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mercoledì 27 dicembre 2017

L‘Europa trova il suo swing nel 2018

 
Franz Weis, portfolio manager di Comgest, spiega che come evidenziato dal significativo surplus commerciale pari al 4,5% del PIL, che è doppio rispetto alle precedenti decadi, l’Europa ha attraversato negli ultimi cinque anni un periodo di grandi sforzi tesi al risparmio. I governi hanno dovuto far fronte al deficit fiscale, specialmente nella periferia, mentre gli alti tassi di disoccupazione hanno messo in crisi la spesa dei consumatori e le società hanno mantenuto un cauto impiego della spesa per investimenti.
L’Europa è stata una delle zone geografiche in grado di creare il maggior numero di posti lavori negli ultimi due anni – grazie all’accelerazione della crescita del PIL fino al 2,5% con cui si è tornati per la prima volta ai livelli di crescita economica pre-crisi.
Sul fronte societario, il 2017 è stato il primo anno di crescita delle vendite aggregate dal 2012 e di una forte ripresa generale - spiega Franz Weis -. Con un +6%, è la quarta miglior performance annuale da inizio secolo. Gli utili dei settori energetico, minerario e finanziario sono risaliti dai livelli negativi record, e la crescita degli utili per azione in Europa è salita oltre il 20%, come largamente anticipato dalla forte rotazione verso titoli finanziari e ciclici alla fine del 2016.
Nel Regno Unito la crescita dell’inflazione, il primo aumento dei tassi di interesse dai tempi della crisi finanziaria e un mercato immobiliare più morbido stanno destando preoccupazioni rispetto alla crescita economica più debole della Gran Bretagna. L’impatto negativo sulla sterlina e sul mercato azionario del Regno Unito è stato rafforzato dalla mancanza di progressi in merito a una Brexit “benigna”. Il risultato di tutto ciò è una mancanza di crescita degli utili aggregati dell’MSCI Europe nel corso del 2017. Le valutazioni sono calate significativamente nel corso del 2017, con il rapporto prezzo/utili calcolato sugli ultimi dodici mesi dell’MSCI Europe che è sceso del 10% fino a un multiplo pari a 18,8.
Cosa aspettarsi dal 2018?
L’azionario europeo presenta un caso di investimento interessante per il prossimo anno - spiega Franz Weis -. Anche se molte cause di incertezza politica si sono risolte nel corso del 2017, la Brexit rimarrà probabilmente un problema. La solida fiducia di società e consumatori sono indicatori di una crescita economica solida in Europa, spinta da fattori domestici e dalla ripresa dei mercati emergenti – diventati ormai significativi per l’export tanto europeo quanto statunitense.
La solida fiducia di società e consumatori crea un contesto favorevole alla crescita degli utili societari. Dopo dieci anni in cui gli utili hanno sempre deluso, le revisioni degli utili sono recentemente diventate positive. È opinione diffusa che ci si possa aspettare un +10% nel 2018, un valore superiore alla media storica di lungo termine. La valutazione, attualmente a 14,8 volte gli utili stimati dei prossimi dodici mesi, sembra ragionevole.
La sovraperfomance delle strategie growth crescita rispetto a quelle value nel corso del 2017 è stata meno pronunciata in Europa rispetto al resto del mondo - spiega Franz Weis -. La significativa esposizione degli Stati Uniti e dei mercati emergenti sui principali titoli tecnologici statunitensi (FANG) e cinesi (BAT) e in generale sul settore tecnologico è stata il fattore principale della performance di questi mercati. Di (KSE: 003160.KS - notizie) contro, l’onda positiva è stata più ampia in Europa. Se questi titoli dovessero fare un passo indietro, l’azionario europeo potrebbe rivelarsi meno vulnerabili e più difensive visto il ridotto legame tra la perfomance e questi titoli.

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