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mercoledì 20 dicembre 2017

Ftse Mib: nuovi rialzi rinviati al 2018? Titoli buoni e cattivi

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.
A Wall Street si continuano ad aggiornare i massimi storici, mentre a Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a risalire la china dal supporto di area 22.000. Si aspetta ulteriori recuperi nel breve?
Il Dax30 ha provato a riportarsi sui massimi storici, mentre Piazza Affari si mantiene più in basso rispetto ai top dell'anno, ma c'è da dire che il nostro mercato è più volatile, quindi basterebbe anche poco per ritornare sui massimi di periodo in area 23.000/23.100.
Quella in corso è l'ultima settimana completa dell'anno a Piazza Affari dove il Ftse Mib potrebbe anche raggiungere quota 23.000/23.100, ma mi meraviglierebbe se in America l'S&P500 non trovasse una resistenza in area 2.700. Di fatto l'indice ha trovato un piccolo ostacolo a 2.600 punti, da cui però la discesa è stata contenuta.
Sarei davvero stupito se l'S&P500 non venisse in qualche modo fermato da area 2.700 che potrebbe essere il target di fine anno.
Il Ftse Mib o prova l'allungo adesso oppure con buona probabilità chiuderà il 2017 intorno ai 22.000 punti, specie nel caso in cui gli indici americani dovessero arretrare un po'.
Nelle ultime settimane il nostro mercato è stato venduto malamente, visto che il Ftse Mib ha perso 1.100 punti da solo. Questo è un po' singolare, perchè come se gli investitori non volessero avere le azioni italiane in portafoglio per fine anno, puntando piuttosto a fare subito cassa.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) brevissimo per il nostro indice non mi aspetto grandi recuperi che a mio avviso potranno materializzarsi più facilmente nel 2018.
Nella seduta di ieri Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) è salito in controtendenza rispetto al mercato, mentre Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.ASnotizie) è stato l'unico bancario in rosso. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?
Unicredit di recente anche provato a rompere la soglia dei 18 euro, ma senza successo, avviando una flessione che lo ha portato anche poco sotto i 16 euro nella seduta di lunedì scorso.
Al momento aspetterei a comprare il titolo, valutando l'apertura di posizioni long in caso di ritorni in area 15,3/15 euro, o in alternativa suggerirei di intervenire sopra 18,3 euro con target a 20 euro. In caso di acquisto a 15,3/15 euro si potrà fissare un primo target a 16,5 euro e un obiettivo successivo a 18 euro.
Un po' diverso il discorso per Intesa Sanpaolo che si muove sempre meno rispetto ad Unicredit. Il titolo si mantiene al di sotto della soglia dei 3 euro che rappresenta per ora una sorta di tappo e per valutare un ingresso long attenderei una discesa in area 2,6/2,5 euro, con obiettivo a 2,8/2,9 euro.
In alternativa si potrà acquistare Intesa Sanpaolo sulla forza sopra i 3 euro, fissando un target a 3,3/3,4 euro.
Come valuta la flessione accusata ieri da Enel (Londra: 0NRE.L - notizie) e Terna (Amsterdam: TX6.AS - notizie) ? Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?
Il ribasso di Enel ieri ha pesato sull'andamento generale del Ftse Mib. Il titolo ha ripiegato un po' dal massimo in area 5,5 euro, ma neanche tanto, e ora prima di comprare attenderei una chiusura confermata sopra i 5 euro. Diversamente si può aspettare un ritorno di Enel in area 5/5,1 euro, dove entrare long con target a 5,5 euro.
Terna non mi è mai piaciuto onestamente e se dovessi scegliere tra i due punterei sicuramente su Enel. Acquisterei Terna sopra i 5,3 euro, confermata in chiusura di sessione, oppure attenderei un ripiegamento in area 4,7/4,6 euro.
Qual è il suo giudizio su Fca? Valuterebbe un acquisto del titolo sui livelli attuali?
Fca sta provando ad allungare nuovamente verso i massimi: il titolo mi sembra molto forte e sicuramente non è da shortare, ma sinceramente non aprirei posizioni long. Preferirei attendere almeno i 15,8 euro, intervenendo quindi a rottura decisa dei massimi a 15,66 euro segnati a inizio novembre.

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