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venerdì 22 dicembre 2017

Mercati di Frontiera, outlook positivo per il 2018 e oltre

 
Oliver Bell, gestore del fondo T. Rowe Price Frontier Markets Equity di T. Rowe Price, spiega che i fondamentali macro e i dati demografici in molti Mercati di Frontiera sono positivi al momento e in alcuni casi ricordano quelli dei Paesi emergenti di 15 o 20 anni fa. Per esempio, la crescita del Pil per molti Paesi di Frontiera dovrebbe restare ad un livello compreso tra il 6 e il 9% nei prossimi anni, di gran lunga maggiore rispetto agli universi dei Mercati Sviluppati ed Emergenti. Inoltre, quasi il 60% della popolazione in aggregato in questi Paesi ha meno di 30 anni. Questa giovane forza lavoro dovrebbe guidare la crescita dell’economia e svilupparsi in una solida classe media di consumatori. Sicuramente, le condizioni e le opportunità di investimento saranno molto diverse tra i Paesi di Frontiera, anche all’interno della stessa area geografica. Dato che le valutazioni dell’azionario sono ancora ragionevoli e le previsioni sulla crescita di lungo termine di molte società restano sottovalutate, riteniamo che ci saranno vincitori e vinti.
America Latina: l’Argentina sta beneficiando delle riforme
Per quanto riguarda le singole economie, il Presidente Mauricio Macri ha rinnovato con successo l’interesse degli investitori per l’Argentina - spiega Oliver Bell -. Sono stati fatti passi avanti grazie all’abbassamento degli altissimi livelli di inflazione del Paese, mentre la crescita domestica sta riaccelerando gradualmente. Il piano di riforme di Macri sta dimostrando di essere popolare, come mostrato dalle elezioni di metà mandato di ottobre, in cui la coalizione di Macri ha ottenuto una vittoria schiacciante, rinnovando il proprio mandato. Finora le riforme hanno incluso l’eliminazione dei controlli sulle valute estere, un aumento del costo dell’elettricità e la rimozione di alcune tariffe che proteggevano l’industria locale. Gli sforzi futuri dovrebbero focalizzarsi su tassazione, istruzione e lavoro. Abbiamo accresciuto alcune posizioni sull’Argentina in diversi settori, soprattutto su quello dei finanziari, dell’energia e del real estate. Parlando di energia, per esempio, l’Argentina ospita il secondo maggiore produttore di shale gas del mondo, Vaca Muerta, e Macri si è impegnato a supportare il suo sviluppo, nel tentativo di aumentare drasticamente la produzione di energia.
Africa: l’importanza della valuta in Nigeria
In Africa, sebbene i dati sulla crescita siano diminuti nelle economie più importanti della regione, quelli demografici continuano ad essere positivi e i miglioramenti graduali della domanda globale e dei prezzi delle materie prime dovrebbero aprire la strada a una ripresa - spiega Oliver Bell -. Il contesto macroeconomico in Nigeria è stato complicato negli ultimi tre anni, a causa dei minori prezzi del petrolio, degli aggiustamenti della valuta in ritardo e dell’esecuzione inefficiente delle riforme. Questo ha portato nell’insieme ad una recessione nel Paese. Sebbene ci sia ancora un buon numero di tassi di cambio in uso al momento, i recenti aggiustamenti hanno avuto un impatto sul miglioramento della liqudità in dollari, che ci ha portato ad aumentare lentamente la nostra esposizione. In ogni caso vorremmo vedere un tasso di cambio unico a fluttuazione libera, prima di assumere una posizione di sovrappeso sul Paese.
In Nigeria, abbiamo assunto una posizione più rialzista sul settore bancario, dopo alcuni aggiustamenti necessari sulla naira, la valuta locale. Le banche di alta qualità infatti dovrebbero beneficiare di una stabilizzazione macroeconomica di medio termine.
Asia: opportunità in Sri Lanka e Vietnam
Persitono intatte le prospettive di crescita nei Paesi di Frontiera in Asia, compresi Vietnam, Sri Lanka e Bangladesh, grazie al contesto macroeconomico fortemente positivo e ai disequilibri fiscali relativamente bassi.
In Vietnam le esportazioni stanno crescendo a ritmo sostenuto, avvicinandosi ai livelli di molti Paesi sviluppati, soprattutto nel mondo degli smartphone e dei device - spiega Oliver Bell -. Intanto, continua a farsi strada una classe media giovane e fortemente produttiva. In Vietnam siamo esposti su alcune società di prodotti di consumo competitive, che stanno conquistando maggiori fette di mercato ed espandendo la propria presenza sul territorio e online. Ci piace anche il settore bancario del Paese, che ha beneficiato del miglioramento del contesto macroeconomico, via via che i consumatori tornano a mostrare fiducia e la domanda di prestiti aumenta.
Sempre in Asia, troviamo molte opportunità in Sri Lanka, che ospita alcune delle società meglio gestite e con le valutazioni più attraenti nell’universo dei Mercati di Frontiera. Riteniamo che lo Sri Lanka stia per entrare in un periodo di boom nel settore delle costruzioni, grazie alle politiche positive che stanno aiutando diversi importanti progetti infrastrutturali a giungere al termine, dopo un periodo di inerzia. La posizione strategica del Paese nell’Oceano Indiano lo rende interessante in termini commerciali. Ciò ha portato ad importanti investimenti in porti, il più recente da parte della Cina, che intende costruire il suo Hambantota Port qui, con un budget di 1,1 miliardi di dollari.
Europa: la domanda domestica guida la Romania
Intanto in Europa, l’economia romena sta mostrando i segnali di una ripresa ciclica - spiega Oliver Bell -. Ciò grazie a una solida domanda interna, aumentata notevolmente grazie alla crescita dei salari, ai bassi tassi di interesse e ai tagli dell’IVA. In Romania, siamo molto positivi sul settore finanziario, dato il processo di risanamento delle banche dopo la crisi del 2008 e la qualità degli asset in miglioramento. Siamo anche ben posizionati sulla crescita strutturale nel mercato della sanità privata.
2018: diversi driver positivi
In generale, i ritorni solidi per l’universo dei Mercati di Frontiera negli ultimi cinque anni, insieme a una crescita durevole e secolare e a una bassa correlazione al ciclo globale, stanno attirando l’attenzione degli investitori verso quella che è stata un’area storicamente trascurata del mercato. Gli indicatori sono migliorati notevolmente negli ultimi mesi e, con i tassi di cambio più competitivi, c’è un numero di buone notizie sufficiente a farci mantenere un outlook positivo per il 2018 e oltre.

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