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mercoledì 27 dicembre 2017

L'Angolo del Trader


*Mediaset *poco mossa in chiusura di ottava. L'a.d. Pier Silvio Berlusconi ha affermato che il contenzioso con Vivendi su Premium può costituire un ostacolo nella trattativa per la vendita dei contenuti a Telecom Italia. Secondo indiscrezioni il corrispettivo potrebbe superare i 400 milioni di euro.
Ricordiamo che il gruppo di Cologno Monzese si è aggiudicato in esclusiva i diritti dei mondiali di calcio Russia 2018. Berlusconi non ha rivelato l'entità dell'investimento ma ha affermato che il costo reale dell'operazione, considerati i risparmi per il non dover mettere in piedi una programmazione alternativa, sarà tra i 40 e i 45 milioni di euro.

Nel corso dell'ultima settimana il titolo ha preso la rincorsa per mettere nuovamente sotto pressione i massimi di ottobre in area 3,30. La rottura definitiva di tale ostacolo, avvalorata dal superamento del top di dicembre a 3,412 euro, darebbe continuità al rimbalzo avviato a metà novembre dal supporto orizzontale a 2,80/2,85 euro, proiettando obiettivi in prima battuta sul picco di agosto a quota 3,50, poi in area 3,75/3,80, resistenza creatasi nel corso di maggio.
Lo scenario rialzista perderebbe forza sotto la media mobile a 100 giorni, una linea praticamente orizzontale passante da area 3,15 circa, preludio al ritorno sui citati 2,85 euro circa.
Telecom Italia in verde nell'ultima seduta dell'ottava nonostante le indiscrezioni di stampa in base alle quali la Consob è intenzionata ad aprire una procedura sanzionatoria per violazione di alcune disposizioni in materia di operazioni con parti correlate riguardo alla joint venture con Canal+, controllata dall'azionista di riferimento Vivendi.

Secondo la Consob la struttura della JV, partecipata al 40% da Canal+ e al 60% da TIM, sarebbe dovuta passare per il vaglio del comitato dei consiglieri indipendenti per essere approvata dal momento che si tratterebbe di una operazione di maggiore rilevanza. La delibera del cda che ha varato la jv è stata contestata anche dal collegio sindacale che, sempre secondo i rumor, sta valutando l'ipotesi di impugnare la delibera stessa.
Dal momento che la jv si pone come obiettivo l'acquisizione e la produzione di contenuti per incrementare poi il numero di clienti della banda larga di TIM, un ritardo nel programma rallenterebbe anche l'attività di marketing della società. Telecom ha comunque toccato un massimo intraday venerdì a 0,741 euro dopo aver terminato la seduta precedente a 0,7345 euro.

Solo la rottura a 0,767 della media mobile a 100 giorni potrebbe tuttavia confermare il recupero di una intonazione stabilmente positiva da parte del titolo che in quel caso avrebbe la possibilità di puntare al test almeno di area 0,80, 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dal top di agosto.
Sopra quella resistenza diverrebbe probabile la ricopertura del gap ribassista del 18 agosto con lato superiore a 0,845 euro. La violazione di 0,7185, minimo del 15 dicembre messo alla prova anche giovedì dai prezzi, rischierebbe invece di comportare il ritorno sui minimi di novembre a 0,657 euro.
Importante operazione di rifinanziamento per Mondadori.

Il gruppo editoriale venerdì scorso a mercati chiusi ha comunicato di aver sottoscritto (con BP Milano, Intesa Sanpaolo e UniCredit) un nuovo contratto di finanziamento per un importo complessivo di 450 milioni di euro di durata pari a cinque anni (scadenza 31 dicembre 2022), in sostituzione delle attuali linee di credito (2015-2020) e a condizioni economiche migliorative.
Il margine iniziale (che si aggiunge all'Euribor di riferimento calcolato a zero floor) è pari a 120 bp dai 250 attuali. Tale tasso potrà variare, su base annuale, in funzione dell'evoluzione del rapporto tra PFN (Posizione Finanziaria Netta) e EBITDA consolidati, tra un minimo di 95 e un massimo di 200 bp.

Il covenant relativo al rapporto PFN/EBITDA consolidato è invariato rispetto a quello attuale, pari a 3,5x nel 2018 e a 3,25x negli esercizi successivi, mentre il covenant dell'indebitamento finanziario netto non potrà superare l'importo massimo di 450 milioni di euro al 30 giugno 2018; 435 milioni di euro 30 giugno 2019; 412,5 milioni di euro al 30 giugno 2020; 385 milioni di euro al 30 giugno 2021; 350 milioni di euro al 30 giugno 2022.
Entro fine 2017 Mondadori provvederà al rimborso integrale del debito derivante dal precedente contratto per complessivi 276,2 milioni di euro. L'analisi del grafico di Mondadori evidenzia il movimento laterale successivo al massimo pluriennale a 2,58 euro toccato il 18 ottobre. Il superamento di area 2,42 lancerebbe i prezzi verso il riferimento citato con l'obiettivo di oltrepassarlo e puntare sui 2,90 circa, massimi della primavera 2011.

Discese sotto 2,05/2,10 creerebbero invece le premesse per una correzione verso area 1,90 almeno (appoggio successivo a 1,75/1,80).
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online

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