-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 21 dicembre 2017

Luci e ombre per la scuola italiana


Siamo arrivati quasi alla fine dell'anno ed è dunque tempo di bilanci in tanti campi: oggi ci focalizziamo in particolare sul mondo della scuola italiana, che continua a mostrare aspetti negativi ma che, stando alle ultime ricerche, lascia spazio anche a importanti e positive sorprese.
La scuola nel mondo. Partiamo proprio da una buona notizia, che arriva dall'indagine Iea Pirls 2017, che ha messo a confronto le prestazioni di lettura e comprensione del testo dei ragazzi di età compresa tra i nove e dieci anni di 50 Paesi del mondo, in quella che nella maggior parte dei casi è la quarta elementare.

Ebbene, l'Italia e il suo sistema scolastico si posizionano sedicesimi in assoluto, ma con indicatori che fanno ben sperare sul futuro.
Migliora la lettura. Innanzitutto, nell'ultimo aggiornamento del report i ragazzi italiani conquistano sette punti in più in queste materie rispetto al primo ciclo di indagine, avviato quindici anni fa; inoltre, il livello raggiunto attualmente è di 548 punti, a 33 punti di distanza dalla capofila (la Federazione Russa) ma comunque a 18 più su rispetto alla media internazionale, che si ferma a 500.

Altro fattore importante, il nostro Paese detiene attualmente performance nella lettura che risultano migliori di quelle registrate in Paesi equiparabili sul piano dell'educazione e dello sviluppo, come Germania, Spagna e Francia.
Le ombre dell'istruzione. Accanto a queste luci, però, continuano a esserci tante ombre, come quelle evidenziate dall'ultima relazione della Commissione europea sul monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione 2017.

In questo report, infatti, si punta il dito su alcuni degli aspetti più critici del mondo della formazione in Italia, come il tasso di abbandono scolastico che resta ancora sopra la media Ue, l'elevata percentuale di quindicenni che presenta risultati insufficienti in letteratura, matematica e scienze, ma anche tematiche più generali come le difficoltà per i neodiplomati a trovare lavoro e la scarsa partecipazione degli adulti all'apprendimento permanente.
Gli early leavers. L'analisi fornisce anche le cifre per inquadrare meglio questi fenomeni: ad esempio, i giovani che abbandonano in maniera anticipata e precoce gli studi e la formazione sono quasi il 14 per cento, mentre la media europea si ferma al 10,7 per cento secondo i dati del 2016, e sono bassi anche i risultati per chi va poi effettivamente a scuola.

Continuando la lettura del documento si scopre che i quindicenni italiani che manifestano risultati insufficienti in letteratura sono 21 su cento (la media europea è inferiore al 20 per cento), mentre in matematica e scienze le percentuali salgono al 23 per cento. 
Fattori negativi. Ombre anche sul tasso di istruzione terziaria dell'Italia, che per i giovani di età compresa tra i 30 e i 34 anni è tra i più bassi dell'Ue: il dato nazionale è di 26,2 per cento, mentre la media comunitaria arriva fino al 39,1 per cento.

Numeri critici anche per quel che riguarda il tasso di occupazione dei neodiplomati, che nel nostro Paese arriva appena al 52,9 per cento contro il 78,2 per cento della media Ue; un fattore, questo, che assume contorni ancora più preoccupanti, perché secondo gli osservatori europei "il passaggio dall'istruzione al mondo del lavoro in Italia è difficile anche per le persone altamente qualificate", creando una situazione che genera, inevitabilmente, la fuga di cervelli e "causa l'esodo di personale con competenze elevate".
I segnali positivi. Qualcosa si sta muovendo e sta cambiando, per fortuna, a cominciare anche dalla riforma della scuola del 2015, che secondo le note del rapporto comunitario "è in fase di attuazione e potrebbe migliorare i risultati dell'apprendimento e aumentare l'equità".

Anche sul versante per così dire privato ci sono sempre maggiori opportunità per le persone che vogliono mettere a punto la propria formazione e magari recuperare gli anni scolastici persi, una possibilità che oggi viaggia anche sul Web, grazie ad esempio alla piattaforma di Teoremacorsi.com che elenca i principali istituti che consentono di prendere il diploma in un anno in tutta Italia.
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.