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domenica 31 dicembre 2017

L'incognita politica zavorra Piazza Affari. +13,6% nel 2017


Quest'ultima seduta dell'anno viene vissuta in negativo dalle Borse europee, tra le quali ha fatto eccezione quella londinese. L'indice Ftse100, che ha già chiuso gli scambi, in anticipo rispetto al consueto, ha guadagnato lo 0,85%, mentre proseguono in calo il Cac40 e il Ftse100 che arretrano rispettivamente dello 0,27% e dello 0,48%. 
A pagare il conto più salato è Piazza Affari dove il Ftse Mib ha violato al ribasso l'area dei 22.000 punti, presentandosi ora a 21.940 punti, con un calo dello 0,83%. 
Non è di grande aiuto l'andamento di Wall Street dove i tre indici principali hanno avviato gli scambi in salita, per poi tornare sui loro passi e presentarsi ora poco al di sotto della parità.
Poche le blue chips che a Piazza Affari si sottraggono alle vendite e si tratta di Salvatore Ferragamo e YNap che avanzano di circa mezzo punto, di pari passo con Mediaset, mentre Luxottica e Unipol restano sui valori del close di ieri. 
Le vendite interessano soprattutto i titoli del settore bancario tra i quali spiccano in negativo Bper Banca e Ubi Banca, con un rosso del 2,31% e dell'1,72%, seguiti da Banco BPM e Unicredit che scendono dell'1,28% e dell'1,13%, mentre Mediobanca e Intesa Sanpaolo calano dello 0,99% e dello 0,93%. 
Ad appesantire Piazza Affari e più in generale le Borse europee è il rialzo dell'euro contro il dollaro, con il cambio che viaggia ad un soffio da quota 1,2, e questo sicuramente non aiuta soprattutto i titoli delle società maggiormente orientate all'export. 
Il nostro mercato poi è ulteriormente zavorrato dall'andamento negativo dei bancari che risentono dell'allargamento dello spread BTP-Bund.

Solo qualche giorno fa il differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano veniva fotografato a 140 punti base, mentre negli ultimi minuti viaggia a poca distanza dai 156 basis points, con un rally di oltre il 4% rispetto al close della vigilia. 
A creare tensioni sullo spread BTP-Bund contribuisce la notizia arrivata ieri in serata relativa allo scioglimento delle Camere in Italia.
In conseguenza di ciò il Governo ha ufficializzato per il 4 marzo prossimo la data delle elezioni politiche come già ventilato da diversi rumors circolati nei giorni scorsi. 
Se da una parte è stata eliminata così l'incertezza relativa al prossimo appuntamento elettorale nel nostro Paese, dall'altra l'incognita politica continua a pesare sul nostro mercato. 
Come spiegato dagli analisti di Unicredit, è aumentata ulteriormente la probabilità che l'esito del voto sia quello di un Parlamento molto frammentato e gli esperti non escludono che si possa arrivare ad un Esecutivo di coalizione. 
E' molto probabile che il tema politico continua a dominare la scena anche nelle prime giornate del 2018, quando si potrebbe assistere ad un incremento della volatilità a Piazza Affari.   
Del resto queste ultime giornate del 2017 sono state condizionate e non poco proprio dall'incertezza politica che ha impedito al Ftse Mib di riportarsi almeno sui massimi dell'anno in area 23.000.

C'è da dire che i volumi delle ultime sedute sono più bassi della media e quindi i movimenti ribassisti del mercato andranno verificati ed eventualmente confermati una volta che si tornerà alla piena operatività a inizio gennaio. 
Intanto il Ftse Mib si avvia a chiudere il 2017 con un bilancio comunque positivo, visto che da inizio anno il listino delle blue chips ha messo a segno un progresso di circa il 14%. 
Fonte: News Trend Online

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