua 11,35%, Fintecna 0,01%). Ansaldo STS si è anche aggiudicata un contratto del valore di 40 milioni di euro da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, per la fornitura di apparati di segnalamento ACC e ACC-M. L'analisi del grafico di Ansaldo STS evidenzia la solida tendenza ria lzista di fondo e la correzione accusata nella primavera/estate 2017. Il titolo ha successivamente messo a segno un buon recupero, riavvicinandosi al massimo storico di inizio aprile a 12,55 euro. L'eventuale superamento di 12,35 anticiperebbe un attacco al record, con buone possibilità di assistere a quel punto alla riattivazione del trend ascendente verso area 13,50, lato alto del canale che conduce il rialzo dal 2012. Discese sotto 11,50 creerebbero invece le premesse per il ritorno sui supporti ed ex resistenze piazzati tra 10,60 e 10,80, determinanti in ottica di medio/lungo periodo.
Molto bene Banca IFIS mercoledi': il titolo tocca il massimo dal 10 novembre grazie a Banca Akros che ha migliorato la raccomandazione ad accumulate, con target confermato a 43 euro. Anche Banca Imi conferma la raccomandazione add e il prezzo obiettivo a 43,7 euro sul titolo, Mediobanca Securities ha invece espresso una raccomandazione "neutral" con target price a 46,5 euro. Venerdi' scorso l'istituto guidato da Giovanni Bossi aveva annunciato l'acquisizione di due portafogli di npl nel mercato italiano per un valore nominale complessivo di oltre 197 milioni di euro, portando a 19 i deal chiusi nel 2017. Il totale dei crediti che Banca IFIS gestisce nel mercato dei crediti deteriorati a fine 2017 ammonta ad oltre 13 miliardi di euro, confermando i circa 5 miliardi di acquisti complessivi attesi per il 2017. Le quotazioni si sono spinte fino a quota 40,85 euro dopo aver terminato venerdi' scorso a 38,71 euro. Con il r ialzo delle ultime ore i prezzi hanno completato il doppio minimo, figura rialzista, disegnato in area 35,35 dal 6 dicembre a ridosso della trend line rialzista che sale dai minimi di luglio 2016. Il lato alto del doppio minimo, a 38,62 euro, ora funzionera' da supporto in caso di flessioni. Fino a che i prezzi si manterranno al di sopra di quei livelli sara' possibile il proseguimento del rimbalzo con obiettivo almeno in area 42 euro, dove si collocano la media mobile a 100 giorni e il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di ottobre. Resistenza successiva in area 44 euro. Solo al di sotto di area 38,60 rischio di un nuovo test della trend line passante a 35,50 circa, supporto critico anche in ottica di medio periodo la cui violazione potrebbe anticipare discese verso i minimi di maggio a 31,17 euro.
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 28 Dicembre 2017
00:50 GIA Vendite al dettaglio nov;
00:50 GIA Produzione industriale preliminare nov;
06:00 GIA Inflazione BoJ nov;
10:00 EUR Bollettino economico BCE;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
14:30 USA Bilancia commerciale preliminare nov;
14:30 USA Scorte grossisti nov;
15:45 USA Indice PMI Chicago dic;
17:00 USA Scorte settimanali petrolio (EIA).
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HEADLINES
Giappone: produzione industriale cresce del 3,7% in novembre
Secondo quanto comunicato su base preliminare dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, in novembre la produzione industriale è cresciuta in Giappone del 3,7% annuo, in rallentamento rispetto al progresso del 5,9% di ottobre (2,6% in settembre) ma sopra al 3,6% del consensus di Bloomberg. Su base mensile si è invece segnato un incremento dello 0,6% contro lo 0,5% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a ottobre (1,0% il declino registrato invece in settembre).
Giappone: inflazione core BoJ accelera allo 0,6% in dicembre
Il progresso dell’indice dei prezzi al consumo core del Giappone stilato dalla Bank of Japan (BoJ) ha accelerato in dicembre allo 0,6% annuo dallo 0,5% già registrato in ottobre e novembre (0,6% la lettura relativa anche al mese di settembre). Martedì il ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione, aveva invece comunicato che l'inflazione core del Sol Levante (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la BoJ ha il target del 2%) era cresciuta in ottobre dello 0,9% annuo dallo 0,8% di ottobre (0,7% in agosto e settembre).
Gran Bretagna: settore privato accelera nel quarto trimestre
Secondo quanto comunicato dall Confederation of British Industry (Cbi), la ripresa del settore privato ha accelerato in Gran Bretagna nel quarto trimestre. Nei tre mesi in chiusura, infatti, il numero delle imprese che hanno registrato una crescita della produzione è aumentato del 19% contro l'incremento del 6% del periodo settembre-novembre. Il progresso del Cbi Growth Indicator (basato sulle risposte di 642 aziende britanniche di manifatturiero, distribuzione e servizi) è però atteso a un rallentamento al 4% nei tre mesi in chiusura a fine gennaio.
Pechino spinge il rame a Londra sui massimi dal gennaio 2014
Il prezzo del rame a tre mesi ha chiuso con un progresso del 1,6% mercoledì al London Metal Exchange (Lme), alla riapertura delle contrattazioni dopo la pausa natalizia. Il metallo rosso in intraday aveva toccato 7.259 dollari la tonnellata, sui massimi dal gennaio 2014. A sostenere la performance ha contribuito Pechino, che ha imposto a Jiangxi Copper di rallentare la produzione per almeno una settimana prima che vengano monitorati ulteriormente i livelli d'inquinamento nella regione. Quanto successo al maggiore produttore di rame della Cina segue una misura simile decisa dalle autorità sempre questo mese per il numero due del settore Tongling Nonferrous Metals Group. La striscia consecutiva di guadagni del rame sale intanto a nove sessioni, la più lunga dal 2004 (nell'intero 2017 l'apprezzamento è stato del 31% nella performance migliore tra i metalli all'Lme dietro solo a quella dell'alluminio ).
Corea del Sud: produzione industriale cala dell'1,6% annuo
In novembre la produzione industriale della Corea del Sud ha registrato un declino dell'1,6% annuo, in miglioramento rispetto alla flessione del 6,1% di ottobre (lettura rivista al ribasso dal 5,9% comunicato lo scorso mese) e contro il progresso dell'8,5% di settembre. Il dato è arrivato a sorpresa, come già successo il mese precedente, visto che si confronta con l'incremento dell'1,0% del consensus di Reuters. Secondo quanto comunicato da Statistics Korea (l’ente statistico di Seoul), su base mensile rettificata stagionalmente la produzione industriale è invece cresciuta dello 0,2% in novembre, anche in questo caso sotto all'1,2% stimato dagli economisti e contro il declino dell'1,5% di ottobre (rivisto al ribasso dal calo dell'1,1% comunicato in novembre).
Corea del Sud: vendite retail in progresso del 6,5% annuo
Secondo quanto comunicato da Statistics Korea (l’ente statistico di Seoul), in novembre le vendite retail in Corea del Sud sono balzate del 6,5% annuo contro il declino dello 0,2% di ottobre (e il progresso dell’8,4% di settembre). Su base mensile la lettura è invece per un incremento del 5,6% contro il declino del 2,9% di ottobre (e la crescita del 3,1% di settembre).
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