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giovedì 7 dicembre 2017

La dichiarazione delle partite Iva: cosa cambierebbe con il modulo precompilato

Agenzia delle Entrate (LaPresse)
di Fabrizio Arnhold
L’intenzione è anche buona ma bisogna capire se i tempi sono maturi. “Dichiarazione dei redditi precompilata anche per le partite Iva”, è questo l’annuncio del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni, Ruffini ha ribadito l’obiettivo: far fare alla dichiarazione precompilata un ulteriore salto di qualità, estendendola anche ai lavoratori autonomi. L’intento è anche quello di sostituire la Pec con l’identità digitale.
Le reazioni del mondo delle partite Iva non sono tra le più entusiastiche. L’idea di far adottare lo stesso sistema sperimentato, con un discreto successo, dai lavoratori dipendenti rischia di non considerare le differenze fiscali delle due attività. “Come se quello che va bene ai dipendenti potesse star bene anche agli autonomi. E’ sempre lo stesso errore – commenta Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap, l’associazione che rappresenta i lavoratori autonomi -. Oggi stando così le cose, dal punto di vista dell’emersione del nero non si possono avere riscontri e non c’è una facilitazione accettabile”.
Il problema è la fatturazione elettronica. Per realizzare pienamente il progetto servirebbe che entrasse a regime tra privati, oggi la data prevista è gennaio 2019. Questa, insieme allo spesometro trimestrale, potrebbe garantire la possibilità di avere uno screening quasi perfetto per sostenere il passaggio alla precompilata. In un Paese come l’Italia, con ancora troppe zone senza internet, il passaggio alla fatturazione elettronica rischia di diventare molto complicato e un’incombenza operativa per le microimprese ancora alle prese con la crisi economica.
Con la fattura elettronica e la dichiarazione precompilata ci sarà ancora bisogno dei commercialisti? “Non bisogna dimenticare che i dati dei 730 precompilati sono arrivati grazie a noi – commenta Massimo Miani, presidente del commercialisti -. Quando la fatturazione elettronica entrerà in vigore ci sarà ancora bisogno di noi per dare supporto alle piccole e medie imprese poco abituate al digitale”.

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