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giovedì 7 dicembre 2017

Piazza Affari: ancora rischi al ribasso. Le strategie nel breve

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
L'indice Ftse Mib continua ad oscillare intorno agli stessi valori da diverse sedute, senza riuscire ad esprimere direzionalità. Si aspetta a breve la fuoriuscita dal trading range in atto?
L'area dei 22.500 punti si sta rivelando una resistenza piuttosto ostica e vedo una certa difficoltà da parte del Ftse Mib nel superare tale ostacolo. Ci sono stati alcuni spunti positivi nelle ultime sedute, ma sono stati piuttosto timidi per dare enfasi rialzista.
Personalmente rimango ancora alla finestra perchè se i movimenti sono così contenuti, con range operativi stretti, a livello intraday si può ancora realizzare qualche operazione, ma a livello daily no.
Sicuramente il mercato sta aspettando qualche novità o una rinnovata energia, ma ho dubbio che si possa sviluppare un movimento al rialzo visto che le quotazioni al momento si stanno mantenendo nella parte bassa del range compreso tra i 21.900 e i 23.100 punti.
Questo induce a pensare che l'uscita dal trading range possa avvenire più al ribasso che al rialzo, per cui graficamente parlando mi aspetto più il raggiungimento dei 22.000/21.900 punti che una rottura della resistenza in area 22.500/22.600.
Il consiglio è di rimanere alla finestra vista l'alternanza di candele positive e negative che impedisce un'operatività tranquilla. Meglio attendere dei segnali più convincenti che consentano di sfruttare dei movimenti più direzionali.
L'euro-dollaro sta indietreggiando e si sta portando sotto quota 1,18. La tendenza in atto è destinata a proseguire?
Il principale market movers della settimana è il report sul mercato del lavoro Usa che sarà diffuso domani. Personalmente mi aspetto un indebolimento dell'euro contro il dollaro perchè la riforma fiscale Usa ha sortito il suo effetto e continuerà a farlo, favorendo investimenti sul dollaro.
La prossima settimana ci sarà poi la riunione della Fed che alzerà nuovamente i tassi di interesse e questo mix di fattori sta facendo bene al biglietto verde che a mio avviso continuerà a viaggiare in salita.
L'euro-dollaro potrebbe scendere così verso il supporto di quota 1,17, per cui la mia view è ribassista, forte anche del fatto che questa settimana l'euro-dollaro ha sfondato quelli che per me sono dei livelli chiave e mi riferisco al pivot settimanale e all'apertura dell'ottava in corso.
Il petrolio sta perdendo terreno e si è allontanato dagli ultimi massimi, raggiungendo quota 56 dollari. Si aspetta ulteriori vendite nel breve?
Come è noto la mia analisi sul petrolio è sempre legata al fattore economico e a mio avviso, se da una parte in prospettiva vanno bene gli aumenti del prezzo dell'oro nero, nel breve i valori correnti sono a mio avviso frutto di speculazione pura.
Probabilmente gli investitori, forti dei dati macro, speravano che il rialzo dell'oro nero potesse spingere un po' l'inflazione, ma così non è stato. Se non c'è un incremento della domanda di beni e servizi è inutile trovarsi con un petrolio più alto.
A questo punto non è escludo una flessione delle quotazioni verso i 55 dollari, ossia sui minmi del 14 novembre scorso. Le economia non sono ancora pronte per avere un oro nero su prezzi molto più alti dei 50 dollari al barile, per cui non mi aspetto grandi spinte al rialzo nel breve.
 

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