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giovedì 7 dicembre 2017

Report dei mercati



Usa: il Dow Jones chiude in calo, segno più per il Nasdaq. Piatto l'S&P 500
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso. Il Dow Jones ha perso lo 0,16% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,21% grazie al buon andamento del comparto tecnologico. Sostanzialmente invariato l'S&P 500 (-0,01%). Il petrolio, che sul mercato Nymex ha lasciato sul terreno il 2,88% a 55,96 dollari al barile, ha zavorrato il settore energetico. Sul fronte macroeconomico la stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di novembre, una crescita di 190 mila nuovi impieghi. Il dato e' risultato superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 185 mila posti di lavoro, in calo dalle 235 mila unità della rilevazione precedente.
Il Dipartimento di Statistica ha reso noto che l'indice di Produttività del settore non agricolo è cresciuto del 3% nel terzo trimestre 2017 dopo l'incremento dell'1,5% nel secondo trimestre, risultando inferiore al consensus fissato su un indice del 3,3%. L'Indice del costo del lavoro e' diminuito dello 0,2% nel terzo trimestre, rivisto al ribasso dal +0,5% della precedente lettura e risultando inferiore al +0,2% del consensus. Tra i titoli in evidenza Home Depot -1,11%. La catena di negozi di bricolage ha annunciato un programma di acquisto di azioni proprie da 15 miliardi di dollari..
DaVita +13,54%. Il gruppo specializzato nei servizi per la cura dei reni ha ceduto la divisione di assistenza medica DaVita Medical Group a UnitedHealth Group (-0,04%) per 4,9 miliardi di dollari in contanti.
Johnson Controls +0,32%. Il leader globale nei prodotti e nelle tecnologie per gli edifici, nelle soluzioni antincendio e di sicurezza integrate, nell'efficienza energetica e nelle soluzioni per il retail, ha aumentato il dividendo trimestrale a 0,26 dollari per azione da 0,25 dollari. La cedola sarà messa in pagamento il 12 gennaio. Fred's -18,66%. La catena di farmacie ha chiuso il terzo trimestre in perdita ed ha cancellato il dividendo trimestrale. Vera Bradley +27,66%. Il gruppo delle borse da donna ha annunciato un utile per azione adjusted trimestrale superiore alle attese a 0,23 dollari contro i 14 centesimi del consensus.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata ma il Nikkei 225 va in recupero dell'1,45%
Dopo un mercoledì contrastato per Wall Street (dei tre principali indici Usa solo il Nasdaq ha chiuso in positivo, con un rialzo dello 0,21%), l'andamento rimane misto alla riapertura degli scambi in Asia, ma a guidare la tendenza è il netto recupero di Tokyo dopo il sell-off della precedente sessione. A contribuire alla performance l'indebolimento dello yen, in calo di circa lo 0,20% sul dollaro che rimane comunque vicino ai massimi delle ultime due settimane. In chiusura il Nikkei 225 segna un progresso dell'1,45% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un netto 1,18%). Sul fronte macroeconomico, il dato preliminare relativo a ottobre dell’indice anticipatore del Giappone registra un declino a 106,1 punti dai 106,5 punti di settembre (107,2 punti in agosto, lettura più elevata dal febbraio 2014). Il dato è in linea con le attese degli economisti.
L'andamento complessivo della seduta nella regione è comunque contrastato, come confermato dalla performance sostanzialmente invariata dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Nessun recupero, per altro, per le piazze cinesi, che restano decisamente volatili. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 perdono infatti lo 0,67% e l'1,11% rispettivamente, contro lo 0,60% di arretramento dello Shenzhen Composite. Si muove invece sopra la parità Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng, crollato del 2,14% mercoledì, è infatti in progresso di circa lo 0,30% (fa poco peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in crescita intorno allo 0,20%). Ribasso dello 0,50% per il Kospi di Seoul, mentre l'S&P/ASX 200 di Sydney si apprezza dello 0,54% al termine degli scambi.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse, ancora giù Steinhoff
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%. Piatto l'indice Stoxx Europe 600 mentre il Ftse100 di Londra cede lo 0,1%.
Sul fronte macroeconomico l’agenzia nazionale di statistica tedesca Destatis ha comunicato che in ottobre la produzione industriale della Germania è calata dell'1,4% su base sequenziale contro il declino dello 0,9% registrato in settembre (dato rivisto dalla flessione dell’1,6% comunicata in precedenza) e il progresso del 2,6% di agosto. Il dato è arrivato a sorpresa, visto che erano per un incremento dello 0,9% le aspettative degli economisti.
Tra i titoli in evidenza Steinhoff -27%. Il rivenditore di mobili continua a perdere terreno l'annuncio di irregolarità contabili. Carrefour -2,5%. Bernstein ha tagliato il rating sul titolo del colosso della distribuzione a underperform da market perform. Ladbrokes Coral Group +25%. Gvc Holdings (+2%), proprietario dei marchi Bwin e Gioco Digitale ha messo sul piatto 160,9 pence per azione in contanti e in azioni per l'acquisto del gruppo delle scommesse.
Altice -0,9%. L'agenzia Moody's ha peggiorato l'outlook del gruppo dei media e delle telecomunicazioni a "negativo" da "stabile". Hsbc +0,4%. Secondo quanto emerge dalla documentazione regolatoria, Ping An Insurance è salita fino al 5,01% del capitale del gruppo bancario. Uniper -0,1%. Il gruppo energetico ex divisione E.On prevede un incremento dei dividendi del 25% annuo fino al 2020. Coca-Cola HBC +0,7%. L'imbottigliatore ha nominato Zoran Bogdanovic nuovo Ceo. 
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in lieve rialzo: FTSE MIB +0,17%.
Il FTSE MIB segna +0,17%, il FTSE Italia All-Share +0,14%, il FTSE Italia Mid Cap +0,01%, il FTSE Italia STAR -0,03%. Mercati azionari europei positivi: DAX +0,3%, FTSE 100 +0,2%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 +0,3%. Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,3 per cento. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,01%, Nasdaq Composite +0,21%, Dow Jones Industrial -0,16%.
Positive a Piazza Affari le big del settore bancario UniCredit (+0,7%) e Intesa Sanpaolo (+0,4%). Perdono terreno CNH Industrial (-0,9%), Saipem (-0,8%) e Italgas (-0,7%). In verde Enel (+0,5% a 5,55 euro) dopo le buone notizie arrivate da Standard & Poor’s: quest'ultima ha migliorato il rating di lungo termine del gruppo guidato dall'a.d. Francesco Starace da BBB a BBB+, confermato ad A-2 il rating a breve termine e portato l’outlook da positivo a stabile. La decisione dell'agenzia segue la recente presentazione del piano strategico 2018-2020, piano che prevede la focalizzazione nel settore delle reti e nella generazione da fonti rinnovabili, un’ulteriore semplificazione della struttura del gruppo e l’ottimizzazione dei costi derivante dalla digitalizzazione degli asset. Per S&P Enel sarà in grado di migliorare in modo strutturale il rapporto tra flussi di cassa operativi e indebitame nto finanziario. Il miglioramento del rating riflette anche l'obiettivo del piano di spostare gli investimenti dai mercati emergenti a quelli maturi dell’Europa e del Nord e Centro America, con conseguente riduzione del relativo profilo di rischio.
Banca Carige (+2%) positiva dopo la conclusione dell'aumento di capitale da 560 milioni di euro. La parte in opzione è stata sottoscritta per 331 milioni di euro su 500, circa il 66%, e per 46 milioni su 60 per la tranche riservata ai portatori dei titoli subordinati oggetto dell’LME. A breve partirà l'offerta dei diritti non esercitati. Ricordiamo le ultime indiscrezioni relative all'ingresso nel capitale della banca ligure di Algebris, Pimco e due fondi britannici e l'intenzione di Malacalza Investimenti, principale azionista con il 17,6%, di salire fino al 28%. Carige ha anche annunciato l'accordo vincolante con Chenavari Investment Managers, per la cessione dell’80,1% Creditis, nonché un accordo distributivo e altri contratti ancillari alla transazione, per 80,1 milioni di euro, in linea con le previsioni del Piano Industriale 2017-2020.Credito Valtellinese in asta di volatilità a -7,12% dopo il -7,90% di ieri.
Fitch ha peggiorato il rating a lungo termine della banca da BB- a B- in scia all'annuncio dell'aumento di capitale da 700 milioni di euro finalizzato a sostenere la cessione di crediti deteriorati per 2,1 miliardi di euro. Il rating è stato messo sotto osservazione.
Fincantieri (+1,4%) guadagna ulteriore terreno dopo il +3,73% di ieri. L'a.d. Giuseppe Bono si è detto all'oscuro rispetto a quanto affermato dall'a.d. di Leonardo (-0,2%), Alessandro Profumo, l'altro ieri in audizione al Senato. Secondo quanto riferito dalla stampa, Profumo ha detto che la joint venture tra i due gruppi nei sistemi di combattimento per le unità navali militari, Orizzonte Sistemi Navali, avrebbe dovuto entrare nella partnership siglata a settembre tra Fincantieri e la francese Naval Group.
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TITOLI DEL GIORNO
L'analisi del grafico di Enel evidenzia la solida struttura tecnica di lungo periodo, struttura che ha portato nelle ultime sedute il titolo a toccare il massimo dal settembre 2008 a 5,55 euro. Lo scenario è quindi favorevole alla continuazione della tendenza verso area 5,75 almeno, dove troviamo supporti, resistenze e gap risalenti alla primavera/estate 2008. Il superamento di questi importanti riferimenti aprirebbe poi spazi di ascesa più ampi in direzione di 6,40 circa. Segnali di debolezza di breve respiro alla violazione di 5,36, con primo appoggio a 5,15/5,20.
Yoox Net-A-Porter ha toccato mercoledì un massimo a 29,82 euro (close precedente a 28,72) scendendo poi in area 29,60, rimanendo comunque ampiamente positivo. Il rimbalzo visto dai minimi del primo dicembre a 27,30 euro si è quindi spinto a testare la media mobile a 100 giorni, passante a 29,75 circa, una resistenza che i prezzi dovranno lasciarsi alle spalle anche in chiusura di seduta per confermare la volontà di invertire il brusco ribasso subito dai massimi di ottobre a 34,50 euro. La rottura decisa di area 30 permetterebbe la ricopertura del gap ribassista del 9 novembre con lato alto a 32,42 euro. Resistenza intermedia a 31,50 circa. Solo discese nuovamente al di sotto dei 28,29 euro, minimo dello "shooting star" del 5 dicembre (tipologia di candela i cui minimo sono un supporto rilevante) potrebbero anticipare un nuovo test della linea di tendenza che sale dai minimi di aprile, ora passant e a 27,20 euro circa. Supporto successivo a 24,85 euro, base del gap del 5 luglio.
Fincantieri continua a mettere a segno nuovi massimi raggiungendo a quota 1,309 il lato superiore del canale che sale da fine ottobre. L'arrivo su questo livello e il segnale di eccesso di rialzo evidenziato dall'RSI a 14 sedute potrebbero tuttavia frenare nuove ambizioni di crescita. Sotto 1,18 rischio che possa avviarsi una correzione verso 1,11, poi verso la media mobile a 100 giorni passante da 1,03. Debolezza più preoccupante invece nel caso di ritorno sotto 1 euro. 
DATI MACRO ATTESI
Giovedì 7 Dicembre 2017
06:00 GIA Indice anticipatore ott;
08:00 GER Produzione industriale ott;
08:45 FRA Bilancia commerciale ott;
09:30 GB Indice Halifax (prezzi abitazioni) nov;
11:00 EUR PIL finale trim3;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;
17:00 EUR Intervento Draghi (BCE).
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HEADLINES
Cina: allarme Fmi sulle riserve del settore bancario
Il sistema bancario della Cina potrebbe non avere riserve sufficienti per sostenere le potenziali perdite che potrebbero scaturire dai crescenti rischi del settore del credito. A dirlo è il Fondo monetario internazionale (Fmi). Secondo l’istituto di Washington "detenere maggiori capitali rafforzerebbe il sistema bancario e la stabilità finanziaria" di Pechino. Gli asset delle banche cinesi ammontano a 34.700 miliardi di dollari, oltre il triplo rispetto agli 11.200 miliardi dell'output economico del Paese. Se le maggiori banche cinesi sono ben capitalizzate, ha spiegato l'Fmi, le medio-piccole potrebbero dovere invece avere la necessità di raccogliere più capitali.
Svizzera: tasso disoccupazione cresciuto al 3,1% in novembre
Secondo quanto comunicato dall’elvetica Segreteria di Stato dell'economia (Seco), in novembre il tasso di disoccupazione in Svizzera è cresciuto al 3,1% dal 3,0% registrato nei precedenti cinque mesi (3,1% in maggio), in linea con il consensus. Su base rettificata stagionalmente il dato è invece calato al 3,0% dal 3,1% segnato in settembre e ottobre (3,2% nei cinque mesi precedenti). Le attese degli economisti erano per una lettura invariata rispetto al mese precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile, per un’età compresa tra 15 e 24 anni, è sceso al 3,0% dal 3,1% di ottobre (3,2% in settembre).
Tesla in rally al Nasdaq. Vittoria in tribunale del Missouri
Tesla ha chiuso in rally del 3,15% la seduta di mercoledì (segnando la seconda migliore performance del Nasdaq 100 dietro ad Adobe Systems, apprezzatasi del 3,57%) in scia a un'importante vittoria ottenuta in tribunale. La Missouri Court of Appeals ha infatti respinto il tentativo della Missouri Automobile Dealers Association (Mada, associazione dei concessionari auto dello Stato Usa) di contestare il diritto della società di Elon Musk di vendere le vetture direttamente ai consumatori. Anche se la battaglia legale non può dirsi conclusa, per Tesla è un'importante vittoria contro la potente lobby dei concessionari. Il titolo Tesla si è apprezzato di oltre il 62% negli ultimi dodici mesi.
Australia: esportazioni in declino del 3% mensile in ottobre
Secondo quanto comunicato dal Bureau of Statistics di Canberra, in ottobre il surplus della bilancia commerciale dell’Australia si è attestato su base rettificata stagionalmente a 105 milioni di dollari australiani contro gli 1,60 miliardi di dolllari di settembre (lettura rivista al ribasso dagli 1,74 miliardi comunicati in novembre) e gli 873 milioni di agosto. Il dato è ampiamente inferiore agli 1,40 miliardi del consensus. In ottobre l’export dall’Australia è calato del 3% mensile, contro il progresso del 3% di settembre (e quello dell’1% in agosto) e a fronte dell'incremento del 2% delle importazioni, dopo le letture invariate di agosto e settembre.
Giappone: indice Reuters Tankan stabile a 27 punti in dicembre
Stabile in dicembre la fiducia delle aziende manifatturiere del Giappone. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l’omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è infatti rimasto invariato nel mese in corso sui 27 punti già segnati in novembre (31 punti in ottobre, livello più elevato dai 31 punti registrati anche nel giugno 2007). Il sondaggio è stato condotto tra 547 aziende giapponesi medio-grandi (di cui 251 hanno risposto) nel periodo dal 21 novembre al 4 dicembre. La BoJ, che a inizio ottobre aveva comunicato la lettura relativa al terzo trimestre (rivelatasi la più elevata dal pari periodo 2007), renderà note le statistiche per l'ultimo periodo del 2017 il prossimo 15 dicembre.
Giappone: indice anticipatore cala a 106,1 punti in ottobre
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, il dato preliminare relativo a ottobre dell’indice anticipatore del Giappone registra un declino a 106,1 punti dai 106,5 punti di settembre (107,2 punti in agosto, lettura più elevata dal febbraio 2014). Il dato è in linea con le attese degli economisti. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è invece cresciuto a 116,5 punti, contro i 116,2 punti stimati dagli economisti per una lettura invariata rispetto a settembre (117,6 punti in agosto, livello più elevato dai 117,6 punti segnati anche nel marzo 2014).
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