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venerdì 29 dicembre 2017

Il MIB si è iscritto al club dei perdenti

 
L'andamento dei mercati azionari in quest'ultimo trimestre, ha manifestato connotazioni ben difformi da quelle vantate fino al solstizio d'autunno. Antiche leadership sono state ripristinate, mentre chi ha brillato - oggettivamente, non sempre di luce propria... - fino a settembre, ha fatto i conti con una condizione strutturale che non legittimava le sovraperformance. In parole povere, in un G25 ove hanno svettato i listini di Giappone e Hong Kong, Wall Street ha rimediato un'ottima figura, con un saldo dello S&P500 prossimo al 7%; mentre Piazza Affari si è iscritta al non ristretto circolo dei mercati dalla performance negativa: -2.5% per l'indice MIB. Soltanto Spagna, Messico e Svezia hanno fatto peggio (e non di molto).
Questo comportamento evidenzia una perdita di compattezza, una decorrelazione che si manifesta anche a livello settoriale: in Italia, negli Stati Uniti e globalmente parlando. Fenomeno evidente di un affaticamento, che merita il dovuto esame analitico: ce ne occuperemo nel 2018 Yearly Outlook, in preparazione. Altrettanto sarà fatto nei confronti di questa volatilità, che nei mesi recenti ha raggiunto minimi assoluti.
Anche in questo caso, il fenomeno è globale: abbiamo calcolato la media ad un anno del tasso di variazione giornaliero - in valore assoluto - di Stoxx600 e S&P500. Come evidenziamo nel Rapporto Giornaliero di oggi, viaggiamo abbondantemente sotto lo 0.5%: i due indici "atlantici" in media nell'ultimo anno hanno fatto registrare escursioni da una seduta all'altra, pari ad 1/3 di punto percentuale, a ieri. Che notevole differenza rispetto al 2008-2009, quando in media ogni giorno i due indici citati hanno fatto registrare una variazione giornaliera, sempre in valore assoluto, prossima al 2%.
In un contesto straordinario come quello vissuto, il meccanismo del mean reverting, dato dai manuali per irresistibile, tarda a manifestarsi: nessuno può garantire che la volatilità ritorni a dominare nel 2018. E nel frattempo, cosa succederà ai mercati? nell'ultimo quarto di secolo, rilevazioni così contenute di volatilità globale hanno sempre comportato una evidente reazione, da parte degli indici Stoxx600 e S&P500...
Nota. Il presente commento è un estratto sintetico del Rapporto Giornaliero, pubblicato tutti i giorni entro le 8.20 da AGE Italia; pertanto eventuali riferimenti a studi tecnici vanno intesi riferiti ai grafici ivi riportati.

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