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venerdì 8 dicembre 2017

L'Angolo del Trader


Bper Banca in netto rialzo giovedì dopo le dichiarazioni di Danièle Nouy, presidente del Consiglio di vigilanza della BCE, sul rinvio dell'entrata in vigore dell'addendum sulle coperture degli npl, in origine previsto per l'inizio del 2018. Due giorni fa l'a.d. Alessandro Vandelli ha dichiarato al Sole 24 Ore che è partito l'iter per la cessione dei crediti deteriorati della controllata Banco di Sardegna ed entro fine anno potrebbe essere varata la vendita di un altro portafoglio di npl.

Il manager ha confermato l'obiettivo di riduzione dell'NPE ratio lordo al 13,5% entro il 2020, aggiungendo che la tempistica potrebbe anche essere accorciata. Vandelli ha concluso che la banca ha abbastanza capitale da permetterle di raggiungere un NPE ratio anche inferiore se necessario. Il titolo è anche sostenuto dai giudizi di alcuni broker: Mediobanca e Exane Paribas esprimono un rating "outperform" con target price fissato rispettivamente a 5,60 euro e a 6 euro.
Bper ha toccato giovedì un massimo intraday a 4,642 euro per poi stabilizzarsi poco al di sotto di quei livelli, comunque molto al di sopra della chiusura del giorno prima a 4,50 euro. A 4,66 euro circa si collocano la media mobile a 100 giorni e il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di inizio ottobre.

Il superamento di questo importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci fornirebbe un segnale in favore del proseguimento del rimbalzo in atto dai minimi di novembre che potrebbe in quel caso puntare al ritorno proprio sui massimi di ottobre a 5,18 euro. Resistenza intermedia a 4,87 euro.
Solo discese nuovamente al di sotto del supporto di area 4,45, sul quale si collocano i minimi delle ultime sedute a partire dal 30 novembre, farebbero temere un ripiegamento fino a 4,048 almeno, sulla base del gap rialzista del 9 novembre. Supporto successivo a 3,80 euro.
Indicazioni positive per* FinecoBank* dai broker dopo i dati sulla raccolta.

Banca Imi ha infatti confermato sul titolo la raccomandazione "hold" con prezzo obiettivo a 8,3 euro, in linea con le indicazioni di Equita Sim, mentre per Kepler Cheuvreux la raccomandazione è "buy" con prezzo obiettivo a 8,8 euro. Nel solo mese di novembre la raccolta netta è stata pari a € 280 milioni (+34% a/a) al netto del pagamento di imposte da parte della clientela, pari a € 296 milioni, a conferma che Fineco è utilizzata dai suoi clienti come banca di riferimento.
La raccolta gestita è stata pari a € 537 milioni, la raccolta amministrata si è attestata a € 84 milioni e quella diretta a € -342 milioni. La raccolta netta da inizio anno è stata pari a € 4.970 milioni (+20% a/a). Gli analisti di Banca Imi per l'intero anno stimano una raccolta di 5.39o milioni di euro.

Il Patrimonio totale è pari a € 66.218 milioni (+10% rispetto a dicembre 2016 e +14% a/a). In termini di acquisizione della clientela, da inizio anno sono stati acquisiti 107.147 nuovi clienti (+7% a/a), di cui 9.840 nel solo mese di novembre (+10% a/a). Il numero dei clienti totali al 30 novembre 2017 è di quasi 1.196.000, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il titolo ha toccato un massimo intraday a 8,475 euro per poi stabilizzarsi a 8,43 euro circa (close di mercoledì a 8,355 euro). A 8,53/55 si collocano sia i massimi di fine novembre sia il lato alto del canale crescente disegnato dai prezzi dai minimi di novembre 2016. La rottura di questa resistenza sarebbe quindi un segnale di forza interessante che potrebbe introdurre a movimenti almeno fino in area 9,60 euro (target ottenuto come raddoppio del canale crescente).

Resistenza intermedia a 9,10 euro. Solo la violazione di area 8 euro, dove si collocano i massimi di fine ottobre, farebbe temere un approfondimento del ribasso verso la base del canale crescente citato, coincidente in area 7,52 euro con la media mobile a 100 giorni.
Cresce l'attenzione degli operatori sulla vicenda Mediaset-Vivendi.
Si avvicina infatti la data fatidica del 19 dicembre, quando si terrà l'udienza per la causa civile al Tribunale di Milano intentata da Mediaset, RTI e Fininvest contro il colosso francese per i danni sofferti a seguito del rifiuto dei transalpini di concludere il contratto di acquisto della pay tv Mediaset Premium.

Le richieste di risarcimento ammontano complessivamente a 3 miliardi di euro. Sono però in corso negoziati per arrivare a un accordo prima della data citata: secondo indiscrezioni l'accordo prevede un risarcimento da circa 700 milioni di euro a carico di Vivendi, un accordo commerciale e societario tra Premium e TIM/Canal+, e la discesa di Vivendi al 5% nel capitale di Mediaset (attualmente ha il 25,75%, dati Consob).
Ieri il presidente del gruppo di Cologno Monzese, Fedele Confalonieri, a margine della prima del Teatro alla Scala ha dichiarato di sperare che un accordo venga raggiunto prima dell'udienza. L'analisi del grafico di Mediaset evidenzia il rimbalzo dai minimi di metà novembre e l'attacco della forte resistenza a 3,31 euro circa.

Una vittoria confermata in chiusura di seduta oltre questo ultimo riferimento determinerebbe un netto miglioramento del quadro grafico di breve/medio periodo, favorendo estensioni verso 3,50/3,55 almeno, con obiettivo successivo a 3,80. Discese sotto area 3,10 potrebbero invece preannunciare un nuovo test di 2,81, minimo del 13 novembre e riferimento decisivo per scongiurare il rischio di riattivazione del movimento discendente partito a fine 2016.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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