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giovedì 28 dicembre 2017

Nuovi record per il FTSE, petrolio a 60 dollari al barile

 
Dopo le vacanze natalizie e il Boxing Day gli indici azionari londinesi segnano nuovi record grazie ai forti guadagni delle imprese minerarie dopo l’impennata dei prezzi del rame sui massimi degli ultimi 3 anni.
Le quotazioni del rame beneficiano di positivi dati macroeconomici in particolare dell’aumento del 19% a/a delle importazioni in Cina.
A Londra brillano il gruppo messicano Fresnillo (Francoforte: A0MVZE - notizie) , l’anglo-svizzera Glencore (Francoforte: 8GC.F - notizie) , la cilena Antofagasta (Other OTC: ANFGF - notizie) , l’anglo-australiana Rio Tinto (Hannover: CRA1.HA - notizie) .
Petrolio rimane forte a 60 dollari al barile, in Libia regna il caos
L’attenzione degli operatori internazionali è ritornata anche sulle quotazioni del petrolio dopo l’infiammata evidenziata nella seduta di ieri. Nel Boxing Day con volumi abbastanza ridotti per la chiusura di alcune piazze finanziarie UK i prezzi del petrolio avevano evidenziato una forte crescita con il WTI Light Crude che aveva toccato i 60 dollari al barile, picchi da giugno 2015, e il Brent a 66,60 dollari al barile.
L’impennata dei corsi dell’oro nero è stata legata all’attacco di un oleodotto in Libia. L’esplosione della pipeline nel paese nordafricano potrebbe causare una diminuzione di 80-100 mila barili al giorno, circa il 10% della produzione totale libica. Le autorità libiche ritengono che l’operazione sia stata eseguita da truppe militari islamiche jihadiste legate all’ISIS, rintanate, solitamente, nelle loro roccaforti attorno a Sirte.
Difficile capire la situazione reale in uno dei paesi meno controllati dal governo centrale. Il 17 dicembre sono terminati di validità gli accordi presi due anni fa a Skhirat in Marocco per dare il potere a Fayez Al Sarraj e instaurare un governo temporaneo a Tripoli. Le Nazioni Unite hanno deciso di mantenere il governo di Al Serraj in carica fino a che non ci sarà una alternativa che dovrà uscire da regolari elezioni. Tuttavia il paese è talmente frammentato e controllato da diverse fazioni che difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione nel breve. Anche le recenti dichiarazioni del generale Khalifa Haftar, che controlla tutto il nordest libico da Benghazi e Marj fino a Tobruk (la cosiddetta Cirenaica), hanno delegittimato il governo di Al Serraj, già accusato di aver tollerato i mercati degli schiavi nei propri territori.
Ci aspettiamo ulteriori tensioni in Libia e possibili nuovi attacchi alle infrastrutture petrolifere per controllare la principale ricchezza del paese. L’esempio in Libia potrebbe spingere altre forze militari jihadiste a colpire le infrastrutture petrolifere in altri paesi come già successo in passato in Nigeria.
Da un punto di vista tecnico osservando il grafico del WTI light Crude possiamo dedurre che l’eventuale superamento della strategica resistenza a 60 dollari al barile possa creare i presupposti per una estensione dell’ascesa in direzione degli obiettivi situati a 62,80 dollari al barile, picco di maggio 2015. Indicazioni negative sotto 58,60 dollari al barile.
Bitcoin ancora tanta volatilità, domani altro fork?
Nonostante le festività natalizie il prezzo del Bitcoin rimane tra gli argomenti più caldi anche nelle cene con i parenti. Oggi forti oscillazioni per i corsi del BTC. Inizialmente i prezzi avevano proseguito il rimbalzo mostrato dai bottom di venerdì scorso fino a 16500 dollari ma nel corso del pomeriggio sono tornate preponderanti le vendite che lo hanno fatto scendere a 15 mila dollari (al momento si attesta a 15300 dollari).
Domani potrebbe essere un’altra seduta giornata di forte volatilità per le quotazioni della più celebre tra le criptovalute in considerazione del fatto che al blocco 501451 avremo l’ennesimo hard fork del Bitcoin, ovvero un cambio di protocollo che “dovrebbe” portare alla creazione di una nuova criptovaluta discendente dal Bitcoin (abbiamo avuto già due hard fork di successo il Bitcoin Cash e il Bitcoin Gold e altri minori che alcuni reputano delle vere e proprie truffe Bitcoin Diamond, Bitcoin God, …).
L’hard fork di domani è quello di Segwit2X già previsto per novembre ma poi cancellato all’ultimo momento per una risposta abbastanza blanda da parte della comunità. Il capo progetto Jaap Terlouw è sicuro della buona riuscita del nuovo protocollo che dovrebbe finalmente convincere tutti a utilizzare il Bitcoin come sistema di pagamento (il dev team è stato cambiato completamente dopo il fallimento di novembre).
Riteniamo che l’eventuale nuovo hard fork sarà difficile da giudicare in tempi brevi. Al momento solo il Bitcoin Cash è riuscito ad affermarsi come nuova criptovaluta mentre tutte le altre discendenti dal BTC non hanno ottenuto lo stesso successo. Crediamo che il nuovo BTC avrà un compito arduo a convincere la comunità di programmatori e sviluppatori ad adottarlo e le Coin Exchange a quotarlo/sostenerlo.
Tra le altre valute digitali segnaliamo il Ripple che riesce a difendersi molto bene nonostante il peggioramento del sentiment sul mercato crypto.
FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist

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